Startup: Italia vs Germania
Ho letto l'interessante post "Startup, cosa ci manca per colmare lo spread con Berlino" http://www.chefuturo.it/2012/10/ecosistema-startup-berlinese/, e ho pensato di chiedere un parere al mio amico Saverio Cresti (Director of Business Development AdNetwork at Populis), che ha lavorato e vissuto sia a Londra che a Berlino nel contesto hi-tech.
Saverio cosa ne pensi del potenziale di Berlino come ecositema per le startup del settore hi-tech?
Secondo me Berlino è ancora troppo "hipster", ancora troppo tedesca, e abitata da una massa di giovani che nn portano grande valore economico, ma che ci si spostano solo perché costa molto poco. I soldi dell'advertising in Germania stanno a Munich, e finché non riescono a spostare i budget verso Berlino le startup avranno poca benzina (infatti i casi di successo si sono mezzi trasferiti in silicon valley, o hanno tirato su business ad alto cash flow).
Si è parlato anche di Londra...
Londra dall'altra parte è molto più ricca e secondo me ha ancora buone possibilità di diventare leader nello startupping europeo, ma il mercato si deve evolvere e trovare una sua identità e unicità. Fino a quando useremo solo prodotti americani, servizi americani, su piattaforme americane, con un approccio americano (google, ebay, facebook, paypal, twitter, youtube...) ci sarà poco da innovare e le storie di successo saranno quelle che prima o poi riusciranno a fare il salto e ad aprire nella valley. Ad oggi gli ecosistemi alternativi nel mondo sono stati creati tramite una chiusura invece che un apertura dei mercati interni, guarda caso in nazioni con regimi autoritari ed anacronistici (baidu, yandex, vkontakte, toudou…).
A questo punto dammi anche te la ricetta giusta per l'Italia, tanto ormai è sport nazionale :D
A parere mio quello che l'Italia può fare è finanziare e incentivera i giovani in modo che pensino, creino, partano e tornino portando valore (know-how + fatturato) a casa, da quei luoghi dove ad oggi si decidono le dinamiche dell'online advertising europeo(Londra/Parigi/Berlino), o mondiale (New York/Valley/Singapore/Tokyo).
Ma vedere il fenomeno start-up come un distretto del tessile anni '80, cercando di creare hub chiuse, locali, fortemente legate al territorio, lo vedo miope per l'economia e deleterio per i giovani.
Ottimo, andiamo a pranzo....