Oh to be touched by death ✨

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Oh to be touched by death ✨
"We have seen that already in the text on psychology ['Dokumente zu Hegels Entwicklung', 1789] Hegel associated reason with the syllogistic form, in order to distinguish it from the predicative form of Verstand. However, in grammatical terms, or in terms of the predicative form of judgement between subject and object, the original unity or identity can only be presented in the copula is. The judgement form tends to hide the speculative nature of the copula, while reason demands that we grasp the copula as it really is. To put this another way, reason is the existing discourse of the original unity of identity and difference. Reason goes beyond the logical form of judgement in order to express the being in the copula is. The verb of reason is thus ontological.
I will push this idea even further... To the extend that the original unity of reason, represented in the copula, expresses the being of absolute identity, or the being of the identity of identity and difference (or the identity of the particular and the universal or the existing identity of being and thought, of object and subject), the original unity is ultimately the affirmation of divine existence. As Alexis Philonenko puts it, the supreme speculative proposition must thus be 'God is an existing being.' Consequently, the verb of reason or the verb of absolute identity in Hegel tends to be not only ontological but onto-theo-logical."
-Jeffrey Reid, 'Real Words - Language and System in Hegel'
Samedi, à 36 ans, Floyd Money Mayweather a une nouvelle fois confirmé en battant Canelo Alvarez - de treize ans plus jeune que lui mais au CV déjà impressionnant - qu’avec sa technique et sa vitesse foudroyantes, il est le meilleur boxeur toute catégorie confondue depuis bien longtemps … Mais il est vrai que les 41,5 millions de $ d’assurés en cas de combat sont une motivation substantielle. Il redevient ainsi comme en 2011 le sportif le mieux payé au monde, loin devant les granguignolesques footballeurs, ce qui, d’ailleurs, est bien logique.
C'est pour moi l'occasion de publier un article sur la boxe en général et en ce cas précis, sur un homme d’un autre temps ; Georges Carpentier :
« J’ai parlé de la vie et, au fond, rien ne ressemble plus à la vie qu’un livre (…).
Et pourtant, je sens, terminant cet avant-propos, que je dois revenir sur les pages rédigées et briser une promesse. J’ai connu Georges Carpentier en ma jeunesse et je lui ai demandé pourquoi, le pouce d’une main brisé au second round contre Dempsey, il n’avait pas abandonné, la douleur lui faisant bien assez sentir qu’il était privé d’une main, qu’il n’avait plus aucune chance devant Dempsey qui n’était pas un boxeur susceptible d’être battu par un lucky punch, dès lors qu’il s’apercevait que son adversaire ne se servait que d’un bras. Timide soudain, embarrassé, Georges Carpentier me dit qu’il me répondrait à une condition ferme : ne jamais en faire état. Je l’ai promis et dans ce livre, dans une note j’explique que je ne peux pas dire quelque chose. Mais à la réflexion, je crois rompre cette promesse. Georges Carpentier m’avait dit : « J’étais sûr que Dempsey K.-O. Seulement, voilà un champion de France disputant le titre mondial n’abandonne pas ». Je pense qu’il avait la pudeur des héros. La boxe connaît les coups, mais aussi les pensées altières et nobles.
Peut-être est-ce l’école des hommes. »
In : Alexis Philonenko, Histoire de la boxe, collection Histoire chez Criterion, pp 9-10.
Ma che c'entra il tennis con la boxe?
La boxe nel ‘900 è stato uno sport così tanto popolare che, credo, nessuno negli anni ‘50 e ‘60 potesse immaginarlo come uno sport di nicchia. Tant’è che ancora oggi tutti sanno chi è Muhammad Ali ma i più ignorano chi sia Volodymyr Klyčko attuale campione del mondo dei pesi massimi.
La popolarità della boxe ha vissuto una sorta di “secolo breve” diciamo dall’incontro del secolo tra Jack Dempsey e Georges Carpentier il 2 luglio 1921 e quello tra Muhammad Ali e George Foreman a Kinshasa il 30 ottobre 1974. Se ad assitere a Dempsey vs Carpentier c’erano 90000 persone, nell’immediato secondo dopoguerra una folla immensa si radunava presso i Champs-Élysées per salutare Marcel Cercan, fresco campione del mondo dei pesi mesi.
I pugili sono stati eroi nazionali, come Primo Carnera oppure vere e proprie celebrità come Marcel Cerdan che fu al centro della cronaca rosa per la sua love-story con Édith Piaf, una storia un po’ simile a quella nostrana tra Fausto Coppi e la “Dama Bianca” Giulia Occhini.
La vita stessa di Muhammad Ali è stata una storia che appassionato il mondo e che ha toccato tutti i piani, da quello sportivo a quello ideologico, politico, religioso. Ma per dirla con Alexis Philonenko con Ali la boxe muore e viene rimpiazzata dal tennis. Secondo Philonenko la boxe finisce perché in sostanza non ha più niente da dire. Dalla definizione e raffinazione delle regole, all’affermazione su altri sport di combattimento come la boxe francese, dalle innovazioni nella tecnica introdotte già da James J. Corbett alla fine dell’800 fino a quelle di Dempsey e Ali, la boxe sviluppa il suo percorso, raggiunge il suo apice e quindi termina. Dunque che c’entra il tennis con la boxe? Se la boxe muore di morte naturale è proprio vero che il suo posto, nel cuore del pubblico, viene preso dal tennis? Forse Philonenko è un po’ lapidario e probabilmente per qualche ragione personale non sopporta in tennis, presentandolo come un semplice luogo di ripiego dell’interesse del grande pubblico, orfano dal grande spettacolo della boxe.
Intanto durante quell’ultimo epico atto della boxe, in quel lontano ottobre del 1974, nel tennis cosa stava succedendo? Beh in effetti forse qualcosa di nuovo stava accadendo, nel tennis irrompeva la modernità: Björn Borg vinceva il suo primo Roland Garros. Davvero una morte coincideva con una nascita? Forse sì, ma credo che le ragioni di questo avvicendamento stiano nella società che circoda questi sport piuttosto che al loro interno. Björn Borg ha davvero rappresentato l’ingresso di strati più ampi di società nel tennis, a partire dal suo look per finire alla sue caratteristiche di gioco, Borg era un operaio della racchetta, contrapponeva il lavoro, la fatica di lunghe remate da fondo campo, all’eleganza dei movimenti e al candido gioco serve & volley dei tennisti tradizionali. Carlo Magnani sostiene che il tennis è lo sport che meglio rapprensenta l’individuo contemporaneo mentre io credo che la boxe rappresenti davvero un individuo ormai estinto. La boxe si sviluppa in anni di grande crescita economica e di grandi conflitti sociali e non. La boxe era un modo per i ceti meno abbienti di emergere socialmente con le proprie forze, incarnava il forte desiderio di emancipazione, stesso desiderio che provavano i neri americani e che hanno espresso con successo nella boxe dagli anni ‘40 in avanti. Oggi questo desiderio di emancipazione è ancora così vivo e prensente? Quanti per questa motivazione sarebbero disposti a farsi fracassare il cranio a suon di pugni?
Condivido ancora la visione di Carlo Magnani del tennis come sport di relazione, piuttosto che come sport individuale. Il tennis non sarebbe possibile senza un compagno con il quale giocare degli scambi e lo stesso tennista gioca in modo diverso a seconda del compagno che ritrova di fronte di volta in volta. Essendo sport di relazione come potrebbe non incarnare perfettamente la società contemporanea, basata appunto sulle relazioni sociali?