Quando ero piccolo non vedevo l'ora arrivasse il mio compleanno. In quel giorno mi sentivo speciale, mi illudevo di esserlo. Perché la verità è che era come tutti gli altri giorni, cambiava solo che si mangiasse la torta.
Poi, ad un certo punto, smisi. Smisi di essere felice quel giorno, di illudermi, di sentirmi speciale. Smisi di chiedere regali, di volere la torta, di desiderare che qualcuno si ricordasse il mio compleanno e che mi facesse dei miseri auguri. Non sapevo perché, ma lo feci.
E adesso, oggi, che è il mio compleanno. Oggi che compio gli anni, ho capito. Ho capito perché ho smesso di illudermi e, negli ultimi anni, ho smesso di sorridere davvero. Ho smesso di sognare, di sperare. Fino a quando tutto non è peggiorato, nella mia testa, in me. Ho iniziato a vedere il mondo ancora più marcio, ad odiare la mia situazione ed odiare me. Ho capito perché non ritengo che il mio compleanno sia speciale e non mi sento speciale. Questo perché mi ha sempre fatto notare quanto poco le persone mi pensassero, tenessero a me. Se non c'erano nel momento del bisogno, come potevano esserci il giorno del mio compleanno? Ho iniziato ad odiarlo dal momento in cui ho preso consapevolezza che mi ricordasse che il tempo passa, inesorabile. Che la vita va avanti ma che io, ad oggi, non l'ho mai vissuta davvero. Non ho mai vissuto davvero, come la volevo. Per colpa degli altri, per colpa mia.
Perciò, buon "giorno qualsiasi" a me.
@al-sapore-di-sigarette












