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Riggwelter - The things you do (2024)
Produced by Blond Chronicles
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©Alessandro Manzella 2024
Sichillìa
Litania di fuoco
devo fissarti bene.
Al cospetto del grande Limone
devo onorarti, Padre,
in un attimo di magia.
Il gradino mi aspettava.
Questo assolato silenzio di pace
vibra ancestrale nelle mie ossa.
Ora sento l’ammansirsi delle palpebre.
È ok. È lei, l’aria. Si prende cura di me.
Si placa il sangue mio
come un mare senza venti
e il cuore mi pulsa fiero
come questa corrente calda.
Il sole non brucia, solo attraversa
un corpo immobile e un eterno respiro.
Ma devo cantarti, pietra.
Muta mi accogli e mi senti grato.
Terra delle mie eliche, assorbimi!
Ora respiro in comunione.
La pelle, incapace di mentire,
Rivela ai cieli ogni emozione.
Abbraccio i fratelli ulivi!
Yucche, vi riveriscono
i miei muscoli spogli.
Fermo, libero, vivo!
È sudore, Tufo, non è pianto.
E non è questo il momento
delle ovvie domande.
La mente ormai nuda
gioiosa s’inchina
alla calma dell’asfalto,
che per sempre paziente
il mio ritorno attende.
E chi lo sa, se ritorno.
Chiedete alle strade dissestate,
allo strazio delle grotte,
alle madonne ingabbiate.
Chiedete a loro.
Alle discrete sorgenti,
a questa frazione di spazio.
Io non lo so
se il tempo chiuderà in cerchio.
Se tornerò mai, a riprendermi
i tramonti di ruggine.
A carezzare gli artigli
del mare sullo scoglio.
Se verrò, una volta buona,
a toccare riva,
e liberare le tasche
dei vetri levigati.
Enjoy my spacey vibe ;)
A lovely walk up to the ruins of the Stauf Castle, in Upper Austria.
Bucharest air conditioners.
A groove that brings you in outer space, blending latin fuels and pop gravity forces. Enjoy and share!
„Zitronensaft“ by M. Lang
(via https://youtube.com/watch?v=hN8FrXZvIA8&si=31SxIjjb3pgiW5kv)
Luxembourg, Place Guillaume.
Il Macello
Hanno fatto un macello,
Iddio li perdoni,
hanno fatto un macello!
Artigli meschini,
vuoti di pudore umano,
hanno graffiato al cuore del rapace.
Piedi inumani su nidi innocenti!
Iddio li accompagni.
Accompagni la loro umanità che muore.
Presa in consegna l’anima,
di loro non resti che rammarico
e sia maledetta ogni molecola,
e siano protette le terre
dal loro seme mostruoso.
Galleria Vittorio Emanuele, Milano.
A late walkabout in Lisbon.
Place Flagey
Non profumano le memorie. Il tempo è fumatore
e sovrappeso. Siede scomposto sui divani.
Ma forse non sono il solo ad averlo scovato,
il gusto per il puzzo di pareti tabaccose.
E l’accoglienza disinteressata di un bar vuoto
credo abbia già colpito il cuore di molti.
Dai che la conoscete la situazione,
quando la giornata preme alle finestre
e un fischio ectoplasmico comprime le stanze.
Dai che lo riconoscete,
quel preciso odore, di tempo incrostato.
Lì mettetemi, nell’angolo di un caffè in place Flagey.
Posatemi tra la cenere. Dimenticatemi tra i bicchieri.
Ma non fuori! Se possibile su una poltroncina
abbottonata con bottoni d’ottone,
consunta e slavata. A me non turba.
L’aria fuori è fresca, ma la vita sta
nel caldo sudicio e fermo. Tenetemi dentro, quindi.
Il freddo la vita la preserva, cioè l’uccide.
Fatemi fissare un muro rivestito di inutilità
Voglio riempirmi come si fa
quando si cammina in un bosco.
Voglio far scorrere in fronte
quell’ultimo sorso di malto,
Come pioggia che scivola dalle foglie.
Non aspirate vi prego!
Non aprite quelle finestre!
Riposate quelle pezze senza pena!
Tenete le vostre vernici lontane dalle mie pareti!
Lasciatemi qui, a bere afrore di vita andata.
Appeso a poggiapiedi che qui ossidano
senza piú alcuna frenesia.
Belmondo still alive.
(BlondChronicles)
Planet Gulaschone.