Se domani tu per caso sparissi
E io non sapessi più con chi parlare
Dopo tre gin, cosa dovrei fare?
Keni
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we're not kids anymore.
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@brindiamoanoi
Se domani tu per caso sparissi
E io non sapessi più con chi parlare
Dopo tre gin, cosa dovrei fare?
Il dolore è ancora più dolore se tace.
-Giovanni Pascoli
The Notebook (2004)
“Quando ti diranno che ti ho dimenticata anche se sarò io a dirlo, quando te lo dirò, non credermi”
— P.Neruda (via maridolli)
“Insegnami com'è
Dire addio e non girarsi a guardare”
- Achille Lauro, Penelope
“E quando la mattina non ti sveglia nessuno E quando la sera non ti aspetta nessuno E quando puoi fare quello che vuoi Come la chiami? Libertà o solitudine?”
—
tantoforteincredibilmentefragile (via tantoforteincredibilmentefragile)
questa é proprio bella
(via andiamoincimaalmondoinsieme)
Eh…
(via ilvolumedellemiebugie)
SBAM.
(via 1480kmdallamiasalvezza)
Ogni volta che la vedo non posso non rebbloggarla.
(via ecadonolefoglie)
“Lo cercherai ancora, inutile negarlo. E in mezzo alla gente avrai l’ansia di incontrarlo, come la prima volta che l’hai visto. E l’ultima volta che l’hai perso.”
— Fabio Volo (via cisiabbracciaperritrovarsinteri)
“E’ inutile programmare gli itinerari dei viaggi perché tanto verrà a piovere appena scenderai dal pullman; è inutile programmarsi la vita perché non andrà mai come tu vorresti. Un attimo prima sei libero e quello dopo non lo sei più.”
— vogliodormireaccantoate (via vogliodormireaccantoate)
“C’erano una volta due bambini che si odiavano a morte, frequentavano la stessa classe e andavano insieme al catechismo. Si chiamavano Elisabetta e Matteo. Matteo in prima elementare aveva tagliato una ciocca di capelli a Elisa e lei, non lo aveva più perdonato da allora. I genitori dei bambini erano in buoni rapporti, così, trovandosi Matteo sempre in casa, alla fine i bambini divennero amici. Matteo chiese ‘scusa’ ad Elisa per quella famosa ciocca di capelli. Giunte le medie, durante il primo anno vennero separati, così entrambi fecero nuove amicizie. L’anno in cui facevano la seconda media, la classe di Matteo venne smembrata e lui e un suo compagno furono spostati nella classe di Elisa, che felice della notizia lo presentò ai suoi amici e lo aiutò ad integrarsi. Poco dopo, Matteo si mise con Irene, la migliore amica di Elisa. Fu l’anno in cui Elisa iniziava a pensare a Matteo in un modo diverso, solo che non capiva in che modo. Quando Matteo lasciò Irene per mettersi con un’altra ragazza, se la prese con Elisa e non la parlò più. Lei si mise a piangere e continuò a farlo per giorni. Matteo allora chiese ‘scusa’ ad Elisa per aver rovinato la sua amicizia. Era il 2010, ed era il primo anno di superiori. Elisa ormai era cotta di Matteo dall’anno precedente. Questa volta, quando i due capitarono in sezioni diverse, perchè avevano scelto la stessa scuola, il ragazzo si spostò immediatamente di sezione raggiungendo l’amica. Matteo ormai non era più un bambino, anzi, era un bel ragazzo e giocava spesso con i sentimenti di alcune ragazze, chiedendo addirittura consigli ad un Elisa che pur di vederlo felice, lo accontentava e lo aiutava. Era il 2012 e Matteo s’innamorò per la prima volta, o almeno lui così credeva. La ragazza in questione si chiamava Giada, era bella, ma non amava Matteo. Sebbene tutte le avvertenze, lo scoprì lui stesso l’anno dopo, quando la vide baciarsi con un altro. Quel giorno, sul treno di ritorno, Matteo piangeva e i suoi amici, Elisa compresa, cercarono di farlo stare meglio. Ma quando Elisa disse «so cosa si prova a vedere la persona che ami, baciare qualcun altro.» il ragazzo si accanì contro di lei dicendole che lei non poteva capire il suo dolore, poiché non aveva mai avuto un ragazzo e che era solo un’amica. In quel momento qualcosa dentro Elisa si spezzò, il suo cuore. E quella volta Matteo non sarebbe riuscito a sistemare tutto con un semplice ‘scusa’ come aveva fatto in passato tante altre volte. Arrivò il 2014, Matteo non capiva il comportamento di Elisa, seppur fossero rimasti amici, lei non lo degnava più di tutte quelle piccole attenzioni che amava tanto e che era solito ricevere da lei. Quando glielo domandò lei lo liquidò con un semplice ‘sei solo un amico, cosa pretendi?’ e ci rimase male sapendo che in fondo aveva ragione. Cosa prentendeva? Qualche mese dopo Elisa iniziò ad uscire insieme ad un certo Jason, quel tipo gli faceva la corte da qualche mese e aveva deciso di uscirci insieme. Quando andò tutta pimpante a riferirlo a Matteo questi stranamente si arrabbiò. Da qualche settimana aveva capito di provare qualcosa per Elisabetta e adesso lei era fra le braccia di un altro. Elisabetta e Jason si misero insieme e Matteo fu costretto a vederli insieme ogni santo giorno. Poi una sera, ubriaco, si diresse verso di lei. - tu mi odi! - le disse. - io non ti odio.- - si invece. È tre mesi che soffro perché vedo che baci un altro. Sei crudele.- - Io ho sofferto cinque fottuti anni per lo stesso motivo. Ci si sente una merda, non è vero? Sono innamorata di te dalla terza media e non te ne sei mai reso conto. Puoi minimamente immaginare quanto abbia sofferto e quanto adesso non possa importarmi un cazzo del fatto che tu stia male da tre mesi?- In quel momento a Matteo passarono per la mente tutte quelle volte che aveva visto Elisabetta piangere senza saperne il motivo prima di un suo appuntamento. Gli passarono per la mente tutte le volte che era arrossita per una sua carezza o per un bacio sulla guancia. E alla fine, gli venne in mente quel giorno, sul treno. Quando le aveva urlato che lei non sapeva cosa si provasse a stare male per qualcuno. Era stato così stupido. - Mi dispiace, io non lo avevo capito.- disse mortificato. - Già, non sei mai stato bravo a capire i sentimenti.- Passarono mesi e i due non si rivolsero la parola. Nel frattempo Matteo aveva capito che aveva amato Elisa sin dalle elementari. Sforzandosi si era ricordato che in prima elementare le aveva tagliato quella stupida ciocca di capelli per ottenere la sua attenzione, solo che aveva scelto il modo sbagliato e lei aveva iniziato ad odiarlo. E si ricordò che in prima media si era messo insieme a quell’Irene per passare più tempo con lei, visto che badava solo a quella bambina. Una sera uggiosa, mentre era solo in casa, suonò il campanello. Andò ad aprire e si trovò davanti ad un Elisa completamente bagnata e in lacrime. - Tu! Tu sei il mio tormento!- urlò. - Ma cosa stai dicendo? Che ho fatto adesso?- -Io ero pronta, giuro, ero pronta. Io è Jason stavamo per farlo e…- -Tu e Jason cosa? Ti ha fatto del male? Perché se è così giuro che a quel coglione io…- -No! Fermati. Non è successo niente perché io…- si bloccò un attimo -perché io è te che amo.- Matteo si piombò sulle sue labbra. Quella sera fecero l’amore per la prima volta entrambi, lei fisicamente e lui sentimentalmente. Certo, non era stato il suo primo ragazzo o non aveva dato a lui il primo bacio, ma sarebbe stato l’ultimo a baciare quelle labbra e a toccare quel corpo.”
—
miamerestisenonfossimestessa. (via miamerestisenonfossimestessa)
È normale che stia piangendo? Eh?
(via hebedropintheocean) dio..
(via percheiltempohacambiatolepersone)
piango.
(via marlbororosse-)
Le lacrime.
(via atelophobia-nonabbastanza)
Cara Sofia, sto amando un'altra donna e la sto amando con tutta quella serenità che tu non mi hai mai concesso, ora capisco che l'amore è questo, mettere in fila giorni di felicità non per forza conquistata con continue lotte. Lei è bellissima e coerente, la magia della coerenza è così stupefacente che non saprei descrivertela, a te quest'incantesimo non è mai riuscito. Sto bene, lei ha preso in mano la mia vita e la mia testa e ha fatto combaciare ogni cosa, ha dato un senso e un ordine alla mia casa, è stata il posto in cui mi sono salvato. Ci sono giorni di sole e tutti mi dicono che sono una persona nuova e anche io mi sento come se potessi mangiare le nuvole. Esco prima dal lavoro perché a volte mi manca troppo e ho bisogno di vederla, ci vediamo tutti i giorni ma solo quando sono con lei non penso a niente e credo di poter salvare il mondo quindi capiscimi perché ogni volta corro per abbracciarla il prima possibile. Non ti amo più e non mi ami più ma io ti scrivo perché quando ci incontriamo io lo vedo come mi guardi e posso anche vedere come io guardo te, io Sofia non ti amo più ma tu resti l'amore della mia vita, esiste un solo amore della vita e noi lo abbiamo conosciuto, amato e poi abbiamo smesso di sentirne la mancanza ma tu resti l'amore della mia vita, è difficile farlo capire agli altri ma io mi smonto quando ti vedo, cambio occhi e cuore, ritorno vecchio, dura solo un attimo perché io, e neppure tu, possiamo più permetterci noi, però quell'attimo c'è sempre, come quando ti chiamo al telefono per sapere come stai, quell'attimo c'è sempre perché tu sei l'amore della mia vita, l'incoerenza, le lotte, le ostinazioni io con te e per te tutto questo lo potevo sopportare. Se devo descrivere l'amore io parlo di lei ma se mai mi chiedessero di qualcosa che va oltre l'amore io parlerei di te perché tu resisti nonostante io abbia smesso di amarti molto tempo fa.
from Eternal Sunshine of the Spotless Mind
this is so strong
Ma anche nell’assurdo caso in cui volessi spiegare… chi capirebbe?
“No hay nada mejor que un beso tuyo… bueno si, dos besos, o tres o cuatro…”
— (via amorporsexo)
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(via bohemiofilosofico)