La fiaba è dappertutto. Non ce ne libereremo mai.

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@bullet-time
La fiaba è dappertutto. Non ce ne libereremo mai.
https://www.umbriajazz.it/
Mai nella storia si è scritto tanto, e mai, in proporzione, letto così poco. Nel vortice delle pubblicazioni, in una sempre più faticosa ricerca di una (supposta) scientificità fatta di riferimenti e citazioni, in una sempre più marcata parcellizzazione dei campi operativi, in una sempre più feroce protezione di nicchie di competenza esclusiva e autoreferenziale, spesso dimentichiamo che la ricerca è, sempre e di nuovo, una esplorazione.
coazióne s. f. [dal lat. coactio -onis, der. di cogĕre «costringere», part. pass. coactus]. – 1. Violenza morale o fisica fatta all’altrui volontà, in modo da togliere la libertà d’azione. 2. In psichiatria, fenomeno morboso caratterizzato dall’insorgenza di un pensiero o di un impulso ad agire, da cui il soggetto non riesce o fatica a liberarsi, pur giudicandoli futili o inconsistenti. In psicanalisi, c. a ripetere, la tendenza a ripristinare esperienze passate vissute dall’individuo come particolarmente gratificanti: si esprime nei fenomeni di regressione e di fissazione. 3. In meccanica, c. elastica, stato in cui può trovarsi un solido elastico nel quale, nonostante l’assenza di ogni sollecitazione esterna, si abbia una certa distribuzione interna di tensioni dovuta, per es., a vincoli, a connessioni forzate (come in un anello incompleto le cui estremità vengono avvicinate e poi saldate), a variazioni di temperatura, a fenomeni di presa e di indurimento, ecc.
Nečaev
Rivoluzionario russo (Ivanono 1847 - Pietroburgo 1882); appartenente al movimento populista, ancora studente fondava a Mosca l'associazione rivoluzionaria Obščestvo topora ("La società della scure"). Recatosi a Ginevra (1869), si legò a Bakunin, col quale scrisse il Katachizic revoljucionera ("Catechismo del rivoluzionario", 1870). Tornato in Russia, fu arrestato nel 1873 per l'uccisione di uno studente considerato traditore. Rimase sino alla morte nella fortezza dei SS. Pietro e Paolo, a Pietroburgo, ma il duro regime carcerario non gli impedì di prendere contatto con i terroristi della Narodnaja volja.
ominoso
ominóso agg. [dal lat. ominosus, der. di omen omĭnis «augurio, presagio»], letter. – Che è di malaugurio, che preannuncia o porta sventura.
“È bello e significativo che si usi il cinquantesimo compleanno di un uomo per rivolgergli un discorso davanti a tutti, e quasi straplpandolo con violenza alle fitte trame della sua vita si eriga per lui un piedistallo, a tutti visibile da ogni parte, come se egli fosse completamente solo, condannato a una solitudine di pietra e immutabile, benché certamente la solitudine intima e segreta della sua umile vita che ispira tenerezza, sia già causa per lui di notevoli pene. È come se rivolgendogli questo discorso gli si dicesse: Non ti angosciare, ti sei angosciato abbastanza per noi. Tutti noi dobbiamo morire, ma non è ancora sicuro che debba morire anche tu. Non è escluso che proprio le tue parole ci rappresentino presso i posteri. Tu ci hai servito con fedeltà e lealtà. Il nostro tempo non ti mette in congedo.”
Elias Canetti
Fottuti vampiri energetici
“i fenomeni fisiologici non ci dicono tutto sulla morte. All’evento organico si sovrappone un complesso insieme di credenze, di emozioni, e di atti che gli attribuiscono un carattere proprio.”
R. Hertz
(raro simolacro) s. m. [dal lat. simulacrum «figura, statua», der. di simulare «raffigurare in forma simile»], letter. – 1. Statua, immagine, spec. di divinità: i s. degli dèi pagani; un s. d’oro, di marmo; Al tuo santo simolacro Cui gran folla urta di gente Già mi prostro umilemente (Parini, nell’ode La Impostura); quella a cui di sacro Mirto te veggo cingere Devota il simolacro (Foscolo), la statua di Venere; e genericam.: O patria mia, vedo le mura e gli archi E le colonne e i simulacri ..., Ma la gloria non vedo (Leopardi). 2. estens. e fig. a. Parvenza; immagine, rappresentazione esteriore, non rispondente alla realtà: sotto l’Impero non restò in Roma che un s. di libertà; il fasto spesso è soltanto un s. di grandezza. b. ant. Ombra, fantasma di persona morta, di essere non reale: Qual l’infermo talor ch’in sogno scorge Drago o cinta di fiamme alta Chimera, Se ben sospetta o in parte anco s’accorge Che ’l simulacro sia non forma vera, Pur desia fuggir (T. Tasso). c. Teoria dei s. o, più comunem., con termine lat., dei «simulacra» (propriam. «immagini, figure», come traduz. del gr. εἴδωλα), dottrina epicurea, esposta da Lucrezio (sec. 1° a. C.) nel IV libro del De rerum natura, secondo la quale dalle cose si staccherebbero dei sottili veli atomici, del tutto identici alle cose, i quali, venendo in contatto con i sensi, determinerebbero sia le percezioni sia i sogni. 3. Nella tecnica, modello al vero di una macchina o di una parte di essa, generalm. riproducente la sola forma esterna.
Sandra Mick 2012
La corte suprema
https://ctatsu.bandcamp.com/album/om-so-mn