cherry valley forever

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@c0ngli0cchispenti
Ho chiesto alla vita un sorriso
E lei non ha avuto il coraggio di guardarmi in viso
Sto diventando pelle e ossa,
Mi sto scavando da sola la fossa,
Vedo rosso
Sulle maniche della stessa felpa che indosso.
Vomito, chiusa in un cesso,
Senza che nessuno senta
Ma ogni giorno è lo stesso
Solo l'ansia che aumenta.
Fumo, chiusa in stanza
Mentre oscillo tra l'essere di troppo
E il non essere abbastanza
Tengo a distanza gli altri purtroppo
O per fortuna per loro.
Mi lamento che non mi cerca mai nessuno,
Ma se mi cerca poi qualcuno
Alla fine lo ignoro.
Cosa sarei senza questo mio dolore?
Senza la psichiatria e la clinica, senza qualche disturbo dell'umore.
Si sono ancora fredda e cinica,
Come quando andavo più in farmacia
Che in tabaccheria.
Come quando ho iniziato a odiare la polizia
Questa felicità ormai è diventata solo una fobia.
Lasciami qua
Tra gli ombrelli rotti e dimenticati tra gli angoli della città.
A volte penso che cosa ci faccio ancora qua?
Cosa ci faccio ancora qua?
Cosa?
Fingere. Fingere continuamente. Che sei guarita e non hai più bisogno di queste cose. Non hai più bisogno di ferirti per stare meglio. E invece non è così. Magari stai bene un anno, magari anche tre. E poi torna quella cosa che ti scatena il casino in testa, che ti fa sentire impotente. Che l'unica soluzione per sopportare quel dolore interno che ti divora e che fa marcire i tuoi organi, è farsi del male. E fingere che sei andata avanti. Tu non ci pensi nemmeno più a queste cose.
Vai in bagno, prendi la lametta o un altro oggetto e te le suoni, di santa ragione. Quasi ti piace il dolore. E il segno che ti lasci ti dà soddisfazione. Pensi "sono stata brava". Ti sei finalmente calmata. Ed è in quel momento che arriva la vergogna. E cerchi quasi di mentire a te stessa. Ti copri anche per te. Non è successo nulla. Non hai fatto niente di male. Ed esci, fingi con le persone che ti sono intorno. La maggior parte neanche se ne accorge. E ti sembra tutto tornare alla normalità. Il casino che avevi si è placato e senti solo un ronzio.
Ma in realtà non se n'è andato, è solo dormiente. Attende solo la prossima occasione per uscire. E lo sai bene, anche se ti ripeti "è stata l'ultima volta". Lo sai che non è vero.
Come si fa a scappare da se stessi?
Vorresti parlarne ma chi capirebbe una cosa del genere? Chi non ti prenderebbe per pazza? Nessuno capisce il sollievo. Nessuno capisce che non è un capriccio. Nessuno ti prenderà mai sul serio. Con questa consapevolezza ti senti ancora più sbagliata e sola. Sei pazza. Le botte te le meriti. Ti meriti ogni singola ferita. Non vali nulla.
Poi pensi alla te bambina, quanto ha sofferto. E pensi che non se lo merita altro dolore. Che meritava qualcuno che la proteggesse e le volesse bene. Nessuno c'è stato per lei. E ora si sta autodistruggendo. Ti senti ancora più in colpa perché vorresti proteggerla quella bambina, che è ancora dentro di te da qualche parte.
Vorresti dirle "Ti proteggo io, non sei sola". Vorresti poter fare ciò che non hai potuto da piccola. Ma non puoi, ormai è troppo tardi. E siete tutte e due bloccate in corpo che odiate, che vi ha portato dolore. State soffocando entrambe in un corpo troppo piccolo per potervi contenere insieme. E il dolore fisico è l'unica boccata d'aria che avete.
Sai che c’è? C’è che probabilmente faccio bene ad abusare delle pastiglie. Che scandalo eh? Faccio bene a saltare i pasti. A tagliarmi. A fumare un pacchetto al giorno. Faccio bene a farmi male. Si faccio bene. Perché io merito questo. E sai cosa? Forse dovrei fare di più! Aggiungere qualche canna, qualche bruciatura, l’alcol. Faccio bene a stare lontano dalle cose belle e che potrebbero rendermi felice, faccio bene, non le merito.
E forse, quel taglio, l'avrei dovuto fare più profondo..
È un problema quando ti tagli e piangi. È un enorme problema quando invece ti tagli, e tiri un sospiro di sollievo.
Tinxanax
Sono stanca.
Sono intrappolata in una nube di fumo tossico, che mi sta spegnendo lentamente, mi sta strappando ogni lembo di pelle, da cui non riesco a divincolarmi.
Sono in trappola da sola, come un burattinaio muove le corde del suo burattino e poi, finito il suo gioco, lo rinchiude in un magazzino.
Sono in trappola e fa male, mi sta togliendo tutto, tutte le forze che ho, tutta la voglia che ho di sopravvivere e vivere.
Sono in trappola, non sento più di essere niente, sento solo di essere un granello di sabbia nella spiaggia, sento che mi calpestano, mi prendono e mi buttano in mare, fra le onde e gli scogli.
Sono in trappola, sento troppo, troppi pensieri, troppe mani, troppo peso, troppo, troppo, troppo.
Ero in trappola, adesso non sento più niente.
a volte ascolto il mio battito sperando si fermi
Ti impegni di più a sembrare felice che ad esserlo
Tu sei fatta così.
Ti prendi continuamente cura degli altri per colmare quel vuoto di quando tu avevi bisogno d'aiuto, ma nessuno si prendeva cura di te.
la verità?
a nessuno importa di come stai.
Dentro ogni persona, ci sono sacrifici che da fuori non si vedono
Il coraggio è alzarsi ogni mattina sapendo che devi affrontare un mondo malvagio, e conservare un animo sereno per fare un po' di bene senza contare sulla riconoscenza di nessuno.
I miei occhi sono sempre più vuoti
Ti ritrovi sullo stesso parcheggio dove hai pianto mille lacrime
Ti ricordi com’eri
Ti guardi da fuori
Tenerezza in due occhi dolci
Ci speravi
Fidati
Non te lo meritavi
Non lo volevi