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γγγγγ09.06.2021γγβγγ#ravenfirerpg
Trascorrere qualche ora a cavallo faceva sì che Caden si sentisse libero. Dopo le ore trascorse a bordo dell'ambulanza per il suo turno in qualità di paramedico, il Lawrence sentiva la necessità di recuperare il suo legame con la natura prima di rincasare.
Era una cosa stupida, ma in qualche modo gli ricordava il volto di sua madre ogni volta che prendevano i cavalli al maneggio. La brezza dell'aria che faceva svolazzare i loro lunghi capelli biondi e la sensazione di libertΓ che ne derivava era qualcosa a cui non avrebbe mai e poi mai rinunciato.
Socchiuse gli occhi mentre accarezzava lo stallone dal manto scuro come la notte prima di poter tornare a casa. Aveva cavalcato fino a non sentire più le gambe quando udì un nitrito che lo fece voltare di scatto.
Aveva tutti i sensi in allerta, una conseguenza del tutto normale quando si trascorreva così tanto tempo lontano dalla civiltà , prima di mettere a fuoco la figura femminile che aveva fatto scattare il suo cavallo. Impiegò qualche istante prima di riconoscerla, prima di rimembrare dove l'avesse già incontrata.
Cavalcare era forse l'unica cosa assieme alla caccia che la rendeva libera, ma cacciare, come al solito veniva al primo posto.
Per quanto perΓ² a lei le regole non piacessero, era solita infrangerle, ecco perchΓ© quando poteva, lasciava che il Phobos, il proprio cavallo, facesse una corsa libero senza doversi sentire nella costrizione del maneggio.
Quel cavallo era una delle cose fisiche che la ricollegavano a Joseph, l'unica perΓ² nei confini di Ravenfire.
Ci aveva pensato a vendere quel cavallo, l'aveva pensato moltissime volte, eppure non la cacciatrice non l'aveva mai fatto, per il semplice motivo che era stato l'unico gesto ancora spontaneo che il personal trainer aveva fatto per lei, prima che lei rovinasse tutto.
Correre lungo i confini del bosco che segnava il confine tra Ravenfire ed il resto della Virginia, era l'unico modo che Amelie conosceva per far sì che Phobos saggiasse cosa volesse dire essere libero, e riportarlo al maneggio era sempre un motivo di fastidio per lo spirito libero che il cavallo era.
A ridosso della staccionata del maneggio, Phobos come al suo solito, si impuntΓ², infastidendosi all'idea di rientrare : prevedibile, erano testardi entrambi e si somigliavano piΓΉ di quanto non si potesse pensare.
πΌπ πππ£ππππ π‘π βπ π ππππ‘π, π΄πππππ. πΈ' ππππ π‘π. π·π’π π πππππ‘π ππππππ, πππππ‘π ππππ'ππππππ‘ππ πππ πππ‘π.
Le parole di Joseph le tornarono in mente nel momento meno opportuno, ma non potΓ© fare a meno di concordare sul fatto che lui la conoscesse, o che almeno conoscesse ciΓ² che lei era stata brava a mostrare.
Β« Phobos, andiamo. Β»
Amelie scese dal cavallo, ma potΓ© intuire che non erano da soli, per il semplice fatto che scorse la livrea di un cavallo dal manto scuro come la notte e di colui che era assieme all'animale : c'era della distanza, eppure aveva la netta sensazione di conoscerlo, come al solito.
Viveva di sesto senso, in poche parole.
Al terzo richiamo, il cavallo finalmente l'ascoltΓ², e si fece condurre all'interno del maneggio, compiendo piccoli passi, fino a quando non si fermΓ² di nuovi, a pochi metri dal cavallo scuro e dal suo proprietario, e fu allora che Amelie lo riconobbe, e non seppe dire se stesse sbuffando per Phobos, per l'uomo che si era trovata di fronte o per tutta la situazione.
Caden Earnest M. Lawrence
Capelli biondi che assomigliavano a raggi del sole che s'erano posati sui suoi lunghi capelli raccolti, viso apparentemente sereno ma che in realtΓ nascondeva una freddezza unica nel suo genere. Come avrebbe potuto dimenticarla? Come avrebbe potuto dimenticare i suoi occhi che, scuri come la notte che la circondava, osservava un corpo maschile tra le proprie braccia senza battere ciglio?
SbattΓ© le palpebre un paio di volte il dooddrear mentre rimembrava la scena che lo aveva spinto a chiedersi chi fosse.
Rimase in silenzio l'uomo, osservΓ² la scena con fare quasi circospetto prima di esprimere anche solamente un pensiero.
Β« Forse dovresti lasciarlo libero di decidere se vuole o non vuole ritornare nella sua stalla. Β»
Una frase che presa singolarmente non aveva secondo fine, eppure i due s'erano semplicemente riconosciuti, come tra simili. Avevano passato oltre per anni da quello spiacevole incidente, se così si poteva dire, e ora eccoli, distanti non più che qualche metro, a cercare di rimanere impassibili per lasciare stare il passato.
Scosse il capo l'uomo prima di dedicarsi nuovamente al suo stallone che spingeva il muso contro il palmo della propria mano. Forte e possente, ricordava lui stesso.
La morte di Joseph era stata accidentale, se solo lui non avesse deciso di rincorrere i fantasmi che la riguardavano, a quest'ora forse sarebbe ancora vivo, forse starebbe ancora insieme, forse sarebbero persino sposati.
Ma invece tutto era andato storto quando lui aveva scoperto che lei non era una semplice proprietaria di un negozio di articoli vintage, e che nel doppio fondo del bagagliaio della propria Impala, vi era un arsenale da far impallidire la CIA.
Poi tutto il resto, era un marasma di ricordi fin troppo vividi, e Joseph che moriva tra le proprie braccia.
Si era chiesta per moltissimo tempo se fosse colpa propria, se fosse colpa del destino, o se fosse colpa di Joseph stesso, ma per ora, il fatto era solo un ricordo, che continuava a tormentarla.
Quel ragazzo lo ricordava, l'aveva visto prima di veder arrivare Jake e Daniel, gli unici che davvero era convinta sapessero la fine del povero personal trainer, ma ora, aveva la certezza che le persone a saperlo erano tre, e non piΓΉ due.
Sapeva però che quel ragazzo dalle sembianze di una divinità norrena, non era il colpevole dell'attacco a Joseph, bensì due dood che lei stessa aveva ucciso, ma lui si era semplicemente trovato lì, forse per caso?
E per altrettanto caso avesse deciso di non agire e denunciare la cacciatrice?
Quelle parole da lui pronunciate, divennero un palese richiamo a ciΓ² che sapesse del proprio passato, ed Amlie, una palese testa calda, accennΓ² una smorfia, scuotendo la testa.
Β« Ha avuto la sfortuna di nascere libero ma di non viverci come tale, per cui non posso lasciarlo andare. Lo lascerei libero, se non fosse palesemente un reato. Β»
Amelie guardΓ² Phobos e il cavallo sbuffando accettΓ² il tono dello sguardo della propria padrona, lasciandosi trascinare verso le stalle.
Ma se Amelie era intenzionata ad andarsene, la propria parte irrazionale non lo era, ed era certa che si sarebbe ben presto, messa nei guai.
Perchè non mettercisi con le proprie mani?
« So chi sei, e tu, palesemente sai chi sono. Perchè non hai denunciato ciò che hai visto?
Lo saprei, se l'avessi fatto. Β»
Caden Earnest M. Lawrence
Solamente scuse erano quelle che ascoltava quando le persone prendevano la via piΓΉ semplice, eppure nelle parole della donna che ricordava perfettamente, sentiva una nota che non sapeva esattamente che cosa fosse. LanciΓ² un'occhiata di sottecchi Caden, mentre accarezzava distrattamente il muso del suo stallone andando nel verso del pelo. Lo sentiva spingere, come se cercasse lui stesso attenzioni, ma fu quando ascoltΓ² quell'accusa nemmeno troppo velata che il dooddrear alzΓ² il capo per guardare davanti a sΓ©. Fissava un punto indefinito davanti a sΓ© prima di sbuffare con un ghigno di rimprovero.
« Adesso te lo chiedi? A distanza di così tanto tempo? »
Era incuriosito dal fatto che solamente in quel momento le fosse venuta in mente la scena che aveva di certo cambiato la di lei vita. Era pressoché cerco che non avrebbe più incontrato la donna, eppure eccola lì, non più che a qualche metro da lui, chiedendosi proprio in quel momento, il motivo del suo silenzio.
Β« Non sono affari miei quello che hai fatto, dolcezza. Ognuno Γ¨ responsabile delle proprie azioni, e quasi sicuramente farai il conto con la sua coscienza per molto tempo. Β»
Criptico era l'uomo ogni volta che doveva esprimere il proprio pensiero, ma in quella situazione che altro avrebbe dovuto fare? Aveva imparato a girarsi dall'altra parte quando la situazione lo richiedeva, ma quell'episodio accaduto anni prima era stato il primo in cui avrebbe voluto davvero fare qualcosa.
La freddezza con cui aveva accettato il fatto che Joseph non si sarebbe salvato, l'aveva spaventata inizialmente, ma poi si era convinta che fosse la cosa giusta da fare, perchè vi erano situazione in cui non vi era nulla da salvare, e seppur in modo razionale, salvare la vita di Joseph avrebbe potuto darle gioia, a conti fatti no : lui sapeva chi lei fosse, e questo l'avrebbe messa nei guai.
I cacciatori dovevano solamente essere una credenza popolare, una diceria bella e buona per le leggende metropolitane, o quelle leggende che si tramandavano specialmente durante la caccia alle streghe, eppure invece, erano una realtΓ vera e propria.
Joseph come testimone, avrebbe potuto risultare un pazzo, decisamente, ma piuttosto che rischiare, Amelie gli era rimasta accanto durante i suoi ultimi attimi, rallentanto il proprio respiro, quasi a pareggiarlo con quello del personal trainer.
Un ricordo forte, ma non ingestibile, tutto sommato.
« Il mondo è piccolo, ecco perchè me lo chiedo. Se penso di incrociare tutte le persone che incontro di sfuggita? Ovviamente no. »
Seppur Ravenfire non fosse una metropoli come New York, era grande abbastanza per fare in modo che, seppur accidentalmente, qualcuno potevi incrociarlo, e lei ed il norreno, almeno così a lei sembrava, non si erano mai incrociati.
« Me ne sono accorta che non sono affari tuoi, perchè se lo fossero stati, ti saresti mosso diversamente. » si fece raggiungere da Phobos, per portarlo nella sua stalla, ma era ben lontana dallo smettere di parlare. « Ognuno di noi è artefice di ciò che decide di compiere, ed è anche conscio di ciò che lo aspetterà , dopo ciò che decide. Come è anche vero, che ognuno di noi, ha qualcosa di oscuro, che sia latente o meno. Prima o poi, uscirà a priori. »
Caden Earnest M. Lawrence
Le parole della giovane erano state sputate fuori come se fossero un'accusa e al contempo anche spinte da una curiositΓ che difficilmente avrebbe potuto tenere a freno. Sapeva che, voltarsi dall'altra parte come aveva fatto, sarebbe stato qualcosa che avrebbe portato dentro di sΓ© per sempre, ma lo avrebbe seppellito, come ogni cosa che osservava attorno a sΓ©.
Scrutava, memorizzava, e contemporaneamente apprezzava la vista della donna che non aveva alcuna remora nel rispondere per le rime al dooddrear, qualitΓ che di certo apprezzava nel gentil sesso.
ContinuΓ² imperterrito ad accarezzare il muso del suo stallone facendo scivolare il proprio palmo sul manto del cavallo dedicandogli quelle attenzioni che l'animale sembrava richiedere. Era straordinario come si sentisse in sintonia con gli animali, come se il suo lato selvaggio fosse del tutto a suo agio. Peccato che alcune persone non lo comprendesse.
Solamente quando la sentì accennare a quell'ultima parte di discorso, egli si voltò.
Β« E' questo che ti racconti? Lasciar andare la propria parte piΓΉ latente ha un costo, e non tutti sarebbero in grado di affrontarlo. Β»
Stava parlando come se stesse esaminando qualcosa di piΓΉ profondo che una semplice decisione che aveva portato a delle conseguenze, eppure quelle conseguenze non riguardavano direttamente Caden. Distolse di nuovo lo sguardo dalla donna, perfino troppo bella per dimenticarsene, ma erano i suoi occhi, scuri come la notte, a tormentarlo.
PoggiΓ² il capo contro il muso del suo stallone prima di sussurrargli che presto avrebbero cavalcato ancora. Presto si sarebbero nuovamente ricongiunti, ed entrambi lo sapevano.
Solamente quando si allontanò dall'animale, perdendo così il contatto, si rivolse alla giovane, avanzando di qualche passo fino a raggiungerla.
Β« Attendo quando la tua parte piΓΉ oscura verrΓ allo scoperto... Β»
SussurrΓ² avvicinandosi alla donna. Aveva annientato la distanza che li divideva, l'aveva affiancata, e con quelle parole aveva semplicemente avuto la possibilitΓ di apprezzarne non solo la vista, ma anche l'olfatto.