Riunioni in regione per stabilire le nuove procedure di rilascio
In questi mesi si stanno effettuando delle riunioni in regione per stabilire le nuove procedure di rilascio del Bedrocan e del Bediol attraverso le farmacie interne dei reparti ospedalieri liguri.
Si presume che si adotteranno i modelli degli ospedali più aggiornati in materia, come il San Paolo di Savona.
Nel centro città si contato meno di 10 pazienti che regolarmente ricorrono alle terapie antalgiche, contro i quasi 50 del savonese.
La scarsa informazione e la scarsa professionalità di certi medici responsabili dei reparti antalgici, costringe moltissimi pazienti a rinunciare. Dire che è una situazione molto grave è un eufemismo, in quanto:
1) Il malato, già quindi in una condizione non ottimale, è letteralmente costretto a scontrarsi verbalmente con i medici autorizzati alla prescrizione medica. Ciò è veramente, veramente, vergognoso. Come se per avere il Depakin, che in ambito psichiatrico lo danno come fosse acqua, il medico ti facesse ostruzionismo. Paradossalmente forse, in quest'ultimo caso, sarebbe gradito visto che è un farmaco con centinaia di effetti collaterali anche gravi (mentre il Bedrocan o il Bediol non possono procurare la morte), ma nessuno si prende la libertà di impedirti l'assunzione, anzi, te lo prescrivono anche in casi in cui fare un po di Yoga, mangiare sano e cercare di avere una vita regolare sarebbero di gran lunga più efficaci di psicofarmaci o farmaci per l'epilessia.
2) C'è un'ignoranza in materia che è raccapricciante. Un medico NON può non conoscere il farmaco che prescrive. Ricordo che esiste quell'invenzione favolosa che è internet, utilizzarlo anche per qualcosa di ragionevolmente intelligente non farebbe schifo.
3) Non viene mai fatta una raccolta dati sui pazienti che permetta poi ai vari dipartimenti di stilare ricerche e statistiche. Assurdo, si somministra e non si prende nota di nulla, degli effetti collaterali, dei riscontri positivi, delle tempistiche di assunzione ecc. Insomma, non esiste un diario del paziente. E' l'Italia, bellezza.
Ci continuiamo a chiedere perché per vedere un proprio diritto realizzarsi ci sia il bisogno di scomodare mezzo mondo, di ricorrere agli avvocati, ai tribunali, quando basterebbe semplicemente che ognuno svolgesse in maniera consona il proprio lavoro, con dedizione, onestà e professionalità senza preconcetti di sorta e magari evitando di limitarsi a leggere esclusivamente le etichette dei bagnoschiuma e cominciare a dedicarsi all'apprendimento delle materie di loro competenza così, oltre a farci risparmiare delle crisi di nervi, si salvano anche la faccia.







