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Sandra Bullock as Debbie & Cate Blanchett as Lou OCEAN’S 8 (2018, dir. Gary Ross)
“Avrei voluto dirle che un sacco di cose nascono con un mondo di prospetti e poi si perdono nel tragico mare degli imprevisti e della paura di un qualcosa che non si riesce a spiegare.”
— Tommaso Fusari, “Tempi duri per i romantici”.
Posso dire di aver imparato due o tre cose sull’amore che funziona. Credo che gli opposti non si attraggano e i simili non si sopportino.
Per me le coppie che funzionano sono quelle che non si promettono niente, nè si dicono troppe cose importanti tutte insieme. Quelle che escono la prima volta e se ne stanno su un muretto a parlare per ore, senza cene, senza luoghi speciali, senza troppe preparazioni per le quali poi uno quasi si sente in debito.
Rispettare le tappe.
Quelle che non si vengono a parlare di convivenza dopo un paio di mesi solo perché la loro età dice che forse sarebbe il momento, o che potrebbe essere una buona idea per sperimentare, che all’inizio sembra una buona idea, trasportati da tutta quella valanga di emozioni strane. A mente fredda, magari prima vediamo quanto abbiamo da dirci e da ridere, e poi vediamo se siamo in grado di sopportare i calzini di un’altra persona, i peli nel lavandino, la routine, in quattro mura, tutti i giorni.
Credo nelle coppie che ascoltano la stessa musica, credo profondamente nelle vacanze separati, ma nei viaggi, quelli no. Perché attenzione, c’è chi ancora non coglie la differenza.
E credo, più di ogni altra cosa al mondo, nelle coppie che ridono, ridono sempre, ogni ora di ogni giorno. Che ridono quando lui si prova una camicia ridicola nel camerino di un negozio, quando uno dei due imita l’altro, quando alle serate tra amici vengono fuori storielle divertenti, passate, magari pure con altre relazioni, quando ancora nessuno sapeva nemmeno dell’esistenza dell’altro.
La gelosia gratuita non l’ho mai capita.
Credo in due chiamate al giorno anziché mille messaggi al minuto.
Credo nelle coppie che sanno rimanere anche in silenzio, che qualcuno ha detto che, in fin dei conti, quei silenzi non possono essere neanche considerati tali; quel qualcuno ha maledettamente ragione.
Credo nelle coppie che alzano il gomito insieme, credo che una mano sulla fronte sia più rassicurante di una mano nella mano.
Credo nella realizzazione di un pranzo insieme, cercando di attribuirsi più meriti possibili ma sapendo bene che senza il gioco di squadra non sarebbe mai venuto fuori ‘sto capolavoro culinario.
Credo nei regali senza motivo e negli anniversari mai ricordati, nei problemi affrontati subito, nella pizza mangiata sul cofano della macchina, credo nelle comitive di amici diverse, con qualche punto di incontro qua e là ogni tanto.
Io credo che queste coppie, in un modo o nell’altro, al per sempre ci arrivano, prima o poi.”
Tommaso Fusari, Ciò che (più o meno) ho imparato definitivamente (o forse no) sull’amore.
“Avevo una voglia di baciarla che non era registrabile in nessuna delle scale per i terremoti esistenti. Avevo una voglia di baciarla così forte che se l'America nel frattempo ci avesse dichiarato guerra e avesse cominciato a bombardarci, giuro non ci avrei fatto caso più di tanto. Avrebbero potuto pure cominciare a esplodere i pianeti, e la borsa sarebbe potuta crollare a picco, e le istituzioni politiche sarebbero potute pure essere sovvertite, e io non mi sarei accorto di nulla. Temevo che se non l'avessi baciata di lì a una ventina di secondi mi sarebbero venute le fitte intercostali, un microinfarto, non lo so, qualcosa di brutto.“
Tempi duri per i romantici - Tommaso Fusari
Instagram: isabelcelima
Quando qualcosa finisce hai come l’impressione che nulla possa essere in grado di iniziare, dopo. Eppure la vita non arresta la sua folle corsa, nemmeno di fronte ad un dolore straziante.
Ogni cosa progredisce, incessantemente, a dispetto del tuo volere, anche quando temi di non avere più la forza per lasciare che questo accada davvero. E in un giorno qualunque, in una stagione qualunque, in un posto che conosci da sempre, imparerai a lasciar andare tutto ciò che, già da un pezzo, ha lasciato andare te.
Allenterai la presa, comprendendo come, a volte, cercare di trattenere quello che non ci appartiene più fa più male del vederlo allontanarsi da noi; che i graffi sulla pelle possono guarire, che i lividi dell’anima sono, sì, una lezione di sofferenza, ma anche di salvezza.
Perché la vera bellezza viene sempre fuori da ciò che resta.
E bisogna prenderci cura di quello che ci resta. Senza eccezione. Perché, dopotutto, è solo una fine.
Non la fine.
— manuela g.
".. Io so che il sole si alza tutte le mattine
ma questa notte sembra non avercela una fine
fuori fa freddo, si gela già, la primavera è lontana come la serenità.."
Ensi
"Questa vita ci fa ridere
ci fa piangere e piangere dal ridere
ma il cuore è un meccanismo infame
due pesi due misure, bene e male
come se fossimo condannati
come se fossimo programmati
per non essere all'altezza della tristezza
perché ci sorprende sempre, anche se la si aspetta
è come un film in cui il finale si intuisce
ma non riesci a non guardare ti colpisce, è viscerale, è veramente intenso
e fino a quando non finisce
speri che possa cambiare tutto in meglio
ma non è così, l'amore non anestetizza
il dolore fino a quando non metabolizza
il tempo aiuta, ma i ricordi sono sale sopra a una ferita aperta che non cicatrizza"
Ensi
"Il mondo è una pallina e gira intorno a un tot di bugie"
Rkomi
quando metti una mano fuori dal finestrino di una macchina in corsa e accarezzi il vento, in quel momento lo sai se sei felice oppure no.
“Forse un giorno andrà meglio, non so come, né quando e perché, ma andrà meglio. Dopotutto questo periodo non può durare per sempre.”
— senpaicoco (via senpaicoco)
“Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.”
— Valentina D’Urbano.