Una volta vivevo tra le figure retoriche, con il nome di Iperbole. Poi scelsi di diventare un essere umano, e lì, cari miei, iniziarono i problemi.

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@capra-persa
Una volta vivevo tra le figure retoriche, con il nome di Iperbole. Poi scelsi di diventare un essere umano, e lì, cari miei, iniziarono i problemi.
Oh, io amo autocompiacermi.
Del resto, non potrei fare altrimenti.
La mia vita da quattro anni a questa parte é decisamente assurda. Un film in una realtà di per sé distopica: una distorsione nella distorsione. Disorientante di certo, emozionante di sicuro e a tratti un po’ traumatico. Non credo che altri possano “vantare” una tale condensazione di eventi di per sé atraordinari in un così breve lasso di tempo.
Un caro amico mi confidó che nelle prime fasi della nostra amicizia riteneva che io stessi mentendo inventandomi tutto: con il tempo ha compreso fosse tutto vero. Si é allontanato perché non sopportava tanta assurdità.
E che devo dire?
A volte mi sembra di aver condotto più vite. A volte non riconosco il mio passato. Come é possibile che io abbia solo 24 anni? Non lo so
Brancolando nel borghesismo convenzionalmente moraleggiante.
Avverto una figura di un personaggio, saldo, immobile. Mi avvicino, incuriosita. Ne scorgo i contorni, con l’avanzare via via più nitidi. Ancora pochi passi e la nebbia sfuma, per lasciar spazio a un’immagine più nitida: non un essere umano, bensì il cartonato di un essere umano. Una parodia di un essere umano. Una maschera -in senso Pirandelliano-, nonchè uno spreco d’esistenza e uno sfregio all’autenticità, ormai sempre più di sovente umiliata. Nella crescente uniformità del vulgus pecus vedo la tirannia della maggioranza, il trionfo della stupidità e -inesorabile- la mia resa incondizionata.
“Rinunciare a molto per non dover rinunciare all’essenziale”
Siamo passati dall’immaginare un’utopia ideale, al guardare inermi una distopia tutta nostra.
We've gone from imagining an ideal utopia to helplessly watching a dystopia all our own.
Per sette mesi ho detto di no al mondo, per dire sí a te.
Ultimamente, sono abbastanza impegnata a vivere. Questa mia nuova occupazione -ovvero il votarmi alla vita- si sta rivelando anche piuttosto interessante.
Chi lo avrebbe mai detto (io, no di certo). Ho sempre amato ripetermi quei motivetti stoici con un certo fervore (lathei biosas &co).
Non scrivo quasi più poesie.Ho gettato un’occhio alla saggistica ed è scevra da implicazioni emozionali: le ho fatto un occhiolino.
Potrei scrivere un saggio sugli affetti umani che ci spingono a partecipare attivamente a questa cosa che sommariamente definiamo “vita”. Eppure, credo che preferisco finire la mia partita, consentirò a me stessa di giocare in pace, sino alla fine del mio turno.
Per la scrittura, abbiamo sempre tempo: magari, ex post.
Qui, il gioco non è mai stato così serio. 💙
Comunichiamo al meglio quando vediamo l’altro come specchio di noi stessi, solo allora, egoisticamente parlando, si puó avere la presunzione di comprendere qualcuno
È incredibile quante persone si vergognino del loro corpo e quante poche persone della loro testa.
Andrzej Saramanowicz
Brandello di lettera 17/12/2022
Penso che la maturità consista non solo nel prendere posizione, ma anche nel farlo con coraggio, sapendo anche fare i conti con sé stessi e con le proprie emozioni. Ho deciso di abbandonare l’orgoglio e una parvenza -seppur non troppo credibile- distaccata, solo per quanto devo all’Autenticità. Mi trovo spesso a fare i conti con Lei. Questa lettera è il mio distacco da una posizione moderata, una defezione da una codardia auto-conservativa che ho assunto sino a ora: io non sono così razionale, per me l’irrazionale ha una considerazione altissima e non voglio fingere di considerarlo come un mero corollario, quando costituisce la linfa stessa della mia esistenza.
È già abbastanza impegnativo essere sé stessi, figurarsi il fingersi campioni di compostezza emotiva: scrivo poesie, non codici computazionali in codice binario. Sono un animalino che pensa tanto, magari una filosofa, certamente un essere umano. Non posso tagliare via la mia parte di umanità e il tentativo di camuffarla non mi rende più forte, ma goffamente costruita.
Checkmate nihilist!
Incoscienza
Sono assolutamente pessimista, costantemente sarcastica e in tutto, pesante.
Tu, malcapitato omuncolo, se pensi di poter sopportare tutto questo solo in nome del mio bel faccino e della mera estetica, così sia.
Hai la libertà di rinunciare alle tue libertà: Benvenuto nella tana del leone.
Il sapore del rimorso è analogo al gusto che rimane in gola dopo che per sbaglio, ingoi una cicca. Molto fastidioso.
Ahhhh! Quella pochezza del genere umano che tanto ci disgusta e che noi stessi concorriamo ad alimentare!
Mai nessuno che si premuri di rendere la mia vita, non dico piacevole, ma perlomeno sopportabile.
«La gente comune pensa soltanto a passare il tempo, chi ha un po' d'ingegno a utilizzarlo.»
Arthur Schopenhauer
«Post mortem nihil est, ipsaque mors nihil: velocis spatii meta novissima»
Dopo la morte non esiste nulla, la morte stessa è il niente: l'ultima meta di una corsa rapida.
-Seneca, Troiane