@Nadine Schwarzkopf

Kaledo Art

PR's Tumblrdome
No title available
Sweet Seals For You, Always
tumblr dot com
Lint Roller? I Barely Know Her
NASA

roma★
Alisa U Zemlji Chuda
will byers stan first human second
dirt enthusiast

JBB: An Artblog!
TVSTRANGERTHINGS

ellievsbear
Claire Keane

blake kathryn
Game of Thrones Daily

Janaina Medeiros
styofa doing anything
Today's Document
seen from Tunisia
seen from Lithuania
seen from Azerbaijan

seen from Brazil

seen from Colombia

seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Saudi Arabia

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from France
seen from Canada
@chissacomemivedibene
@Nadine Schwarzkopf
Persuasione - Jane Austen
«Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando».
Philip Roth, “Pastorale americana”
"Accecato dalla natura spaventosamente provvisoria di ogni cosa".
Philip Roth
#lamacchiaumana
La Dea Fortuna ha un segreto, un tocco magico! Come fai a tenere qualcuno con te a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi e lui ti scenderà fino al cuore e da quel momento quella persona sarà sempre con te.
[The Fortune Goddess has a secret, a magic touch! How can you keep someone you love very much with you? You have to focus your gaze on them, you steal their picture, you shut your eyes and keep them tightly closed and they’ll rush down to your heart, and from that moment, that person will always stay with you.]
LA DEA FORTUNA [en: The Fortune Goddess] (2019) - dir. Ferzan Özpetek
terapia della domenica (presso Pizzo, Calabria, Italy) https://www.instagram.com/p/B7gOHTti6FHx6rRyM7YoLir0J-sug9SzenVfxk0/?igshid=hweiioga26ys
I love you too. Yeah, don’t go on about it.
“Cosa si fa quando c'è qualcosa che continua a bruciarti dentro dannatamente, Lloyd?” “Si chiama il giardiniere, sir” “Che c'entra il giardiniere, Lloyd?” “Solitamente, sir, ciò che brucia sono i rami secchi” “Una potatura non spegne il fuoco, Lloyd” “Ma può trasformare un incendio in un falò per la notte, sir” “Ciò che brucia non sempre scalda, Lloyd” “Ma ciò che brucia spesso illumina, sir”
“Due etti e venti,
che faccio, lascio?”
Lei si chiama Rosaria ha 81 anni e da poco ha imparato a fare la spesa.
Perché prima, la spesa, la faceva suo marito Carmine. Rosaria gli dettava cosa comprare e Carmine, con la sua calligrafia, provava a stargli dietro.
Ed ogni qualvolta ritornava a casa, Carmine e Rosaria litigavano.
Quelle litigate che viste dagli occhi di un nipote fanno tenerezza, fanno quasi bene al cuore.
Quelle litigate in cui pensi “Ma questi davvero hanno fatto 4 figli e 11 nipoti?”.
Litigavano per il resto sbagliato, ma soprattutto per i due etti e venti invece che due. Litigavano, ma poi si amavano come ora non siamo più abituati a fare.
Si amavano forte senza whatsapp, chiamate, tag sulle foto.
Ora Carmine soffre di alzheimer e a volte Rosaria non se la ricorda più. Anzi più passa il tempo e più dimentica le cose.
Allora, da un po’ di tempo a questa parte, Rosaria va a fare la spesa, torna a casa e lascia la spesa vicino la porta della stanza da letto.
“Ti sei di nuovo fatto fare 2 etti e venti?” lo ammonisce Rosaria, speranzosa.
Carmine si alza, raccoglie le buste e per pochi istanti anche la memoria: crede di aver fatto la spesa, come sempre.
“Perché ti lamenti sempre?”.
Rosaria e Carmine così iniziano a litigare e ad amarsi un pò.
Ancora un pò.
- Nicola Conversa
bojack horseman seasons 1 - 5
La più bella canzone sulla poetica degli ascensori, “Natale”: “E da dietro la porta sento uno che sale e si ferma due piani più giù: è un peccato davvero, ma io già lo sapevo che comunque non potevi esser tu”. La più bella canzone sulle contraddizioni, “Ti leggo nel pensiero”: “Faccio a pugni con te, poi ti vengo a cercare”. La più bella canzone sull'andarci piano coi desideri, c'è il rischio che si avverino, “Cardiologia”: “Si gioca per vincere, e chi vince è perduto”. La più bella canzone sul non essere destinati, “Atlantide”: “Ditele che l'ho perduta quando l'ho capita, ditele che la perdono per averla tradita”. La più bella canzone sul lasciarsi, “Compagni di viaggio”: “Avevano toccato il fondo della loro provvisorietà”. La più bella canzone sul lasciarsi male, “Souvenir”: “Bene, se mi dici che ci trovi anche dei fiori, in questa storia, sono tuoi”. La più bella canzone sulle corna, “Belli capelli”: “Ti ho aspettato tutta notte e tu chissà dov'eri”. La più bella canzone sulle ossessioni, “Caldo e scuro”: “E mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore, e in qualcuna delle mie risposte c'era il tuo nome”. La più bella canzone sulle vite precedenti, “Dammi da mangiare”: “Ci sono amori disordinati, nel mio passato e nei tuoi passati, e cicatrici che non voglio spiegare”. La più bella canzone sul provincialismo, “Buffalo Bill”: “Se avessi potuto scegliere, tra la vita e la morte, tra la vita e la morte avrei scelto l'America”. Si può andare avanti all'infinito: “Buffalo Bill” è anche la più bella canzone sulla giovinezza (“Avevo pochi anni, e vent'anni sembran pochi: poi ti volti a guardarli e non li trovi più”), “Dammi da mangiare” la più bella canzone sul gioco delle parti (“Lasciami piangere, lasciami fingere, lasciami fare”), “Compagni di viaggio” la più bella canzone sulla vita intera: “Lei chiese la parola d'ordine, il codice d'ingresso al suo dolore; lui disse “Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso”“. Guia Soncini, su D
“Si sta facendo sempre più tardi e direi che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare. Tu non sapevi come cominciare. A volte ci si sente a disagio, specie se sappiamo già come andrà a finire e noi sapevamo entrambi come sarebbe andata a finire. Non importa, fa lo stesso: in fondo anche tu amavi le fessure fra le cose, ma poi hai scelto il pieno, e forse hai fatto bene, perchè è una forma di salvezza, o comunque di accettazione di ciò che tutti siamo. Io ci sono senza che tu abbia bisogno di essere con me. Le persone sono lontane quando ci stanno accanto, figurarsi quando sono lontane davvero.”
— Antonio Tabucchi