Non significa niente amare tanto o amare poco. Si può solo amare o non amare.
È una vita che ti aspetto- Fabio Volo
(via vivianalatorre)

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@ciaoegrazie
Non significa niente amare tanto o amare poco. Si può solo amare o non amare.
È una vita che ti aspetto- Fabio Volo
(via vivianalatorre)
Ti lascio passeggiare un po’ tra i miei pensieri non farti spaventare dal disordine fa parte dell'arredamento. Troverai qualche soldatino di guardia fanno tanto i duri, ma in fondo vogliono solo una carezza. Ti lasceranno entrare. Paura e ansia non le guardare sono due prime donne non aspettano altro che farsi belle agli occhi delle novità prosegui pure avanti, hanno poco da raccontarti. Appena superata la curva della speranza diciamo tra incoscienza e (s)ragione lì potrai affacciarti ai miei desideri. Vedi quelli in corsivo ? Ecco, per loro ho scelto un vestito elegante. Di quelli proibiti ho perso la chiave. Ma non sono in prigione. Giá che ci sei, liberami un po’ di follia. La notte urla e straparla non mi lascia riposare. La malinconia è sempre a leggere in disparte un po’ per scelta un po’ per arte. Sì, insomma, non cercare di fare ordine l'ultima volta mi ci sono voluti due anni di analisi per risistemare. Puoi fermarti quanto vuoi, o restare a dormire ma ricordati di baciarmi gli occhi se deciderai di uscire.
Andrew Faber. (via adessodovesei)
Meriti qualcuno che voglia volerti sul serio. Che ti stringa forte le mani se non trovi le parole, che ti sfiori gli angoli della bocca quando un bacio non sa bastare, che conosca a memoria le tue debolezze e non te le faccia pesare, che accarezzi la tua anima nera e nonostante tutto decida di restare, rischiare, amare. Meriti mille sorrisi negli occhi e l'amore sulle labbra, i baci più belli e i brividi nel sangue. Meriti le decisioni affrettate e folli che non hai tempo di pensare, le fughe al mare, e qualsiasi cosa che è amore da desiderare, e realizzare. Meriti qualcuno che tremi per te, che ti senta nelle vene, che abbia voglia di correre, partire, andare, che non aspetti il sole, che voglia starti accanto anche se fuori piove. Meriti qualcuno che voglia volerti davvero. Sempre.
Serena Di Caprio (via estatipiangenti)
Io non sono i baci che non mi hai dato e le carezze che mi hai negato. Non sono le lacrime che ho versato per te e nemmeno quelle che ho tenuto da parte, quelle più amare. Non sono quella lettera che non ti ho mai fatto leggere e quell'abbraccio spezzato sul più bello. Non sono questa storia interrotta proprio quando iniziavo a crederci di più, non sono i fiori appassiti sul davanzale e non sono i tuoi orgasmi stanchi delle ultime volte in cui io e te. Non sono la mia gelosia, la mia ansia, le mie insicurezze. Non sono la solitudine che mi circonda con le sue braccia gelide e non sono i miei capelli perennemente fuori posto. Non sono quella canzone che mi hai cantanto un pomeriggio mentre andavamo al mare in macchina, non sono quello che non ho, quello che non posso avere. Non sono il buio pesto di certe sere gelide, la pioggia fitta di certe mattine umide. Non sono tutta questa malinconia che mi porto addosso, non sono voi, voi che non mi avete capito, non sono le vostre risate sguaiate, le vostre parole indelicate. Non sono un mare in tempesta o un fiume in piena, non sono il temporale che scoppia all'improvviso, non sono il cielo limpido di fine agosto, non sono tutto il dolore che sento, sono solo tanto stanca.
Susanna Casciani (via alicesenzailsole)
Avevano avuto bisogno di perdersi di vista per qualche tempo per capire che si sarebbero mancati per il resto della vita.
Cynthia Badini (via ilblogdiunaragazzasquilibrata)
Probabilmente non sono stata niente di particolare, per te. Tipo una commedia d’ amore qualunque, un libro leggero che appena finisce lo dimentichi, un giorno di vacanza in mezzo alle vacanze, un regalo piacevole ma non quello che “oddio, era proprio quello che volevo!”. Credo di essere stata quella che non si racconta agli amici perché “chissà come va”. Quando ti scrivevo non sussultavi, se ti chiamavo in mezzo a tutto un mondo lontano da me non facevi di tutto per liberarti e rispondere. Facevi l’ amore volentieri, mi abbracciavi volentieri. Ma volentieri sa di noia, sa di uno che si accontenta. Però ti prego, non mi dimenticare. Per me sei stato come uno di quei film sconosciuti che ti trovi a guardare all’ improvviso una sera qualunque e te ne innamori. Sei stato come uno di quei libri che ti fanno dire a tutti “insisto, DEVI leggerlo…ti dico di che parla?” Sei stato come il primo giorno di vacanza dopo mesi di lavoro, il regalo che avevo sempre desiderato, quello che, quando lo scarti, tutti gli altri sono inutili. Ho raccontato di te anche alla mia vicina di casa di ottant’ anni, perfino a mia madre. Sanno di te i miei gatti, il mio cane, gli uccellini del mio giardino. Anche il muro di camera mia, sa di te. L’ ho dovuto raccontare a tutti. Quando mi scrivevi, mentre aprivo il messaggio mi tremava la mano. Per rispondere a una tua chiamata avrei fatto anche le olimpiadi, credo. Facevo l’ amore con te perché sennò morivo…capisci la differenza, vero? Adesso ti scrivo per lasciarti, io non voglio vederti addormentare sotto le illusorie coperte del mio amore. Lo so, sembrava potesse bastare. Ma non basta. Io voglio che tu ti innamori. Ok? Solo, per favore… Non mi dimenticare. Fammi gli auguri il prossimo anno, chiedimi come sto, ogni tanto. Lo sai che sono permalosa.
S. Casciani (via laltrametadiniente)
“Il fatto è che mi ritorna in mente, le volte in cui accade, ha ancora il potere di trasformare una giornata tranquilla come tante altre in una giornata di merda.
Tutto qui. Non è amore, non è malinconia, non è tristezza, non è mancanza.
E’ la reazione naturale di una che amava e poi, per forza di cose, ha imparato a non amare più.”
-Susanna Casciani
“I want to share this award with all the first nations people represented in this film and all the indigenous communities around the world. It is time that we recognize your history and that we protect your indigenous lands from corporate interests and people that are out there to exploit them.It is time that we heard your voice and protected this planet for future generations.” ~ Leonardo DiCaprio’s acceptance speech at the 73rd Annual Golden Globe Awards
1) Hai il sacrosanto diritto d’amare. Nessuno può dirti che non è il momento, che non è il caso, che sei troppo piccola o troppo grande, che sei troppo grassa o troppo magra per farlo. Nessuno può dirti che è troppo presto o troppo tardi. Hai il sacrosanto diritto di amare quanto ti pare e quando ti pare, basta che dentro ti senta a una festa danzante. 2) Hai il sacrosanto diritto d’amare chi ti pare. Nessuno può dirti che quello o quella non vanno bene per te, che non si fa, che è peccato, che è pericoloso, che è sconveniente, che è impossibile, che “è troppo lontano”, “troppo diverso”, “troppo brutto”, “troppo sciocco”, “troppo povero”, “troppo ricco”, “troppo bello per essere vero” etc. etc. Tutti nella vita ci troviamo ad amare qualcuno che sarebbe meglio odiare, e va bene così. Amare è più bello di odiare (e comunque per odiare avremo tempo). 3)Hai il sacrosanto diritto di esigere rispetto. Nota bene: non c’è scritto amore. Se ami non è detto che per forza tu debba essere ricambiato, ma rispettato sì. Se ami sei come un piccolo fiore sbocciato ai bordi di una strada molto trafficata e il non amore può piegarti, ma la mancanza di rispetto potrebbe addirittura spezzarti. Esigi sincerità e dolcezza nei modi. Gentilezza ed educazione. Nessuno può trattarti male solo perché sei innamorato. 4) Hai il sacrosanto diritto di essere felice. Le persone che si innamorano raramente e che raramente hanno quel gran culo di essere ricambiate, quando succede (e tutto allo stesso momento) hanno la tendenza a immaginarsi scenari catastrofici, perché è impossibile per loro amare ed essere amate. Invece, tadan!!!, a volte succede e quelle volte lì bisogna ridere in grande, ballare sotto la pioggia ma anche sotto il sole, quelle volte lì bisogna festeggiare, brindare, giocare a nascondino in camera e dopo fare l’amore. 5) Hai il sacrosanto diritto di esprimere il tuo amore. Non farti bloccare dalla paura di una figuraccia o di un rifiuto. Tra cinque anni (se siamo sfortunati pure prima) sarà qualcosa su cui sospirare con nostalgia. Vai. Scrivi una lettera, suona quel benedetto campanello, urla, dì “ti amo” o “mi manchi”, dillo anche se non dovesse servire a niente. Nessun “ti amo” è inutile, al limite sarà servito a te, l’avrai lasciato libero di volare e di posarsi su un tetto a guardare le stelle e gli aerei che passano. Non sprecare l’amore, non lo tenere nascosto. E’ come far scadere la nutella. Ma chi ha il coraggio di fare una cosa del genere? 6) Hai il sacrosanto diritto di piangere. Se sei stato lasciato, se lo stronzo che ha lasciato sei proprio tu ma comunque hai solo voglia di piangere e di spaccare tutto, spacca pure tutto (ma non uccidere nessuno, mi raccomando!). Piangi anche se la maggior parte delle persone ti dirà che non è il caso di piangere per amore, anche se gli amici ti diranno che “quello proprio non si merita le tue lacrime” e poi “c’è una cena stasera, guarda un po’ se esci!”. Hai il sacrosanto diritto di non uscire, di stare sul tuo letto a pensare al suo profilo, alle sue dita, a quella giornata al mare. Hai il sacrosanto diritto di soffrire per amore. Serve al tuo cuore, E’ un favore che gli fai per non lasciarlo appassire. 7) Hai il sacrosanto diritto di incazzarti. E’ vero che non si può esigere l’amore, ma se qualcuno ti dice che ti ama e poi ti tratta come se fossi un corteggiatore di “uomini e donne” allora qualcosa non torna. E devi farlo presente. Devi parlare. Devi dire “non sono contento”. Devi dire “questa cosa che fai mi fa star male”. Se necessario devi urlare, ma raramente. Piuttosto prenditi un giorno di silenzio e poi torna a chiedere le spiegazioni che chi dice di amarti ti deve. Sempre. 8) Hai il sacrosanto diritto di sperare. Questa è l’ultima ed è la più difficile. A meno che non siamo alle prese con il nostro primo grande amore sappiamo già che gli amori in genere finiscono. E in genere finiscono pure male. Però diciamoci la verità…che gusto c’è ad amare senza immaginare che potrebbe andare tutto bene? Che gusto c’è ad amare senza illudersi anche solo per un attimo che stavolta potrebbe durare? Che gusto c’è a vivere senza sperare che potremmo innamorarci ancora? Sperare nuoce gravemente alla salute, ma fa tanto bene al cuore, e allora dai… speriamo bene, speriamo con moderazione, ma comunque speriamo che sia amore
Carta dei diritti dell'amore (Susanna Casciani)
Mi hai trattata male. Quindi ti dovrei odiare. Mi hai lasciata sola. Quindi ti dovrei odiare. Invece mi manchi. Non ho ancora imparato a stare senza te. La notte non riesco a dormire. C’è qualcosa che non va. Come un buco nello stomaco, o dovrei dire un precipizio. Forse una parte di me ti ama ancora. Nonostante tutto. O forse una parte di me ti odia? Nonostante tutto.
Sonopersaneituoiocchiblu (via sonopersaneituoiocchiblu)
Per me stare bene vuol dire stare insieme
Gemitaiz (via ilrapunicacosabuona)
Continuo a ripetere che non so che mi prende, adesso vorrei piangere ma non ci riesco.
Francesca I. stomaledentromanonpiango (via stomaledentromanonpiango)
Oggi mi sei mancato e avrei voluto dirtelo, ma sai, certe cose non si possono più dire.
(via mecriii)
Credo che la cosa più brutta che possa esistere sia quella di non sentirsi a casa, quella di trovarsi in un luogo e desiderare di essere da un'altra parte ma non poter farci nulla. Trovarsi in mezzo a decine di persone con le quali magari sei cresciuta e desiderarne accanto solo una che conosci da pochi mesi ma ti ha fatto scoprire talmente tante cose nuove da non poterne più fare a meno, da non poter più immaginare una singola giornata senza un suo messaggio. Vivere con la costante voglia di prendere un cazzo di treno e partire, fregandosene di tutto e di tutti, con la consapevolezza che stai andando incontro alla ragione per cui non sei crollata, che hai trovato una di quelle persone capace di farti sentire giusta, al momento giusto, ma non nel posto giusto.
(via jnmemoryofwhenicared)
Io non credo di essere bella, ma quando mi guardi in quel modo, con quegli occhi calmi come se guardarmi fosse tutto quello che hai deciso di fare da lì alla fine dei tuoi giorni, io mi sento “giusta”. Non bella, non perfetta, non migliore: giusta.
Susanna Casciani (via siamociochepossiamoessere)
Io li proteggo ancora i ricordi che ho di te, io ti proteggo ancora e non importa cosa fai tu, io ti penso sempre
- Susanna Casciani (via ross17-11)
Quando ci siamo conosciuti io non cercavo niente, avevo già perso troppo. Quando mi sei arrivato davanti con quei tuoi modi semplici, con quei tuoi occhi grandi, con quelle gambe troppo magre, io non cercavo amore, avevo già perso troppo. Quando mi hai chiesto come mi chiamavo, quando mi hai fatto ridere, quando mi hai fatto arrabbiare dopo soli cinque minuti di conversazione, io non cercavo carezze, sesso, attenzioni. Tu mi avevi già scelta, mentre io avevo scelto la solitudine. Io non volevo baci, non volevo cene fuori, non volevo regali a Natale, non volevo anniversari, non volevo promesse, non volevo storie, non volevo bugie, non volevo giochi, non volevo le lenzuola sopra le nostre teste, non volevo che tu mi togliessi la nutella ai lati della bocca, non volevo che tu mi prendessi in giro per la mia voce al telefono. Non volevo affezionarmi, e ti rifuggevo come se fossi stato il Diavolo, o la Morte, o la mia paura più grande. Non volevo passare del tempo con te, non volevo vederti mangiare, vederti correre, vederti dormire, vederti arrabbiato, triste, confuso, o peggio, felice, o peggio, eccitato, o peggio, dolce. Non ero pronta. Non di nuovo. Non ancora. Ma tu insistevi. Io scappavo e tu mi rincorrevi. Io ti dicevo cento no, e tu facevi di tutto per strapparmi un solo sì. “Io sono diverso” dicevi, e lo dicevi con quell’aria sincera, così sincera che a volte ti credevo quasi. Facevi tutto quello che nessuno aveva mai fatto per me: c’eri. Stavi con me. Stavi con me a tempo perso, e io ti dicevo che dovevo andare e tu mi volevi accompagnare. Non ricordo nemmeno il giorno in cui non sono più riuscita a mandarti via. All’inizio era semplice. “Ma guarda questo, ma chi si crede di essere?” Poi, lentamente, come i mali peggiori, sei andato ad adagiarti sui miei pensieri, tra i miei desideri, e dirti di no era più doloroso di farti restare. Come ogni sciocca che si rispetti, ci sono ricascata. Io. Io che non ti avevo chiesto niente. Tu che mi davi così tanto. Avevi ragione, avevi ragione ad insistere. Insieme eravamo perfetti, davvero. Un amore di quelli che spezza il fiato, che toglie la fame, che trasforma i volti di chi lo vive, uno di quegli amori che forse si incontra una volta, se si è fortunati. Non volevo affezionarmi e mi sono innamorata. E tu? Tu che mi volevi così tanto, ma così tanto, un giorno, dopo aver avuto più di tanto, dopo aver avuto tutto, mi hai detto che non lo sapevi se era ancora il caso, che forse era meglio stare un po’ da soli, che ti sentivi strano, diverso, distante. Io ancora oggi non so che dire. Ancora oggi ho solo una domanda, solo una. Ma perché? Perché non mi hai lasciato stare?
S.Casciani (via laltrametadiniente)