Quante volte abbiamo dato parola all’istinto piuttosto che al cervello? A me succede spesso; quando vorrei far bella figura davanti ad una ragazza per poi capire d’essere andato totalmente fuoristrada, quando mi esce una battuta senza accorgermi che potrei offendere o far rimaner male qualcuno, quando vorrei impostare un discorso in maniera interessante ma poco dopo mi pento di ogni;termine che ho utilizzato, quando ascolto un professore che parla a vanvera, ma che lì per lì mi da sensazioni diverse. Purtroppo però, nella mia giovane mente viaggiano paranoie e ossessioni, le quali mi portano a pensare pensare pensare, per arrivare alla conclusione che avrei potuto giocarmela meglio e che in certi casi sono stato veramente un coglione. Vorrei migliorare, cambiare, cancellare tutto e ricominciare ma non posso. Perché quello che penso spesso non è quello che dico, e anche se può sembrare che non me ne freghi un cazzo di quello che gli altri pensano di me, la realtà è che odio il pensiero che qualcuno possa avere nei miei confronti un’idea che reputo sbagliata. Egoismo, credere di poter affrontare tutto. Detesto possedere lo stesso difetto di qualcuno che, aggrappandosi ad esso, parla a ragazzi adolescenti a lui sconosciuti, pensando d’essere in grado di commentare le motivazioni che hanno portato uno come loro a decidere di mettere un punto a tutto. Sganciare una bomba, senza preoccuparsi del peso di quest’ultima e cambiando dopo poco argomento, per occuparsi di qualcosa di apparentemente più importante. Quanta frustrazione c’è nelle parole di un nessuno, quando dice che il problema della migrazione è solo un modo per distogliere dai problemi veri. Mi domando, è davvero possibile pensare che morti e disperati senza alcun aiuto, siano meno importanti di questioni finanziarie? Che ciò che distrugge gli altri sia trascurabile rispetto a ciò che potrebbe danneggiare me?








