Spiegare questa felicità è la cosa più difficile 🏕️
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Spiegare questa felicità è la cosa più difficile 🏕️
Tra le sue braccia saremo sempre al sicuro, perché gli anni passano per tutti, si cresce, si cambia. Eppure quando i nostri sguardi ed i nostri sorrisi si incontrano, mi sentirò sempre protetta. Ciò che ci ha fatto vivere ed i ricordi che ci uniscono saranno sempre il periodo più bello nello scoutismo che abbiamo vissuto. Di più di un semplice capo, qualcuno che ti prende per mano e non la lascia.
In queste giornate incerte, con l’umore altalenante, dove tutto può cambiare al secondo, dove la testa viaggia a mille, dove attendere e sperare sono le uniche cose da fare io mi sento circondata da così tanto amore ed è una cosa meravigliosa.
Superare quella linea gialla è stato qualcosa di inaspettato e mi ha terrorizzata completamente. Menomale che circondarmi di persone mi sta aiutando ad affrontare la cosa🌦️
Oggi ho parlato con collega di quello che sta succedendo e lei dopo avermi ascoltata mi fa “Non mi aspettavo che ti aprissi e ti raccontassi così presto, quando è successa la cosa di tuo fratello lo scorso inverno sei rimasta impenetrabile con tutti e hai sofferto in silenzio, facendoti carico di un’emotività enorme senza mai buttarla fuori.”
Forse questa volta non riesco a tenermi il dolore dentro e allora devo dirlo, forse ho imparato che al dolore bisogna dare voce altrimenti si impazzisce, forse perché non so nemmeno io che cazzo sta succedendo e allora ho bisogno di trovare una logica dove la logica non c’è, forse sono solo più terrorizzata dell’altra volta, forse sono solo stanca.
non ho ancora capito se queste quarantotto ore di evento nautico mi siano piaciute o meno, nel dubbio sono sempre in mezzo a tutto nonostante la stanchezza, il diluvio e l’acqua gelida ⚜️
armonia delle tonalità campane che fanno da cornice al primo weekend libero da mesi nel quale ho raggiunto i ventinove ancora tutta intera
Il San Giorgio è ufficialmente terminato e mentre rientravo a casa mi sono fatta un piantino per colpa dei miei amichetti e dei loro ringraziamenti nei miei riguardi. È stato un piantino liberatorio, lo stress, la stanchezza e le responsabilità in questo evento sono state tante e dopo una notte di sonno completa e due sonnellini pomeridiani mi sento finalmente meglio. Quest’anno per riprendermi ci sto mettendo più tempo del previsto ma gestire tutta l’organizzazione, i passaggi, i dettagli e tenere le redini di tutto è stato difficile; solo grazie ai miei fantastici amici è stato sopportabile e fattibile. Sono davvero contenta della squadra che abbiamo creato in questi due anni, abbiamo legato tanto e stiamo continuando a creare occasioni per rafforzare ancora di più la nostra amicizia e ne sono molto soddisfatta. Ho sentito tanto la mancanza di G., ho stretto i denti per far sì che lui completasse la formazione e per il nostro progetto futuro, ma è stato difficile.
Sono partita venerdì con tanta rabbia addosso e preoccupazione che tutto andasse per il verso giusto. Quando sono iniziate le attività sono entrata in quella dimensione da campo che mi ha fatta pensare a trecento cose al secondo e mi ha fatta correre di qua e di là ad assicurarmi che tutto andasse bene e secondo i piani, purtroppo però, ho continuato ad essere nervosa e mi sono lasciata condizionare da chi porta solo energia negativa e di questo mi è dispiaciuto molto, perché non mi ha permesso di vivermi a pieno la gioia dell’evento.
Scoprire durante lo svolgimento di essere stata lasciata da sola dall’altra persona che dovrebbe invece condividere con me le responsabilità è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi sono fiondata nel sottocampo di B. e sono esplosa di nervosismo come un fiume in piena tanto che A. mi ha fatta allontanare per evitare che iniziassi ad urlare dalla frustrazione in mezzo al campo.
Durante le giornate ho anche continuato a fare la capo reparto e mi sono presa cura delle mie ragazze più piccole che hanno accusato molto il nuovo ambiente ed hanno avuto bisogno di me, con coccole e abbracci e lacrime consolate. Sono molto soddisfatta della collaborazione e della partecipazione della maggior parte dei capi presenti, il risultato di questi mesi di lavoro costante è arrivato in modo davvero positivo e sono contenta di aver raggiunto il mio obiettivo iniziale.
Aver avuto la piena fiducia dei RDZ è stato per me molto importante e vederli confrontarsi con me prima di qualsiasi cosa vuol dire che riconoscono e rispettano il mio ruolo e ne sono davvero soddisfatta.
Mi sono accorta di essere cresciuta tanto nell’ultimo anno e sono contenta di aver detto di sì ad ottobre, spero che dopo tutte le verifiche avrò ancora modo di poter continuare a portare avanti il mio impegno, ma lo farò solamente se le cose andranno come dico io. Sono stanca della filosofia “con carità, con misericordia e con gentilezza” io ho completamente finito la pazienza quindi se nessuno di loro ha arginato questa cosa in tre anni non possono aspettarsi da me parole carine.
Il San Giorgio è terminato e adesso ci possiamo godere la fiesta di fine anno e iniziare a progettare quello nuovo. Sono davvero soddisfatta del mio operato e di me stessa.
Ieri sera si è tenuta l’ennesima riunione del mese in vista del San Giorgio di questo fine settimana. Io e i miei tre compari abbiamo deciso di vederci, mentre gli altri erano collegati online; nonostante l’ora e mezza di viaggio per raggiungere la loro sede, ne avevo bisogno: se non coltiviamo le nostre relazioni rischierei di impazzire in tutto questo stress.
Appena finito, siamo andati a bere qualcosa al pub. Sono rimasta lì fino alle due, rientrando a casa alle tre e mezza e concedendomi solo tre ore di sonno (che, puntualmente, ho accusato durante tutti gli impegni della giornata) ma per me le relazioni sono fondamentali: io le persone voglio conoscerle, voglio parlarci viso a viso, voglio riderci insieme e far tintinnare i bicchieri di amaro, condividendo il piattino del dolce e lo stress dell’essere capo.
Venerdì inizia il San Giorgio. Venendo dall’esperienza traumatica — ma formativa — dello scorso anno, quest'anno sembra andare tutto per il verso giusto: non stiamo arrancando o correndo. Le cose da fare sono sempre tante e quelle da ricordare ancora di più; tuttavia, sono sei mesi che prepariamo la branca a collaborare e abbiamo ormai capito su chi poter fare davvero affidamento. Questo ha reso tutto più facile.
Lui quest’anno non ci sarà perché impegnato al CFM (e sono davvero felice che finalmente riesca a farlo e a dedicare del tempo di qualità alla sua formazione); nonostante ciò, ha partecipato e sta continuando a partecipare ad ogni fase. Ha la situazione sotto controllo, ha preparato tutto e continua a tenermi per mano, condividendo con me il peso degli imprevisti e delle decisioni da prendere.
Ieri sera loro tre sono stati il mio momento di sfogo e di ascolto su una situazione che da sei mesi mi ha portata al limite; una situazione che io sapevo, fin da subito, che si sarebbe andata a verificare e che non c’è stato modo di arginare.
Il 26 ottobre ho detto di sì nel ricoprire il ruolo di Incaricata alla branca di zona. Per molti non significherà un cazzo, però vuol dire che io devo coordinare una branca intera di 30-35 capi in tutte le fasi dell’anno e in tutte le attività scout relative ai ragazzi della zona. Sono la rappresentante della nostra zona durante gli incontri regionali e ho responsabilità e impegni maggiori rispetto agli altri. Nell’Agesci c’è la diarchia in tutti i quadri e in tutti gli staff, quindi i ruoli vengono ricoperti per la maggior parte dei casi da una capo femmina e un capo maschio. E qui nasce il mio problema e il motivo della mia esasperazione: l’altra persona che dovrebbe essere davvero il mio supporto, in realtà, è un idiota che non sa fare nulla e che vive prendendo meriti sul lavoro fatto dagli altri, quando lui nemmeno risponde ai messaggi.
Io posso sembrare carina, gentile, disponibile e riflessiva; ma se provi a farmi passare per incompetente, se provi a prenderti il merito di un lavoro che ho fatto io, se provi a metterti in mostra con qualcosa che in realtà ho gestito interamente io, allora divento una stronza che non resta in silenzio. All’ultima branca di inizio mese ci sono arrivata davvero esausta. Non ho mai nemmeno messo per iscritto tutto questo perché prima avevo bisogno di tempo per elaborarlo e per gestire la mia emotività ma, così come ho detto ieri sera ai miei tre compari, così come ho già detto ai RDZ e al mio CG ad inizio mese, al momento della verifica io non starò zitta.
Tirerò fuori sei mesi di frustrazione, di rabbia, di solitudine, di prese per il culo, di stanchezza e di rinunce. Se prendo un impegno lo porto a termine, ci metto il centocinquanta percento del mio tempo, delle mie risorse e di tutta me stessa; però voglio accanto qualcuno che faccia almeno il novanta percento e che non mi lasci da sola. Dopo quella verifica dei rapporti andranno a rompersi; quando sarò completamente onesta, dei legami smetteranno di esistere, ma non mi importa. Sono stanca dei sorrisi di circostanza e sono stanca di girarmi e non trovare nessuno accanto a me.
Se dovessi rappresentare tutto questo in un’immagine, sarebbe: io sul gradino del mio ruolo, il posto accanto a me vuoto, due mani tese verso di me dal gradino un passo più basso (quella di G. e quella di Bi.) e poi tutto il resto della branca.
Sto mantenendo la mia parola, sto realizzando una branca completamente nuova rispetto agli ultimi quattro anni e ci sto dedicando tutto il mio impegno, voglio solo qualcuno con cui condividere tutto questo in prima linea e non vedo l’ora che Lui finisca l’anno con la formazione e poi mi raggiunga per guidare finalmente la branca insieme in modo ufficiale.
Oggi ho realizzato di essere stata una povera idiota nel credere che l’aver quasi toccato la morte potesse renderlo migliore. Ho avuto la prova che aver messo in pausa la mia vita per due mesi interi non è servito a nulla. E fa male, fa fottutamente male. Perché la colpa è mia, sono io che ho pensato potesse cambiare, sono io che ci ho sperato e sono sempre io ad aver messo tutto in secondo piano credendo fosse la cosa giusta da fare. Ma così non è stato. Dopo sei mesi ho avuto la conferma che tutto quello che ho fatto, tutto quello a cui ho rinunciato, tutte le energie spese e le ore di sonno perse non sono servite a nulla. E allora forse fa bene quell’altro a starsene a quattro ore di aereo e lontano da questo cazzo di caos, perché io oggi dico basta. Da oggi non sprecherò più le mie energie, le mie lacrime ed il mio tempo per chi non lo merita. Da oggi tutto cambia, e non si torna indietro.
Delle volte vorrei solo smetterla di essere sensibile a tutto e non sentire più nulla. Delle volte vorrei sentire solo il vuoto.
E quando non smetti di mancarmi, che si fa?
Aneddoto divertente: prima volta in due anni che siamo in un contesto non-scout anche se quello tavolata era fatta solo di scout, io e lui che ci teniamo per mano sul tavolo mentre decido che quelli sono gli unici dieci minuti di tutta la serata per parlare del San Giorgio e la sua ragazza accanto a noi che pensa io sia solo disperata per questo maledetto evento da portare a termine ed invece mi aggrappo a quella mano perché vorrei lui non la lasciasse mai.
Tumblr crush
quanto sono pericolose le tumblr crush, cioè vai in fissa con qualcuno che conosci ma non conosci perché sai una parte della sua vita per ciò che posta ma non lo consoci realmente quindi è così strano ma le tumblr crush sono così carine 🫶🏼🫶🏼
Vivere con me vorrebbe dire entrare in casa e trovarmi ad usare un seghetto per tagliare un pannello di compensato a forma di continente, costruire dei pedoni di cartone, fare le forme con il das, pitturare, fare cartelloni senza saper disegnare, cercare di fare la string art senza perdere un dito con il martello, trovare un modo per realizzare una kokeshi doll e tanto altro a seconda dell’attività del mese. Sono una fonte di pericolo e intrattenimento nello stesso momento.
Serata romantica con la mia persona 💌