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@dareilamiavitapernonmorire
Happy 14th birthday, The Black Parade! (October 23, 2006)
so long and goodnight and all that!
*scrolls far back into my blog* oh yes…i was suffering quite vigorously here
I think that the calmest feeling of all is in the belief that despite every sad and depressing thing that happens in your life, you still have hope that it’s filled with purpose and love. You can fail a thousand times and still have the strength in your heart that trying in itself is an act of bravery. You can be in a situation where it’s easy to let yourself be controlled by anger, hate, and bitterness and still have the persistence to be driven by kindness, warmth, and light. You can fall into the pits of despair, misery, and doom and still have fresh air singing in your lungs, tender blood flowing through your veins and the sun every morning that reminds your mind that there will always be forgiveness in the dawn for you to start over again no matter how many nights it rains. For you are the offspring of peace. For you are alive and are in the right to put yourself at ease. For you have the gift of rising each and every day.
Juansen Dizon, Peace-hearted (via juansendizon)
Cinquecentoventidue.
Sono cinquecentoventidue le cose che amo di te. Sono veramente cinquecentoventidue, le ho contate, la conosci la mia avversione per la matematica, ho una considerazione dei numeri distorta, per me non vanno ordinati, ogni numero deve avere una sconnessione, solo tutto ciò che è sconnesso può arrivare ad essere felice, un po’ come quando mi chiedi se i capelli ti stanno in ordine e io ti dico di si per poi scombinarteli subito dopo e tu mi rimproveri e metti il broncio. Ecco, questo sta al posto numero centodue. Ventitre, non sai scegliere, quando ti chiedo se preferisci mangiare qualcosa di dolce o di salato sembra sempre che ti abbia chiesto di scegliere tra la pace nel mondo e la fame in Africa. E sei bella. Perché il tuo non saper scegliere ti rende piccola e io amo il tuo saper essere una grande donna anche se così piccola. Quindici, non mi chiedi mai nulla, qualsiasi cosa ti propongo di volerti comprare, ti giri, mi sorridi, ‘mi basti tu’ e mi abbracci. È bello, rassicurante, mi piace perché poi alla fine mi contatto qualche tua amica e ti compro lo stesso quello che a me dici di non volere e tu diventi una bambina imbarazzata e mi dici grazie per tipo 48 ore ininterrottamente. Ottantasette, mi guardi, qualsiasi cazzata dico, e ne dico tante, qualsiasi argomento noioso io tocchi tu mi guardi come se fosse così interessante, e sono pesante, troppo, ma tu non me lo fai notare, mai. Quattrocentouno, sei bassa, tu non hai la minima idea di quanto ami il fatto che sei più bassa di me e anche se ti prendo in giro e tu fai i capricci da bambina e non mi baci più, a me piace da impazziere il fatto che sei così piccina, ti posso proteggere con i miei abbracci forti. Trentasei, ti imbarazzi, diventi rossa così facilmente, basta che ti dico che sei bella e mi dici di smetterla per poi abbassare lo sguardo, tu non lo sai ma ogni volta che lo fai invidio a bestia quel pavimento a cui dedichi quei tuoi occhi belli.
Sono cinquecentoventidue oggi, domani ne diventeranno cinquecentoventitre, il giorno dopo si aggiungerà ancora un altro numero, perché le cose che amo di te, proprio come i numeri che io tanto odio e tu tanto ami, sono infinite. Non mi vergogno, non mi vergogno di dire che la fortuna per una volta mi ha sorriso, che quell'anima gemella che tutti cercano a me mi manda il buongiorno tutte le mattine. Non mi vergogno di te e so che tu con te stessa non ci vai d'accordo, ma io non temo nulla, non temo la tua famiglia, non temo i tuoi segni addosso, non temo i tuoi pianti, io ti voglio per quella che sei, e no, non mi importa se esci il sabato sera con una maglia con la quale già ti ho vista, perché, per me, vederti quelle due volte a settimana è sempre come vederti per la prima volta, è sempre così dannatamente devastante. Non noto se hai le unghie che si abbinano al pantalone, noto se hai gli occhi gonfi, noto se hai le nocche rosse, noto se hai un sorriso spento, per chi ama veramente, la propria donna è sempre bellissima, ma sa, che non è sempre felice e sta me farti sorridere quando starai giù, sta a me amarti il doppio, così che possa bastare per quando non riuscirai ad amarti tu. Ho davvero così tanto da dirti ma poi non te lo dico mai, preferisco scrivere, perché a te piace leggere e allora leggi questo, leggi quanto sei, leggi quella che sei dentro gli occhi miei e butta quello specchio bugiardo che ti fa piangere spesso perché credimi non c'è specchio più sincero di questi due occhi che ti guardano ogni giorno, come il primo, innamorandosi perdutamente di te.
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Ti auguro un amore imperfetto, ma che ti salvi la vita. Che non siamo sacri, tantomeno immacolati. Siamo fragili, umani, sbagliati, a volte ci facciamo male come stupidi. A volte abbiamo paura, altre il terrore di restare da soli. A volte non sopportiamo che il tempo ci sfugga di mano. Altre ancora ci lasciamo andare a vecchi difetti, a frenesie devastatrici, a deboli ossessioni. Un amore imperfetto e umano che accetti il tuo dolore, la tua parte peggiore, che la riconosca gemella di quella migliore. Un amore a cui puoi dire tutto, senza dovere. Con cui puoi fare tutto, anche senza uscire. Un amore in mezzo alla gente, uno sotto al piumone, uno chiuso in ascensore, uno senza soluzione. Per ogni sbaglio, ogni leggerezza, ogni abbaglio, ogni dipendenza o debolezza mascherata da forza, per ogni volta che ti sei sentito abbandonato alla fermata della vita alla pioggia, partita l’ultima corsa. Per ogni malinconia d’inverno e voglia che torna d’estate, una mezza naturale a metà nel deserto e un abbraccio con le calze bucate. Per ogni lunedì odiando il lavoro, per stupirsi ancora se vedi la neve. Che veda in te il bambino, e non spaventi l’uomo. Perché il mondo fa quel che deve, l’amore per fortuna solo quello che può. Perché ci salveremo insieme, altrimenti non lo so. Un amore che non ti serva a dimostrarti nulla, che ti tenga stretto se tremi ma ti lasci sempre una via d’uscita. Questo ti auguro, a me ha salvato la vita.
Lodo Guenzi
Se non ci vediamo più in giro speriamo che il prossimo tipo capisca chi sei.
Nella pioggia battente camminava questa ragazza senza ombrello, tranquilla, come se niente fosse.
Nella sua testa probabilmente pensava: “tanto ormai”.
Libro: Non odiare me.
Foto mia.
Sono stanca, stanca fisicamente e mentalmente, stanca di tutto e di tutti. Ho così tanta rabbia repressa che vorrei prendere a pugni qualunque cosa, ma non ce la faccio mai perché è più facile così e far sembrare a tutti che vada tutto bene. Vorrei solo andarmene da qui, da tutti, non m'interessa dove, basta che sia il più lontano possibile. Io basta, io non ce la faccio più.
ricordipersinelvuoto (via ricordipersinelvuoto)
E ho perso l'appetito,ho perso la voglia di tutto,ho solo bisogno di dormire.
Alfredo ; Valentina D’Urbano (via mi-hai-cambiata)
Non sto bene. O forse si. Ma non bene bene. Bene da andare avanti. Non bene da essere felice. Ma soprattutto una parte di me non sta per niente bene. Sta a pezzi. Sta crollando. Sta morendo. Ma io non so come salvarla. Io non so più cosa fare.
-dietrounsorrisotuttaunastoria (via dietrounsorrisotuttaunastoria)
Tu, dolce ferita mi tagli il cuore; ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledettissimo male.
Charles Bukowski, A Sud di nessun Nord. (via regalatiame)