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@delfinorosso1964
Noemi Durini è stata assassinata dal "fidanzato", un ragazzo di Castrignano del Capo, nell'amato Salento, nel 2017.
La madre che da allora soffre le pene dell'inferno e non smetterà mai di soffrire, si trova di fronte le parole del troglodita wannacci.
Avrà delle figlie wannacci? Salvini ne ha, la Meloni anche ma temo significhi poco e poi sono ancora piccine.
Cosa penseranno sui femminicidi e sui propri genitori un domani quando saranno cresciute non lo so ma guardando alle donne che si sono messe con salvini, o bossi o wannacci, per tacere della sfilza di mogli, amanti, amiche o figlie di berlusclown, non è il caso di essere ottimisti.
Comunque, se continuiamo soltanto a inasprire le pene per il femminicidio, senza andare alle radici del male, senza educare i giovani maschi e le loro famiglie, non si otterranno dei grandi risultati.
E se continuiamo, se le Donne continuano a eleggere dei bossi, dei salvini, dei berlusclown, delle meloni e dei wannacci, il ritorno al medioevo se non alle caverne è garantito.
Presto, una tessera del partito di Wannacci in omaggio a Cinzia Villani !!!
Peter Freeman
Ucraina e Russia evitano di rendere noti i numeri dei soldati caduti nella guerra cominciata con l’invasione del febbraio 2022. Prendo a riferimento quella data perché da quel momento è stata una guerra dispiegata, con gli eserciti di entrambe le parti, a volte spalleggiati da milizie private come è stato il caso del battaglione Wagner, impegnati in combattimenti sul campo. Le cifre ballano ma tutti gli osservatori concordano che quello russo-ucraino è il conflitto più sanguinoso tra quelli che hanno avuto luogo in Europa dopo la II guerra mondiale: i morti nelle guerre che sconvolsero l’ex Jugoslavia negli anni Novanta non superano le 150 mila vittime.
Le cifre ballano per ragioni comprensibili: i bollettini ufficiali non nominano il luogo dove i loro soldati sono caduti e non sempre è possibile recuperarne i corpi e dare un’identità alle vittime. Sempre per ragioni ampiamente comprensibili, che hanno a che fare con la propaganda, entrambe le parti hanno invece interesse a dare il massimo della pubblicità alle vittime civili. Qualche cifra comunque circola. All’inizio del 2026, dunque quattro anni dopo l’inizio della guerra, il Center for Strategic and International Studies di Washington – un think-tank bi-partisan che si occupa di difesa e relazioni internazionali – stimava a un milione e ottocentomila le vittime militari su entrambi i fronti. Nella cifra sono compresi i soldati morti, quelli feriti e i dispersi. I russi avrebbero sofferto 1,2 milioni di perdite, l’esercito ucraino circa 600 mila.
Il numero è enorme. Eppure al conflitto russo-ucraino, la guerra più sanguinosa sul suolo europeo dal 1945 a oggi, sembriamo essere assuefatti. Il conflitto mediorientale – l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Gaza e poi il Libano – hanno monopolizzato il nostro interesse e spinto in secondo piano quanto è avvenuto e ancora avviene in Ucraina.
Due pesi e due misure che trovano una spiegazione parziale nel martirio dei palestinesi nella Striscia – 70 mila morti soprattutto civili, mentre in Ucraina il grosso delle perdite riguardano le forze armate sul campo. Ma questa è, appunto, una spiegazione parziale. Un ruolo altrettanto rilevante ha giocato la suddivisione di gran parte dell’opinione pubblica in fronti ideologici segnati dal cosiddetto “campismo”. Di qua e di là non si è andati troppo per il sottile. Da una parte si è alimentata una svolta europea , guidata dall’asse Londra-Parigi-Berlino ,verso la spesa militare, una vera corsa al riarmo che non ha precedenti dal secondo dopoguerra, agitando lo spettro di un’invasione russa (versione aggiornata dei cosacchi a San Pietro) e pretendendo di riformulare una “identità europea” su un profilo bellicista. Dall’altra parte si è fatta carne di porco della storia dell’Ucraina senza alcuna seria conoscenza (l’uso pubblico della storia ha qui raggiunto vette di rara cialtroneria), mettendo nel calderone un p’ di tutto: Stepan Bandera, i pogrom antisemiti, persino una propensione culturale del popolo ucraino verso il nazismo. “Gli ucraini sono nazisti”, et voilà: qualcuno si è mai scomodato a fare quattro chiacchiere con qualcuno degli ucraini che vivono e lavorano in Italia, con qualcuna delle tante badanti che si occupano dei nostri anziani? La risposta è: no, non ne vale la pena. Un disastro culturale tutto nostro, “homemade”.
Col campismo non c’è modo di ragionare. E non c’è modo di farlo nemmeno quando si cerca di contestualizzare le radici di quel conflitto, dalla caduta del Muro al crollo dell’Unione Sovietica e agli anni che hanno visto Vladimir Putin prendere possesso del potere in Russia. L’invasione russa del febbraio 2022 ha finto per svolgere un ruolo di cesura che ha cancellato il prima, comprese le mire occidentali ed europee e l’idea che dopo la caduta dell’URSS là all’Est si potesse fare quel che si voleva, che tutto sarebbe diventato un grande mercato a uso di un’economia europea che già mostrava il fiato corto.
Di tutto questo non è stato possibile ragionare. Non vi è stato verso di portare avanti una politica contro la guerra – l’unica scelta possibile se non per salvarci l’anima almeno per sviluppare una critica politica seria -, l’unica opzione disponibile era o di qua o di là, o con Putin o con i “nazisti ucraini”. Mai la sinistra si è trovata così miserabile al cospetto di una tragedia di simile portata.
Intanto segniamoci questo numero: 1 milione ottocentomila tra morti, feriti e dispersi.
Per una volta un calciatore ne dice una giusta
Fantastico, hanno trovato l'accordo per fare un accordo (cit. M. Seminerio), sempre che Netanyahu sia d'accordo e se non fosse d'accordo ha due mesi per fare saltare l'accordo.
L'effetto immediato sui mercati in Asia significa che qualcuno, qualche trAmp in giro per il globo terracqueo, sta ramazzando miliardi alla faccia di chi muore di fame o arranca sul posto di lavoro ogni giorno.
Meloni ininfluente, snobbata dalla 💩arancione e sorpassata a destra dal cadavere di salvini e dall'hitleriano wannacci spara qualche stronzata d'ordinanza.
La realtà invece è nelle ultime due righe, la Russia dell'assassino Putin continua a colpire le città Ucraine in una guerra terrorista che non vuole terminare, per non dover ammettere la sconfitta.
Insomma, una merda totale.
Christian Raimo
Tra le tante cazzate che ha detto Vannacci ieri e l'altroieri, c'è stato l'elogio del lavoro minorile. Non soltanto ha detto che andrebbe abbassata la soglia per la possibilità di lavorare da 16 a 14 anni, ma ha esaltato i bei tempi andati in cui i ragazzi lavoravano a 14 anni.
I bei tempi andati ci sono anche adesso. Conosco un sacco di ragazzi che lavorano a 14 anni, in nero, sfruttati dagli adulti, senza sicurezza. Ne conosco altri nelle stesse condizioni a 16 o 18 anni. Ed è la merda.
Tra le tante finestre di Overton aperte da Vannacci questa per me è la più pericolosa, perché la destra su questo sta spingendo da anni, e la convergenza ideologica tra Valditara che riduce gli anni degli istituti tecnici da 5 a 4 e Vannacci che esalta il lavoro minorile è evidente.
Questa convergenza vuol dire anche un attacco pesantissimo ai diritti sul lavoro tutti, e quindi la distruzione di quei diritti del lavoro per le persone migranti, che è stato il più importante risultato politico serio del sindacalismo, soprattutto quello di base. Senza quelle lotte e senza quei diritti, i ragazzini delle famiglie immigrate povere lavorerebbero tutti, sfruttati come i padri e le madri.
Ma quest'elogio del lavoro minorile ha allignato e alligna anche a sinistra, fu la Buona scuola di Renzi a introdurre l'alternanza scuola-lavoro, e su quella piaga lì ancora oggi a scuola noi dobbiamo respingere gli attacchi al diritto allo studio.
Yazoo - Only You
Human League - Seconds
Depeche Mode - People Are People
Nirvana - Rape Me
Fugazi - Waiting Room