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@delfinorosso1964
Non si capisce se sono tutte e tutti i novax che si buttano nella melma di wannacci o sono tutti i nazisti wannacciani a essere novax.
La signora quattrocchi al momento pare essere del primo tipo e anche una intenditrice di succo genico.
Quando, dopo aver remigrato tutto il remigrabile, ti tocca andare per campi a sostituire le braccia di chi hai cacciato via.
Nella foto: un wannacci qualsiasi, intendendo un italico fascista qualsiasi che gli viene duro sentendo la parola remigrazione.
Natalino Balasso
A Treviso ci sono 6000 appartamenti sfitti.
Alcune famiglie, che una casa ce l’avevano (pensavano di averla) sono state messe sulla strada da un fondo di investimento. L’amminsitrazione comunale, a dimostrazione del fatto che la politica può ben poco nei confronti del capitalismo d’arrembaggio, non ha potuto fare di più che offrire un albergo per una settimana. Attenzione, non stiamo parlando di famiglie in difficoltà economica, non stiamo parlando di gente che aveva occupato una casa, ma di famiglie normali con un normale lavoro in grado di pagare l’affitto della casa in cui vivevano. Semplicemente, questo fondo di investimento ha fiutato un affare più succulento e cioè la vendita di appartamenti vuoti a un prezzo ben superiore a quello d’acquisto, un affarone.
Benvenuti nel capitalismo 4.0, nel quale non puoi più nemmeno riferirti a persone fisiche, ma a fondi sconosciuti di sconosciuti proprietari: tu gli dici: “Che cazzo sta succedendo?!” loro ti rispondono con una pec.
Il fatto che l’amministrazione affermi che si tratti “di una questione tra privati“ abdicando così al proprio ruolo pubblico, come se la vita sociale delle persone fosse solo una questione tra privati, testimonia la resa politica di fronte a un sistema socio-economico che ha come unica regola i schei.
Ma non dobbiamo pensare che siano gli algoritmi, che siano i fondi anonimi a giocare con la vita delle persone; no, dietro questi algoritmi, dietro queste scatole di società, ci sono persone, persone in carne e ossa, che profittano dell’impunità garantita loro dal muro di anonimato tirato su dai schei, per superare qualsiasi regola, qualsiasi patto di convivenza sociale.
Fin quando i diritti basilari come la casa, la salute, l’educazione, saranno considerati elementi del dare e avere dello stupido gioco capitalistico, tutti saranno in pericolo, non solo i poveri, non solo gli emarginati già sufficientemente sbeffeggiati dal nostro sistema sociale. I centri storici delle nostre città si sono già trasformati in parchi giochi per turisti; l’adorazione dei schei, le nuove divinità pagane del culto del mercato, sta trasformando il popolo in una massa di questuanti, che dopo aver pagato fior di tasse a un sistema politico che serve solo a mantenere se stesso, si vede abbandonata e costretta a considerare i propri diritti fondamentali come privilegi a cui non tutti hanno accesso.
Emiliano Carli
Alan Paul Panassiti
Quando vi dicevo che il figlio del doc si sarebbe candidato con Futuro Nazionale nessuno ci credeva
Sta per accadere
La vodka scende sempre dalla stessa fonte.
E fa anche outing "Sto con il generale".
Manca solo il wedding planner
Vannacci e Stramezzijr ❤️
Per anni ci hanno raccontato che non esistono reti, famiglie politiche, ambienti culturali che si parlano tra loro.
Poi scopri che il figlio del medico diventato idolo di una certa galassia anti-establishment dichiara pubblicamente il proprio sostegno a Vannacci.
E tutto ovviamente è made in Russia.
Una operazione di marketing perfetta.
E all'improvviso tutti cascano dal pero.
Nessuno sostiene che ci sia una regia occulta. Non serve.
Si vede benissimo.
La prima volta mentre il padre era "moribondo" annegato in un mare di bamba e vodka sul letto di casa sua e poi in un ospedale a riprendersi da un coma etilico (ma lui stava "morendo", e padre e figlio erano guerrieri di luce), l'effimero ed ineffabile figlio di madre russa era a un convegno di Vannacci, guarda caso.
Molto lontano da Milano, dove c'erano quatro creduloni scatarrati che si erano messi a pregare cotanto padre.
Era un perfetto momento per introdurre il figlio nel mondo del disagio.
La regia era eccellente, solo che non aveva fatto i conti con la dabbenaggine del padre che, in preda a una reminiscenza alcolica, aveva filmato il proprio foglio di dimissioni dove si vedeva benissimo che aveva fatto un festino a casa sua a base di farina bianca e bevanda russa.
Bisognava dunque avere pazienza.
Esistono mondi che finiscono naturalmente per gravitare attorno agli stessi riferimenti: sovranismo, anti-élite, culto dell'uomo forte, nostalgia identitaria e diffidenza verso qualunque forma di mediazione democratica.
Non è una sorpresa.
È la naturale evoluzione di un ecosistema che da anni produce gli stessi eroi, gli stessi nemici e perfino gli stessi slogan.
Cambiano i cognomi.
La filiera resta la stessa.
Anche la famiglia e la discendenza è diretta. O etero diretta!
La vodka, in effetti, continua a scendere dalla stessa fonte.