Ci sono molte cose che avrei voluto fare con te, ora che non ci sei devo solo disabituarmi. Disabituarmi, suona strano in un mondo fatto di abitudini e routine. Devo disabituarmi. Disabituarmi al tuo profumo che sento in ogni angolo del mondo, al tuo modo di parlare, di sorridere, di baciare e di amarmi, sempre tu, col tuo incredibile e goffo modo.
Disabituarmi, ancora e ancora. Disabituarmi. Non so più come si galleggia da quando non sei più con me. Come si fa? Disabituarmi. Sento la tua voce riecheggiare nelle mie orecchie. Disabituarmi. Niente più buongiorno, niente buffi nomignoli. Niente. Disabituarmi.
Sono spaccata, come un vetro, frantumata, non mi vedo più, in questo specchio rotto che è la mia anima dove avevo iniziato a guardarmi grazie a te adesso vedo la nebbia, un’immagine distorta che non sono più io. Come si galleggia?
Disabituarmi.
Disabituarmi a te. Alla tua musica. Alla tua voce. Non ti ho mai sentito cantare. Come si fa? Come si galleggia?
Che succede? Che hai qua? Lo stesso che hai tu dicevi.
Abbiamo ballato per strada come pazzi, buttati in mare senza vedere il fondo, senza vederci l’un l’altro - ci siamo mai visti?
Disabituarmi. Giorno dopo giorno, disabituarmi. Ma i giorni passano. L’abitudine di te no. Ma no. Non era abitudine. Per questo non passa. L’amore passa? L’amore dura?
Disabituarmi. Lo specchio della tua camera aveva iniziato ad apprezzarmi. Forse sono io che sono cambiata con te. Non è lo specchio. Sono io. Forse sei tu, perché nello specchio indirettamente c’eri anche tu. Devo guardarmi dentro. Disabituarmi. Disabituarmi, ancora. Come si rimane a galla? Dicevo che era questione di respiro. Allora forse non so più respirare.
Che poi alla fine, forse, mi sono disabituata. Non ho dimenticato niente, nemmeno un tratto di te. Però, forse, e lo spero con tutto il cuore, mi sono disabituata.
Ho voglia di tuffarmi in mare. Provare a me stessa che anche senza di te non cambiano le leggi della fisica. Galleggio ancora. Forse meglio. Forse nuoto più lontano.
A te faceva paura. Non volevi allontanarti dalla costa.
“Mi prende l’ansia”
Ti spostavi solo con me, quasi 30 cm più bassa di te, e ti lasciavi andare sorretto dall’acqua e un po’ anche da me. Ti ho sorretto, in acqua e nella vita.
“Non mi lasciare che affondo”
“Respira che rimaniamo a galla tutti e due”
Forse ti ho sorretto troppo. Adesso posso nuotare a largo.
Mi manchi comunque però, si può dire questo?




















