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@demonshavesoul
#sea #gif #maredinverno
non c'è due senza te
La mia nuova gif preferita.
☾breathe me☾
quanto amo questo post
Lo rebbloggerei all’infinito
Lo rebloggo ogni volte che lo vedo.
È..stupendo
Non so quante volte l’ho rebloggato.
Oddio che bellezza
Oddio è bellissimo
dio, da quanto non lo vedevo
mi mancava rebloggarla aw
L’ho rebloggato almeno cinquanta volte
mi mancava aw.
#postit #amore #vita #muri #wall
Sono il bullo della 5 D,quel ragazzo di cui tutti hanno paura,quel ragazzo che nessuno vorrebbe avere contro ma ecco,nessuno mi conosce. Oh,no,nessuno mi conosce. Odio la mia classe,la mia vita,è tutta così grigia ma c’è solo una cosa che può migliorarmi la giornata,il suo sorriso. Sono sempre stato quello che con le ragazze ci giocavo solo,che ho sempre creduto che l’amore fosse solo un illusione dei sognatori.. finchè non lo sono diventato anche io. Nella mia classe,fra tutte quelle pettegole,c’è una ragazza diversa dalle altre,una ragazza che mi fa star bene. Mi sono innamorato di lei,quando per fare il ‘coraggioso della situazione’ mi sedetti accanto poiché nessuno voleva avere a che fare con la malattia che aveva quella ragazza. Mi sedetti e ricevetti come risposta ‘Puoi andare via per favore?’ mentre pensavo ‘mmm Che caratterino!’. Mi sono sempre piaciute le sfide infatti restai seduto,non dissi nulla,restai. ‘Oi,Biondo,sei sordo?’ io la guardai e le dissi ‘Voglio starci’ ‘Perché? Potrei farti del male’ ‘ Sta tranquilla,non è mica colpa tua.’ E mentre mi alzavo per prendere il cellulare nello zaino li sussurrai con aria arrogante ‘Oh,sorridi,sei più bella’. Non avevo mentito,credetemi, avevo detto a tutti che l’avevo fatto perché sono il più coraggioso della classe, ma non era la verità. L’avevo notata da un po, quella ragazzina che aveva la voce chiusa in se,che arrossiva ogni tanto,che aveva sempre le maniche lunghe e che sorrideva poco o quasi per niente..da quando aveva saputo della sua malattia. Sapete cosa,l’avevo sempre vista come ragazza felice, e vederla così..ora fa male. Quando li dissi che era bella quando sorrideva,era diventata rossa,e le sorrisi per farle capire che non mentivo. Connie,così si chiama,ha i capelli vaporosi di un biondo luminoso.. gli occhi verdi ma di profilo sono giallini..ciglia lunghe e delicate.. le guanciotte rosee e quando è in imbarazzo diventano di un rosso tenue. ha qualche lentiggine su quel viso di porcellana e labbra perfette,carnose e delicate. Potrei descriverla per ore e non stancarmi,leggo di nascosto,ascolto musica priva di parole,e spesso resto solo. Tutti sanno che sono il ragazzo che fuma,che passa ora in mezzo alla strada,un pedofilo e un grezzo. Nessuno sa che mantengo le sigarette al ragazzo che abita affianco casa mia,nessuno sa che leggere è la mia unica fuga,nessuno sa che la musica senza parole che ascolto è perché di parole ne sento e ne dico troppe. Non sono un pedofilo,ogni giorno inseguo un ragazzino perché una mattina l’ho visto piangere mentre diceva alla sua migliore amica che dei ragazzi lo picchiavano perché è grasso…io sono lì a controllare,non posso permettere la violenza tra ragazzini di 11 anni,non posso.. Allora decisi di inseguirlo e se succedeva qualcosa ero pronto a far finire la rissa e difendere quel bambino indifeso. Perché devono mettere etichette alle persone? Non capisco,che bisogno c’è di dare del gay,del grasso,dell’anoressico,del secchione ? Le persone non devono essere riconosciute per etichette,ma per il sorriso,per i modi di fare,per il modo di ridere..per il modo di pensare. Sono troppo diverso,troppo,dagli altri..ecco perché non dico a nessuno chi sono realmente. La paura di non essere accettato da quella ragazza è immensa,al solo pensiero di un suo sorriso negato a me..mi fa percorrere brividi lungo la mia fredda schiena. Perché quella ragazza mi incuriosisce? Perché ogni volta che mi sorride sento qualcosa nello stomaco? Non accetto,sono troppo orgoglioso. Non mi vanto,ci sono tante ragazze che mi vengono dietro ma nessuna mi fa sorridere quanto lei. Decido così di lottare per lei,mentre leggevo un libro durante la lezione di tecnologia ‘Se lotti,avrai’ su questa frase restai un paio di minuti,il tempo giusto per capire se ne vale la pena o meno. Lei all’uscita della scuola restava da sola su quella panchina in attesa dell’autobus,e prima che tutti sapevano di quella odiosa malattia stavano con lei,lei era piena di amici..ora non più. Iniziai a sedermi con lei su quella panchina,giorno dopo giorno,e restavamo in silenzio. Continuai finchè un giorno mi chiese ‘Perché sei qui?’ ‘Perché aspetto’ ‘Ah..anche io’ ‘Si,aspettiamo insieme’ dissi io avvicinandomi a lei ,si girò e mi sorrise,io sorrisi e le iniziai a parlare della caduta del professore di educazione fisica lei scoppiò a ridere e io iniziai a vivere. Continuai a fare lo scemo,finchè lei si sentisse bene o almeno per un po’ di tempo. Arrivò l’autobus e lei mi sorrise dicendomi ‘A domani allora’ io le feci l’occhiolino e cenno con la mano. Ah come ero felice,quanto amo la sua risata. Sembravo un bambino con il gelato al parco giochi. A domani è la promessa più bella che due persone possono darsi,perché è come dire ‘ci dobbiamo vedere domani!’. Il problema era proprio questo,eravamo persone giuste al momento giusto ma non l’avevamo capito.Perchè il destino non vuole unire le persone che insieme starebbero bene?Perchè ostacola? Mille erano le mie domande e poi capii che se un sogno non ha ostacoli,non è il sogno giusto. Lei era il mio sogno,lei era la ragazza per cui vivevo.Continuai a renderla felice su quella panchina dopo ore e ore di scuola. Inziò anche lei a parlarmi,mi raccontò un po’ di lei,ero il suo migliore amico,l’unico che era pronto a volerle bene. ‘Perché sei sempre sola ora?’ le chiesi una volta, ‘Nessuno mi ha mai voluto bene’ mi sono avvicinato e le ho preso le mani ‘Quel nessuno sono io’ mi guardò negli occhi,un mare di farfalle padroneggiavano la mia pancia; i suoi occhi nei miei,la luce dei suoi occhi,la vita che avevano i miei.. poi lei si allontanò guardando a terra ‘Di cosa hai paura?’ le chiesi spontaneamente tentando di capire perché si allontanò,’Non sei tu il problema,sono io,scusami,scusami solo che nessuno mi ha mai voluto bene e quindi credimi dimentica tutto… ciao’ e se ne andò. Ero lì tra me e me,’Ora ci sono io,Non dimentico.’ Si voltò l’ultima volta per vedere se era vero..in quel momento il mondo attorno a noi si fermò; lei con i suoi capelli al vento,gli occhi pieni di lacrime e le dita che fuori uscivano dalle lunghe maniche;mi guardò,la guardai. Era finita,non avevo lottato abbastanza,mi chiusi in camera,musica ad alto volume,occhi rossi e delusi. ‘Cos’ho sbagliato?’ ‘Perché si è comportata così’ queste erano le domande che non mi riuscivano a far dormire. Nuovo giorno,è venerdì,passo a prendere Lucas,do il pacco delle sigarette e mi siedo sul muretto della scuola con il mio capello,capelli in alto e una collana a catena bellissima. Passano delle ragazze,ci salutano ‘Oh è bona quella’ mi sento dire da Lucas ‘Si,ma non fa per me’ ‘Che cosa ti sta succedendo fratello?’ ‘ Sempre lo stesso sono,ho detto solo che non fa per me’ ‘Vabbù ma t’è successo qualcosa ‘ annuì e continuai a sorridere mentre salutavo gli altri del gruppo. Avevo le farfalle nello stomaco,mi giro e la vedo,mi vede..in un attimo incrociamo gli occhi, e non so perché li abbassò e andò avanti entrando in classe. Dopo venti minuti entrai anche io in classe,mi sedetti. ‘Crossimfre mi dica l’argomento a suo piacere’ ‘Non saprei professore,decida lei’ bene,ero stato interrogato,momento inadeguato..’poiché è un tipo di strada,cosa ne pensa dell’amore?’ ‘Passatempo’ mentre dicevo quello,il mio cuore si ristringeva,lei mi guardava con aria incuriosita,io ero lì a mentire ‘Come immaginavo,ora si sieda e impari ad amare’. In quel preciso istante avrei voluto urlare a quel professore che l’amore lo conoscevo meglio di lui,e che per amore sarei andato persino in Svizzera,persino in Germania,per amore avrei girato il mondo o sarei rimasto chiuso in casa per anni. Feci lo scemo in classe,usai il cellulare in stando un po su Tumblr mentre tutti pensavano che messaggiavo. Suonò la campana. ‘Sei un bugiardo’ mi arrivò sto messaggio ‘Chi sei?’ risposi,’La ragazza che usi’ ‘Francesca,Simona,Luisa,Paola,Cecilia,Karen,Andrea?’ dissi in modo ironico ‘Stupido,hai dimenticato Connie ‘ ‘Tanto sicura che ti ho usato o che ti odio?’ ‘Credo di si..’ ‘Come mai bugiardo?’ ‘So che hai mentito’ ‘Vieni qui,alla solita fermata’ ‘Sto arrivando’. Mi si avvicina,non mi saluta e si siede..restiamo in silenzio un paio di minuti,poi mi dice ‘Perché hai mentito in classe?’ ‘Non ho mentito’ ‘Hai l’aria innamorata e lo sai bene’ ‘No..’ ‘Si.’ Mi guarda con aria fredda ‘Cos’è l’amore?’ le chiesi con aria irritata,iniziò a sorridere e restò zitta, ‘Vedi ? non lo sai’ mentre dicevo questo,si avvicinò e mi abbracciò poi di scatto si allontanò ‘Scusa,scusa,non dovevo’ ‘ Continua a farlo’ ‘Potrei infettarti’ ‘Non me ne frega nulla,continua’. Quando posò il suo petto sulla mia pancia,quando con le braccia la racchiusi a me..in quel momento i nostri due cuori battevano insieme,eravamo una persona sola.Passarono due mesi,e uscivamo insieme,andavamo a scuola insieme,scherzavamo insieme,eravamo seduti di banco insieme. Eravamo felici. Il suo colore preferito è il blu,ama la mia maglia rossa, odia le bugie,abbiamo lo stesso amore per lo stesso scrittore, la sua cantante preferita è Taylor Swift,è andata a letto con un ragazzo solo perché questo l’aveva costretta e non si è mai drogata. Si fidava di me,io l’amavo,lei mi voleva solo bene,credo. Come puoi dimenticarla? Come puoi allontanarti dalla ragione del tuo sorriso? Perché non capisce che l’amo e che ogni volta che lei soffre,io soffro? Stavamo bene insieme,e tutti lo sapevano. Iniziavano a rispettarla,era l’amica di Francesco della 5 D. Il gruppo con cui stava prima tentò a riaverla in gruppo ma appena mi raccontò l’accaduto andai da loro e li dissi ‘Lasciatela in pace,finisce male’ e da allora non la infastidivano più, a renderla felice c’ero io,gli altri andassero a quel paese,lei è mia. Un giorno mi trovai sotto al banco un foglio ‘Ti amo’ mi girai pensando a chi potesse essere,si avvicinò Karen ridendo chiedendomi con una scusa ‘Francy,mi presti una sigaretta?’ ‘Vattene’ ‘Ti prego’ mentre mi accarezzava i muscoli del braccio destro ‘Vattene,non vedi che ho da fare?’;Entra Connie in classe e ci vede insieme,mi guarda male,occhi rossi,sposto Karen e vado da Connie ‘Che t’è successo? Oh parla,finisce male a chi ti ha trattato male’ ‘Ma smettila,sto bene’ Mentre diceva quel sto bene ..tremava ed io non credevo. Ah l’AIDS,odiosa malattia. Perché alla ragazza che amo? Perché a lei?. La prendo per i fianchi ‘Non stai bene,lo so’ ‘Vai da Karen’ ‘Posso spiegare..’ ‘Non devi..infondo siamo solo amici’. ‘Infondo siamo solo amici’ fu la frase che mi frantumò il cuore a pezzi,la frase che mi fece più male eppure aveva ragione,io e lei non eravamo nulla tranne che amici. Lasciai correre,giorno dopo giorno,mi alzavo sempre con meno voglia di vivere,era uno schifo la mia vita. Che razza di adolescente sono?In soli pochi anni di vita ho così poca voglia di continuare a vivere? Che cosa strana l’adolescenza,Che periodo strano,tutta la nostra felicità dipende da qualcuno,da un gesto,da un volto. E’ tutto strano,ma va bene.Stessa vita vuota,stessa vita inutile,eppure so qual è lo scopo della mia vita. L’ho sempre saputo ma a ricordarmelo fu la signora Robinson,una signora che andavo a trovare tutti i giorni in ospedale.Un giorno mi vide sorridere mentre guardavo fuori ‘Aaah come sei innamorato,bimbo’ ‘Io? Nah,signora Elisa,non è vero,non credo all’amore,non più’ ‘Francesco,credimi,l’amore salva tutti,lo sai.’ ‘Eeeh’ feci un sospiro..’Come si chiama lei?’ ‘Connie’dissi guardandola negli occhi ‘Guardami,lotta,lotta,puoi avere. Come hai salvato ma dalla solitudine,salverai molte persone,hai un cuore enorme,non sei come gli altri,lo so’ mentre diceva quelle parole mi stringeva le mani,lei era lì su quel letto,distesa,mentre tentava di farmi capire qualcosa..quel qualcosa che già sapevo,quel qualcosa che avevo paura di dire,forse per il fatto che non vorrei prendermi tutta la responsabilità. Io vivo per salvare . E a salvare me è una persona che devo salvare. Io e lei potevamo salvarci,dovevamo salvarci da questo mondo..da questo ciclo in cui il destino decide per noi,dovevamo salvarci da questo posto che chiamano mondo ma non è altro che una prigione. Dovevamo crearci un nostro mondo,dove tutto sarebbe stato perfetto. Passarono settimane,un giorno mentre entrai in classe e la vidi piangere,era sola,con i suoi tagli , sul viso lacrime di delusione dalla vita le rigavano le guancie e una lettera in mano.Tutti se ne fregavano,tentai anche io i primi dieci minuti poi corsi da lei. Le afferrai il braccio,l’alzai e le dissi ‘Smettila cavolo,smettila’ mi abbracciò forte,le sue lacrime mi creavano tagli sul cuore,mi strinse così forte che il suo profumo rimase impregnato alla mia maglia per ore e ore ‘Che ti è successo?’ ‘Nulla’ e di colpo le strappai dalle mani quella lettera e di colpo mi sedetti. Era la lettera che le diceva quanto avrebbe sopravvissuto se non avrebbe pagato un tot di soldi per fare i vaccini. In quel momento l’abbracciai forte,ora più che mai aveva bisogno di me.’Hey,fammi un sorriso’ ‘Grazie..che ci sei..non so cosa ti spinge ad essermi amica..ma grazie’ ‘Te lo meriti’ e mi sorrise con gli occhi pieni di sangue. Iniziai a lavorare di nascosto come in un cameriere di un bar, non guadagnavo molto,ma il giusto per farle ogni mese delle sorprese,poiché i genitori pensavano a pagare i vaccini. Ogni giorno la andavo a prendere sotto casa,le facevo fare di tutto e di più:un giorno cinema,un altro in biblioteca,andavamo in gelateria,a comprare vestiti. Facevo di tutto per farla divertire.Era il momento,dovevo dirle che l’amavo. L’andai a prendere sotto casa sua,era una giornata di Aprile durante le feste di Pasqua, l’andai a prendere e la pregai di mettersi i pantaloncini,costume,top e di portarsi un vestito e dei tacchi dicendole che andavamo a casa di mia nonna al mare..invece non era così. Avevo prenotato due stanze in uno fra i più costosi alberghi di Vieste per farla star bene. I genitori la lasciarono venire dopo tanti giri di parole e di bugie, anche i miei mi lasciarono andare. Ero sotto casa sua,dovevamo andare con il treno,pagavo tutto io. Scende,lunga treccia,mascara,labbra stupende e un fisico bellissimo da lei odiato ‘Sei uno schianto ‘Smettila bugiardo’ ‘Me,muoviamoci che per le 11 dobbiamo stare lì’,durante il viaggio eravamo uniti,abbracciati,scherzavamo,mangiammo un gelato e ci facemmo foto. ‘Chi ti piace?’ mi domandò ‘Che ti salta in mente?’ ‘Siamo amici da tanto e non mi hai mai detto chi ti piace’ ‘Eh,e sarà così ancora per molto’ ‘Scemo,fidati’ ‘Mi fido ma non si può dire,a te piuttosto? Innamorata?’ ‘Da sempre di un ragazzo magnifico,lui non lo ha mai capito,quanto lo odiavo,era il solito montato,ma ora ah quanto lo amo’ mentre mi raccontava di quanto amava questo ragazzo dal nome sconosciuto pensai si riferisse a Lucas e per qualche ora il mio sorriso scomparve ..finchè poi ripensai al vero motivo per cui ero su quel treno,io ero lì per il suo sorriso. Arrivammo e la portai in albergo,nella stanza più bella che c’era, lasciammo i piccoli bagagli e mentre girovagammo per tutto l’albergo lei mi teneva la mano stretta, io l’amavo,già m’immaginavo,io e lei a scoprire il mondo,io e lei a far invidia al mondo.Io che torno a casa da lavoro e lei sul divano con i piccoli mentre vedono i cartoni. Io e lei al nostro matrimonio. Io e lei a litigare per le tasse. Ah,devo smetterla di farmi i film mentali. ‘Vieni,ti faccio vedere il mare’ andammo sulla spiaggia,mentre parlavamo li sciolsi i capelli che il vento muoveva delicatamente,camminavamo mano nella mano lungo la riva e tutti pensavano che stavamo insieme,ci comportavamo come tali ma non lo eravamo. Iniziò a schizzarmi,iniziammo a schizzarci,risate,ricorse,stupidaggini poi la presi e scivolammo per terra. Io e lei,come la sabbia e il cielo,straiati sulla sabbia a vedere le nuvole,iniziò a ridere mi girai ed eravamo faccia e faccia. Aah le farfalle,ah il cuore,finchè non mi piombai sulle sue labbra. Ah che emozione,indescrivibile,una cosa immensa.. solo che l’incantesimo svanì,di colpo si alzò e scappò via,andò su uno scoglio. La lasciai sola per un po,mentre io mi lasciavo assalire da ogni tipo di dubbio. ‘Ho sbagliato,è solo colpa mia,ama Lucas’.Ci vuole coraggio ad amare chi ama un altro. Era ora di pranzo,si avvicinò e mi disse ‘Perché lo hai fatto?’ ‘Ti amo’ ‘Ti amo come hai amato Simona?’ ‘Non ho amato Simona’ ‘Come Karen?’ ‘Non ho amato Karen’ ‘Perché lo hai fatto?’ ‘Perché ti sposerò’ ‘Sai quel che dici?’ ‘Fin troppo’ ‘Perché mi hai portata qui?’ ‘Perché devi star bene’ ‘Io sto bene’ rimasi in silenzio,non sapevo che dire.. ‘Mi fai stare bene’ aggiunse. La ribaciai,’Smettila’ ‘No no,continuerò a farlo sempre’ ‘Perché?’ ‘Ti amo,l’ho già detto’ ‘Ma ora c’è rischio che morirai della mia malattia’ ‘Morirò felice’ ‘Ti amo’. Sembrava di essere in un film,sembrava di essere in una telenovela,in uno di quei libri strappa lacrime. Andammo a mangiare al ristorante,tra baci,abbracci,carezze,risate. Dovevate vedere il suo sorriso,non smetterò mai di dirlo,ma era così bello,così spontaneo,non la vedevo così felice da tanto tempo,così felice da star maledettamente bene. Era la mia principessa,lo è ancora,lei è la mia principessa.Io sono il suo principe,la persona che la stava salvando. Nel pomeriggio andammo in piscina,ci facemmo riconoscere anche lì,tra tuffi,gavettoni,schizzi e cretinate così. Mi ripeteva ogni tanto ‘Ti amo sai?’ e io la baciavo. Non c’era nulla di più bella di quella giornata. La chiamò il padre per sapere come stava ‘Come stai amore di papà ? Bella la gita?’ ‘Papà non mi sono sentita mai così viva’ ‘Bene,sono fiera di te,sii felice,tornate a casa per le 12,mi raccomando’ ‘Si papi’ ‘Ciao’ ‘Ciao’. Tornammo in camera,e le dissi ‘Connie,fatti bella,per le 8 ti vengo a prendere,truccati,tacchi,sistemati . A dopo’ ‘Ti amo,a dopo’ . mentre chiusi quella porta,andai a comprarle una collana con la scritta ‘Ti amo’ era tutta argento,con due strass sulla O,era luminosa e sulla mia amata sarebbe stata ancora più bella,lo so. Il tempo non voleva passare,era tutto pronto,palloncini,sala,collana,lei? L’andai a prendere,erano le 8,suonai e non apriva. Mi spaventai,cosa era successo? Tentai di suonare di nuovo,non rispondeva. Stavo per spaccare tutto finchè non disse ‘Un attimoooooooo’ con la sua voce da scema. In quel momento mi immaginai di averla a casa e io bussavo la porta del bagno perché dovevo andare a lavoro,sarebbe stato bellissimo.Gesti di vita quotidiana insieme alla persona che si ama è qualcosa di immenso. Aprì,non era più una ragazza timida chiusa in se,non era più la mia bambina,ma mi aprì la mia donna,la mia futura moglie,la futura mamma dei miei figli. Era in un lungo abito scollato nero,zeppe,truccata ma non troppo e lunghi capelli vaporosi.’Principe dove mi porta’ ‘A lavorare’ le dissi ironicamente,scoppiò a ridere dicendo ‘Una donna della mia classe non lavora con uno sporco maschiaccio come voi’ ‘Ma sono il vostro principe’ parlavamo mentre camminavamo a bordo piscina,’ Lo sarete sempre’ ‘ora le prego di togliersi le scarpe,siete troppo alta’ ‘alta per?’ ‘avere la fortuna di baciare un fotomodello bello quanto me ‘ dissi vantandomi ‘Ah bhe scusate,ora me le tolgo’ scoppiando a ridere ‘Ora però bando al voi,oramai siamo un noi’ mi disse,’Amore..vedi voglio ..em..dirti una cosa’ all’improvviso si allontanò da me,era diventata fredda d’un tratto ‘lo immaginavo,tutte le cose belle finiscono’ mi rispose rimettendosi le scarpe per andare via, di corsa le presi il braccio e la baciai ‘noi no,la nostra è una cosa bella che non finirà mai,gli amori vanno via,ma il nostro,il nostro no.’ Lei mi sorrise e mi disse ‘Perché amo un ragazzo così stupido come te?’ ‘perché amo una ragazza così acida come te?’. Quella ragazza acida che amavo,lei soffriva per la malattia che a sua insaputa stava migliorando,lei scriveva un diario segreto pieno di frasi dedicate a me,aah quanto la amo. La portai a sedere a tavola,mentre camerieri portavano cibi che amava. ‘Sei così dolce,non credo di essere giusta per te,non merito tutto questo’ ‘hai ragione,non meriti SOLO questo,avrai molto di più’ ‘ma cosa volevi dirmi?’ ‘volevo dirti che sei la ragione del mio sorriso’ mentre le spostavo i capelli mettendole la collana ‘Ti amo pazzo’ mi disse,ci baciammo.Dopo di che ci sdraiammo sulle sdraio coperte da coperte che ci riscaldavano a guardare le stelle.’Sai,ti ho sempre amato ma non potevo dirtelo,soffro di questa malattia da poco..e peggiorava,poi sei arrivato e hai stravolto la mia vita. Non so,ma quando mi sorridi mi sento così bene,mi sento così viva. Sono quella ragazza che si odia,che non ha le idee chiare,ma una cosa si. Voglio sposarti,appena torno a casa parlo di te ai miei.. e se tu vuoi’ ‘dobbiamo sposarci.’ Ci baciammo,vivemmo ogni attimo di quella sera finchè poi non tornammo in stanza,ci vestimmo e salimmo sul treno. Si addormentò tra le mie braccia e io con le mani le sfioravo il suo viso di porcellana. Passarono anni,lei mi presentò ai suoi genitori ed io la presentai ai miei. Ora,il 24 Febbraio ci sposiamo. Ah dimentico di dirvi che abbiamo avuto un bimbo,Mattia,dagli occhi verdi e i capelli di un castano scuro. Forte e bello come il papà,determinato e dal sorriso stupendo come la mamma. Ha un anno e 4 giorni.Connie? E’ ancora più bella con il pancione,e la sua malattia sta migliorando, è quasi sparita. Ho salvato l’amore della mia vita,ora la mia vita è la cosa più bella che ho. Lottate,lottate se amate,vi parla uno che dell’amore se ne fregava,come diceva quella signora,l’amore salva tutti,e questo mondo ha bisogno di salvarsi. Lottate,è l’unico modo di rimanere in vita. Il vostro Francesco.
(via innamoratapercaso)
Oh :’)
Le lacrime..
(via biancacomeillatteneracomelamorte)
Ommiodio.
(via nessunosiaccorgedelmiodolore)
Madonna mia!
(via brividisullaschiena)
Oddio piango.Ma dove lo trovi un ragazzo così ?dove ?.Madonna le lacrime .
(via ipezzidime)
sono una fontana.
(via quipervedertisorridere)
Fermate le mie di lacrime.
(via coralloblu)
stupendo
(via weare-blackandwhite)
MA AW
(via homessoilcuorenelcongelatore)
Oddio, brividi
(via nonsentitaabbastanza)
cristo..
(via wedestroythepeople)
Dio santissimo…
(via thewinterfreezeryourmemories)
"Vi parla uno che dell’amore se ne fregava" Cerco il ragazzo che mi faccia credere nell’amore, nell’amore come questo…
(via angelodagliocchiscuri)
lo rebbloggo ogni volta che mi compare nella dash
(via martjnablogger)
santo dio.
Non ci sono parole
Dopo la morte, si crede che ognuno di noi abbia 7 minuti di attività cerebrale, e in questi 7 minuti si rivive tutta la vita intera, come una specie di sogno… perchè nei sogni il tempo è rallentato. Quindi se è davvero così, chi ti dice che non sei nei tuoi 7 minuti? Come fai a sapere se sei vivo o stai rivivendo i tuoi ricordi?
Cit. (via nonientepoitispiego)
vintage blog
Un giorno, ero sull’autobus, avevo appena salutato i miei amici per tornarmene a casa. Feci le mie cinque fermate, scesi e cominciai a camminare. Lì vicino c’era un parco, decisi di andare al bar per comprarmi delle sigarette perché ero a secco. Da lontano, vidi una ragazza seduta su una panchina. Notai che teneva il cellulare in mano. Non faceva niente, continuava a fissare lo schermo. Sembrava che stesse aspettando una chiamata, un messaggio… Una persona. Sembrava nervosa, ed era tutta rossa. Camminai più lentamente perché volevo continuare ad osservarla ancora per un po’. Intanto, alla fine del parco, dall’altra parte, vidi un ragazzo che camminava velocemente con le mani in tasca. Era un bel ragazzo, uno di quei tipi che se li vedi per strada ti giri a guardarlo. Nel mentre, non mi accorsi che pure la ragazza lo guardava. Pensavo a quanto avrei voluto guardarla negli occhi, non so neanche perché. Restai sorpresa quando il ragazzo si fermò davanti alla ragazza. Avrei voluto sedermi sulla panchina di fronte a loro, ma ero da sola, e non avrei voluto fare la figura dell’idiota. Guardai le labbra del ragazzo, le disse “Ciao” e lei salutò con un sorriso. Un sorriso finto, tipo quelli quando qualcuno ti chiede come stai e tu rispondi “Bene” anche se dentro stai morendo. Ecco, quei sorrisi carichi di tristezza. Venne da sorridere pure a me. Per qualche secondo nessuno disse nulla. L’aria era tesa. La ragazza non lo guardava neanche, fissava l’altalena che si muoveva per il vento. Il ragazzo, invece, si sedette vicino a lei. Sorrise. Vidi che la ragazza fece un respiro profondo, si girò di scatto e gli disse: - E quindi? - E quindi cosa?, le rispose continuando a sorridere. - Cos’è successo? Io, intanto, continuai ad avvicinarmi facendo finta di chiamare qualcuno. Non so perché ma mi interessava la scena. Il ragazzo guardò il cielo, poi rivolse lo sguardo verso di lei e le disse: “Ma ti vuoi calmare un po’? Dio, sei tutta rossa. Hai freddo?” La ragazza si coprì le mani con le maniche della felpa, e rispose “No, sto bene così. Però, rispondi ora. Cos’è successo con quella?” e notai che ogni volta che gli chiedeva cosa fosse successo sembrava che stesse per piangere da un momento all’altro, ma si tratteneva. Io mi sentivo stupida perché ascoltavo conversazioni in cui non c’entravo niente, ma restavo lo stesso. Pensavo “Cosa sarà mai successo. Perché non le risponde. Cosa nasconde”. Il ragazzo si voltò per guardarla in faccia, e lei era tutta nervosa. Le disse qualcosa che non capii, e m’incazzai. Feci per andarmene, però vidi la ragazza alzarsi. Aveva le mani chiuse, come per trattenersi. Continuò a guardare il ragazzo, si voltò e cominciò a camminare velocemente. Il ragazzo fece lo stesso, la prese per il braccio e la girò. Le disse “Oh, dai, mi dispiace ok? Davvero, mi dispiace!” La ragazza lo spinse via e cominciò a correre. Lui continuò a stare lì, senza fare niente. Pensai “Dai, coglione, raggiungila! Che cazzo fai lì come un idiota? Va da lei!” E invece niente, stava fermo. Alla fine venne verso di me, mi guardò e continuò a camminare. Rimasi lì da sola ancora per un po’ cercando di intuire cosa fosse successo tra di loro, l’unica cosa che mi venne in mente era “tradimento”. Che stronzo, pensai. Mi diressi verso il bar a prendere le mie sigarette che m’aspettavano da dieci minuti. Quella sera continuai a pensare a quei due. Il giorno dopo era sabato, verso le nove di mattina sentii mia madre di sotto a preparare la colazione, appena entrai mi chiese: “Conosci una certa Valeria che abita qui in zona?”, le risposi che conosco un po’ di ragazze che si chiamano Valeria, ma non erano di qui. Poi le chiesi il perché. Mi rispose: “Stamattina mi sono svegliata presto e ho sentito un ambulanza passare sotto casa. Ho cominciato a fare le faccende. E’ venuta nonna e ci disse che una certa Valeria di tre palazzi più in là stamattina non si è svegliata. In un’ora la voce si è sparsa -quasi- in tutto il paese”. La notizia non mi fece tanto effetto, neanche la conoscevo. Mi chiamò la mia amica e mi chiese di uscire, accettai. Mi preparai e mi incontrai con lei. Sapeva anche lei di quella ragazza. - Oh, ma chi è sta tipa? Cos’è successo poi? - Conosco amiche sue e mi hanno detto che suo padre le stava dicendo di alzarsi ma non si svegliava, poi sotto al letto vide due flaconi di aspirine. Chiamò l’ambulanza, e niente. E’ collassata. - Oddio. Boh, magari la conosco di vista. C’hai una foto? - Sì, dovrei averla su Facebook. Prese il cellulare e mi fece vedere la foto di questa ragazza. Rimasi senza parola, non sapevo che dire. La ragazza in foto era la ragazza di ieri sera al parco. Mi torturavo di “Chissà cos’è successo”, e ora mi sentivo quasi male. Il giorno dopo la mia compagnia d’amici disse che il suo, ormai ex, ragazzo l’aveva tradita con la sua migliore amica. E mi ripetevo “Che schifo, che schifo”. Come si può farla finita per un solo ragazzo? Provavo pena, e schifo. Avrei voluto andare al funerale, ma neanche la conoscevo. Non assistetti alla messa, ma aspettai fuori. C’era il ragazzo e di fianco a lei una ragazza, forse la migliore amica di Valeria. Non piangevano neanche, stavano lì fermi. Ed io mi chiedo come si possa far soffrire così tanto una persona, e mi chiedo anche con che coraggio son riusciti ad assistere al funerale di una persona che si è suicidata per colpa loro. Dopo qualche giorno vidi lo stesso ragazzo allo stesso parco con i suoi amici. Stava in disparte con lo sguardo perso mentre i suoi amici ridevano per qualche battuta idiota. Da lì mi promisi che non permetterò mai a nessun ragazzo di farmi soffrire a tal punto da farmi pensare che il suicidio sia l’unica via d’uscita.
storia di una mia amica. (via nonsorridermipiutiprego)
Di speranza si vive e di-sperato si muore.
Giornata come le altre. Ho un computer nuovo. Posso ringraziare mia madre anche di questo. Di non farmi mancare nulla. 24 ore passate tra una puntata di Pretty Little Liars e Diario di una nerd superstar. Mi rendo conto di avere paura. Non parlo di paure comuni come quelle del buio, di rimanere chiusa in una stanza o di un ladro che fa irruzione in casa mentre tutti dormono. Paura di non essere ricordata. Da nessuno. Paura di non dimenticare e di essere io, a mia volta, dimenticata.