Cara F,
Eccomi qua a riscrivere qualcosa che non leggerai. Almeno non per oggi, non per adesso.
Mi manchi, anche se parliamo e ci vediamo quasi sempre. Non ti trovo, non sei più la persona che conoscevo, la mia migliore amica.
Mi hai insegnato molto, ad essere meno pesante a non pensarci troppo su certe cose, mi hai insegnato a ridere e cosa significasse avere un complice di vita. Non si poteva spiegare ciò che eravamo: migliori amiche si, ma non come tutto il resto, tu c’eri per me, mi conoscevi e io avrei fatto di tutto per te.
Mi hai abituato alla tua presenza, quella vera, non quella che fingi adesso. E poi, pian piano me ne hai privato.
“Cancella il vecchio per fare spazio al nuovo”, si è sempre detto.
Solo che io non dovevo diventare il vecchio, io dovevo essere per sempre, o così dicevi.
Non c’è più spazio per me nel tuo cuore, non lo dici, ma lo sento.
Ora c’è lui, e cosa dovrai mettere al matrimonio di sua sorella, a che vita ti darà e alla casa che sta costruendo. Non lo dici, ma lo sento.
Lo capisco, sai? L’amore rese cieca anche me, ma io ti vedevo lo stesso perché eri la mia migliore amica e mi sono sempre corsa da te quando ero con lui, ma tu avevi bisogno di me. Come quella volta che gli stavo parlando e tu mi chiamasti piangendo ed io corsi o come quella volta che mi pregasti di venire in vacanza con te e io senza pensarci un attimo lo lasciai qui per passare la vacanza con te.
Ci sono stata anche all’inizio quando non sapevi guidare e mi svegliavi presto la mattina perché dovevo accompagnarti da lui. Ero contenta, perché finalmente avevi trovato l’amore, quello vero.
Ma col tempo non ti servivo più, i compiti non dovevi più farli, avevi imparato a guidare, a vivere. Sono diventata superflua. Una cornice di un quadro che un tempo raffigurava anche me.
Non lo dici, ma lo sento.
L’ho sentito quando la nostra risata che era viva e durava ore si è trasformata in una risatina frivola, spenta.
L’ho sentito quando i nostri discorsi hanno cominciato ad accorciarsi. Non abbiamo più molto di cui dialogare. A me interessa la poesia, ridere, il mare, e tutto ciò sulla quale possa poggiarsi parola. Tu sai parlare dei tuoi piani per il futuro, di quanto sia grossa la casa del tuo lui e di quanto tua madre sia felice che lui sia il tuo ragazzo. Lo capisco, vorrei poter parlare di lui anch’io, darti consiglio, ma io non lo conosco. Tu ci stai tutto il tempo da sola. Sai, mi sarei aspettata una chiamata qualche volta, quando stavo male.
“Ci siamo io e G, ti veniamo a prendere” questo è da te. O forse lo era..
Invece addirittura quando ti ho detto:”sai, mia madre credeva fossi depressa”, non ti sei interessata. E questo mi ha lasciato sbalordita. Ora non lo fa più. Ora so che se sei arrabbiata è perché non ti piace il regalo che ti ha fatto, se sei felice è perché lo vedrai, se sei triste ci hai discusso.
Mi manca ciò che eri, non quello che sei. Non avremo mai più niente da condividere perché tu non vuoi e non vorrai.
Mi sono allontanata e lo farò sempre più, non lo dico, ma lo sento.
















