Che cos'è e come funziona il dissipatore di rifiuti?
Ci è capitato sicuramente di vederlo in molti di film e telefilm americani, sopratutto degli anni 80: si buttano i rifiuti nel lavandino e vengono triturati e ridotti in liquido per finire... dove? Ora su www.dissipatorerifiuti.it  ve lo spieghiamo.
La frazione dei rifiuti organici rappresenta in media nazionale circa il 25% di del totale dir una famiglia. E in una cittĂ del nord come Milano si arriva circa al 31%. Non solo. Eliminare il rifiuto umido costa: secondo i dati ISPRA 2011, in Italia il costo medio per il trasporto di questa sezione è di circa 50,1 ⏠per famiglia lâanno. Il dissipatore di rifiuti sarebbe la soluzione al problema. Neanche tanto nuova come soluzione, visto che è nata negli anni 30: il tritarifiuti domestico o meglio il âdissipatore di rifiuti alimentariâ, quello che si vede in moltissimi film e telefilm americani.
Come funziona un dissipatore per rifiuti?
In Italia, oggi lo utilizza una famiglia su 100. Costa dai 300 euro fino a circa 1000, a seconda del modello. Questo modello di dissipatore per rifiuti per esempio viene intorno ai 250 euro e permette di gettare nel lavandino tutto quello che finirebbe nel contenitore dellâumido (verdura, avanzi di cibo, ossa, gusci dâuovo, frutta.. etc). Si installa sotto al lavandino ( dovrĂ essere allargato il foro di scarico della vasca, a seconda dei modelli)  si collega al normale scarico dellâacqua ed ha dimensioni molto ridotte. Una soluzione valida ed efficace: che, però, stenta a diffondersi. Di solito, quando ne sentiamo parlare per la prima volta, vengono spontanee queste tre domande.
1) Ă pericoloso il dissipatore, nel suo utilizzo?
Di notevole impatto ebbe la scena del fil americano degli anni 80 Gremlins? Uno dei mostriciattoli, uno di quelli cativi,  veniva fatto fuori proprio nel dissipatore per rifiuti alimentari. Ma, in pratica, è impossibile. Non ha lame come un frullatore da cucina, ma un cilindro con la faccia interna âa grattugiaâ: sul fondo, non raggiungibile con le mani a meno di non infilarle oltre il polso, câè un disco con due martelletti mobili. Il tutto, quando acceso, gira a 12.000 giri al minuto circa: i residui di cibo sono spinti contro le pareti del cilindro dai martelletti e polverizzati dalla grattugia che aiutato dall'acqua lo fa diventare vero e proprio liquido. Quindi, per farsi male bisognerebbe: infilare la mano fino a oltre il polso, accenderlo (con l'altra mano),  insomma sarebbe proprio impossibile, anche perchĂŠ hanno una sorta di tappo che ci aiuta a spingere lâumido in fondo.
2) In Italia è legale installarlo ed utilizzarlo?
SĂŹ, è legale. Decreto Legge SullâUso del dissipatore - Vedi Qui
3) Inquina le acque delle nostre fognature?
No. A patto di dissiparvi, ovviamente, solo la frazione umida dei rifiuti. Se lo scarico va in fognatura, anzi, aiuta la âforzaâ di depuratori e fosse biologiche. Nessun problema anche per i tubi e condotte: il dissipato è al 90% acqua e al 10% cibo triturato. Molto piĂš liquido di un classico passato di verdura.
â Nel mese di Ottobre 2013 si è tenuto a Londra un convegno internazionale sul ruolo dei dissipatori alimentari nella gestione dei rifiuti domestici. Per lâItalia ha partecipato Paolo Battistoni, docente di Chimica all'UniversitĂ politecnica delle Marche, con uno studio sull'impatto dei dissipatori nella gestione delle acque reflue. Lâuso dei dissipatori non ha effetti negativi sulla depurazione delle acque: ÂŤAnzi, le arricchisce di materiale organico polverizzato, ottimo per alimentare i depuratori. Il danno vero lo fanno, semmai, detersivi e prodotti chimici che finsicono negli scarichiÂť.â
Uno studio sponsorizzato dalla Royal Society Britannica, ha presentato i dati della implementazione totale dei dissipatori in alcuni Comuni degli Stati Uniti: la riduzione sul totale dei rifiuti prodotti è stata di circa il 33%.










