Sembra veramente ma veramente stupido e banale e sicuramente non direi fantasioso o poetico o profondo, ma mi vien da dire questo: ti ho amato perché ridevo di cuore solo con te.
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@divagospessomenedispiaccio
Sembra veramente ma veramente stupido e banale e sicuramente non direi fantasioso o poetico o profondo, ma mi vien da dire questo: ti ho amato perché ridevo di cuore solo con te.
Della tua presenza conservo, soprattutto le impronte che lasciarono i tuoi primi sorrisi nell’ombra confusa della mia malinconia.
(Jesús Munárriz)
I can’t stop thinking about kissing you btw
“Vorrei che anche in me l'estate fosse perfetta com'è fuori, vorrei riuscire a dimenticare questa mia attesa perenne. Ma non c'è un'estate dell'anima. Si guarda l'estate che passa mentre si resta nel proprio inverno…”
— Marguerite Duras, ”La vita tranquilla”. (via punti-disutura)
Sei partita per un posto lontano da quando ti conosco. Ho preso io il treno, l’aereo, di nuovo il treno e cammino in direzione opposta alla tua. Eppure sei partita tu. Tu sei nello stesso posto in cui t’ho conosciuta, ti bagna sempre il mare. Nonostante questo sei partita. In ogni abbraccio sentivo l’oltreoceano. In ogni parola l’addebito di uno scatto telefonico intercontinentale, come se ci fossimo conosciuti in un tempo lontano. Tu sei partita. E io sono lontano, a guardare il freddo e le case di tanti mattoncini ordinati e cammino discreto lontano da te,lontano da me, vicino solo agli sconosciuti. Ci dev’essere un posto in cui si ritrova chi è lontano. Ci vediamo lì stasera dopo cena, ho molte cose da dirti e poca voce. Vieni sola e senza addio.
(Ivan Talarico)
Comunque se mi vuoi io ci sono puoi venire da me tra le coperte o possiamo uscire solo per un bacio o possiamo prendere lo stesso autobus e guardarci di nascosto appesi ai cosi oppure possiamo arrivare per mano in stazione salire nei treni in un’altra direzione o sempre se vuoi possiamo prendere due voli e trovarci in aeroporto io che parto e te che torni possiamo visitare due capitali europee diverse che ne so tu magari Vienna io per esempio Bruxelles oppure prendere due navi cargo una che dal tirreno attraversi l’atlantico l’altra che dall’adriatico arrivi all’oceano indiano o anche due sottomarini uno russo uno americano cercarci invano nei radar oppure io potrei andare a prendere dei fiori dal fiorista e tu farti mandare su nello spazio lontanissima saremmo in due pianeti differenti io mi annuserò le viole del pensiero e tu che non mi pensi più.
(Alessandro Burbank)
Quando mi guarda, il modo in cui mi guarda. Lui non sa che cosa mi manca o quanto io sia incompleta. Lui mi vede per quello che sono, come sono. Lui è felice di vedermi, ogni giorno, ogni volta.
(La forma dell'acqua, dir. Guillermo del Toro)
Ieri sera mi sentivo triste. Ero accanto ad un uomo che da un po’ mi resta accanto, che mi rende tanto felice, e credo che per una volta potrà davvero funzionare. Ma ieri no, ieri fumavo una sigaretta alla mia solita finestra e non parlavo, e lui mi ha detto “va tutto bene?”. Ed io quasi in lacrime gli ho confessato le mie paure, quella di abbandonarlo, quella che forse l’amore in cui si è felici non sia una cosa per me, che tanti anni di solitudine mi avessero fatto perdere il contatto con il mio cuore, forse troppo stanco. Lui mi ha abbracciata e sottovoce mi ha detto che le cose possono cambiare. Poi ha sorriso e mi ha detto che sono giovane, che sono bella, intelligente, che l’amore invece sembra proprio fatto per una come me, una che lo fa trasparire da ogni sua parola o gesto. L’ho guardato e per la prima volta dopo tanto tempo, ho capito che non stesse cercando di plasmarmi, di aspettarsi che io fossi una persona diversa da quella che sono, che forse davvero dopo tanti anni potrò andare a cena con un uomo meraviglioso che mi ama, senza sentire di dovermi scusare o dovergli spiegare ogni sguardo di tristezza. Ho capito che l’amore può anche restare in silenzio e guardare.
Capisco che ognuno di noi, per navigare nel flusso della vita, si costruisce come può dei remi e l'unica cosa davvero importante sarebbe non sbatterci quei remi sulla testa l'uno con l'altro.
(Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non avere paura)
Tanto ti avrei comunque incontrata forse al metrò forse nell’androne di un palazzo forse t’avrei soltanto definita per approssimazioni e deliri e sogni leggeri come l’andamento svagato e lento di una piuma tanto t’avrei sicuramente perduta prima o poi per colpa tua o mia o anche del vento di settembre che asciuga grappoli e desideri tanto t’avrei ripresa prima o poi un giorno o l’altro con il sapore che c’è nelle cose nel cuore che pulsa, per esempio, e negli occhi che incontrano gli occhi t’avrei presa, lo giuro, in uno sbadiglio per un battito di ciglia.
(Emilio Piccolo)
Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
(Daniel Pennac)
@scleriquotidiani
Non dimenticare mai come sgorga l’acqua nella banchina, e come è elastica l’aria (come un salvagente). Accanto i gabbiani gridano, e i panfili guardano nel cielo, e le nubi volano in alto, come uno stormo di anatre. Possa nel tuo cuore dibattersi vivo e tremare come un pesce un frammento della nostra vita a due. Possa sentirsi il fruscio delle ostriche, e restare in piedi un cespuglio. E possa la passione che affiora fino alle labbra aiutarti a capire – senza l’aiuto di parole – come la schiuma delle onde del mare, per arrivare alla terra, generi alte onde.
(Iosif Brodskij)
I miei malanni si sono acquietati, e ho trovato un lavoro. Sono meno ansioso e più bello, e ho fortuna. È primavera ormai e passo il tempo libero a girare per strada. Guardo chi non conobbe il dolore e ricordo i giorni perduti. Perdo il mio tempo con gli amici e soffro ancora un poco per la mia solitudine. Ora ho tempo per leggere per scrivere e forse faccio un viaggio, e forse no. Sono felice e triste. Sono distratto e vagando m’accorgo di che è perduto.
[Beppe Salvia da Cuore (cieli celesti) 1988]
Lo sai non scappo più, non ne ho alcuna intenzione, e ti prego non farlo neanche tu. Non andartene, continuamiamo a fare passeggiate ad un metro e mezzo di distanza per sempre nella notte, senza aver paura di niente quando con la mano mi sfiori un fianco, mi tocchi i capelli, senti da vicino il loro odore. Continuami a chiedere per sempre “Avrai sempre lo stesso profumo, vero?”, ed io continuerò a risponderti di sì e a ricomprarlo nuovamente, perché lo sappiamo che i profumi ci riportano sempre alla mente i ricordi lontani e noi nei nostri ricordi siamo sempre stati felici.
Com'è stato che ti ho voluto e tu mi volevi nello stesso momento? Perché non era mai accaduto così: e invece quella sera dietro di noi c'erano gli ulivi ed era estate, e io correvo verso il mare, ma l'acqua era fredda e mi fermavo a rabbrividire. Arrivavi, allora e mi prendevi in braccio e mi trascinavi nell'acqua e io ti dicevo no, che no. “Tutto questo mare mi spaventa, io sono per la riva, ho bisogno di piantar radici.” Così mi stendevi ferma a terra e con le mani sui polsi facevi nascere radici. Con il peso del corpo sul mio facevi l'argine del lago. Con il ventre nel mio mi piantavi al suolo. E mentre mi tenevi così, che io ero metà nel tuo corpo e metà nella rena, nel corpo della terra, ero calco di sabbia e mi scorrevano dentro tutti i mari del mondo, affondavi il volto nei miei capelli e cominciavi a cantarmi all'orecchio. Come fa ora: che mi canta all'orecchio.
(Valeria Parrella, Assenza. Euridice e Orfeo)