Last night, my muscular mother locked me up inside her walk-in closet and fucked me senselessly for three hours. This is how I became her sexual prisoner
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Last night, my muscular mother locked me up inside her walk-in closet and fucked me senselessly for three hours. This is how I became her sexual prisoner
Switzerland, 1878
AMERICA'S HOUSE OF INCEST #36: OHIO
Sonia ed Daniela non restarono in silenzio a lungo. Non appena furono in macchina Sonia si rivolse decisa alla figlia "Allora ti sei divertita figliola?" Daniela ci penso' su un attimo, indecisa su cosa dire di preciso, poi penso' che, dopo tutto quel che era successo nel bagno del ristorante, nessuna parola sarebbe stata di troppo. "Tantissimo" fece decisa "Mi fa piacere, in effetti e' stato parecchio divertente" ribatte' ridacchiando la madre, "e come ti senti a stare in giro cosi', senza intimo?" Daniela si guardo' tra le gambe, abbassò' del tutto il jeans scoprendosi la giovane figa, "mah" fece pensierosa, poi allargo' le gambe piu' che pote' essendo seduta in macchina, e vi appoggio' una mano sopra, "sono ancora un po' bagnata" fece accarezzandosela, "e' una bella sensazione essere nude" Sua madre scoppio' a ridere e poi vedendola un po' seria la incoraggio'. "Avanti" fece allargando un po' anche lei le gambe, per quanto le fu possibile, dato che stava guidando, "toccami la figa" "Cosa?" ribatte' Daniela, presa alla sprovvista "Andiamo, non mi dirai che ti vergogni dopo oggi, toccamela" Daniela allungo' la mano sotto la gonnellina della madre, fino a toccarle la figa.. bagnata fradicia.
"...mamma" fece la ragazza, "ma.." "Eh si'" la interruppe lei, "piace anche a me. E poi dopo quello che abbiamo fatto oggi, come potrebbe essere diversamente" concluse. Daniela la toccava, per sentire bene i suoi umori, la masturbava un po'. Per qualche attimo Sonia si lascio' andare a quel tocco inesperto, ma poi dato che era alla guida di un veicolo, fu costretta a malincuore a fermare la figlia "Basta dai, tesoro", fece mugolando, "se no finisce che finiamo fuori strada" "Uff" fece la ragazza allontanando la mano dalla figa della madre.. "Beh, che c'e'? Non fare la monella sai" le disse allora Sonia, "hai ancora una punizione in sospeso, potrei decidere di duplicarla, e punirti anche se siamo sole" "Ah si' e come" fece la ragazza, che aveva colto la nota di malizia nella voce della donna "Per esempio" e Sonia allungo' una mano tra le gambe ancora spalancate della figlia, e prese rapida il suo clitoride tra le dita, strizzandolo forte "Ahi" fece Daniela cercando di sottrarsi alla stretta delle dita di sua madre, che pero' ridendo non mollo', anzi aumento' la pressione. "Ma pensa, mia figlia e' qui, senza mutande, le gambe aperte che si fa strizzare il clitoride da sua madre.." e dopo una risatina aggiunse, "sei proprio mia figlia"
Daniela gemette un po' per come Sonia le torturava quella intima parte di lei, per poi tirare un sospiro di sollievo quando la lascio' andare. "Ma ora basta" concluse la donna, "continueremo un'altra volta" Il viaggio si concluse in fretta senza altri "incidenti", ma la mente di Sonia aveva gia' ricominciato a correre.. la mano di sua figlia che la toccava, la sua che torturava il suo clitoride.. si stava rieccitando.
Mia nonna non è come tutte le altre. Guida una moto e una domenica mi ha portato a fare il giro completo del Lago di Como in sella alla Ducati, sfrecciando per la strada a tutta velocità. Poi ci siamo fermati in un bar a Como per prendere un tè caldo. È stato allora che lei ha iniziato a farmi un discorso. Mi ha detto che il vero motivo per cui avevamo trascorso la giornata insieme era quello di farmi una proposta. Mi ha detto di ascoltarla attentamente perché era molto seria su ciò che stava per dire. Lei era vedova da molti anni e non era ancora disposta a condurre una vita solitaria da "anziana vedova". Aveva bisogno ancora di un uomo da avere accanto a lei. E aveva scelto me, il suo nipote preferito. Sarebbe stata felice di avermi stabilmente a casa sua. Io le ho chiesto subito se intendeva dire che avremmo dovuto condividere il letto. Lei ha risposto di sì. Allora le ho chiesto se intendeva vivere come se fossimo una coppia sposata. Lei ha risposto di sì. Non potevo essere più felice.
Eravamo appena usciti di casa per il nostro primo appuntamento, una cena romantica nel nostro ristorante preferito. Mamma era bellissima ed io ero ero già arrapato, pensando già a ciò che avremmo fatto una volta tornati a casa. Senza pensare, quando eravamo ancora sul pianerottolo, mi buttai in ginocchio a baciarle i suoi magnifici piedi. IN preda a una passione folle e incestuosa le dissi: "mi scoperai, mamma?" con un filo di voce "Che paroloni" rispose lei "certo che' ti scopero' figlio mio!" esclamo' poi, "ti scopero' talmente tanto che mi chiederai per favore di smettere!" "Sara' dura che ti chieda di smettere sai!" risposi, iniziando a leccare i polpacci. "Vedrai", fece mia madre. Afferrai le sue gambe forti e immersi la mia faccia sotto il suo vestito. Non portava le mutandine.
"ci potrebbero vedere, no!" La sentii esclamare, ma non fece nulla per fermarmi. Le strinsi le natiche tra le mie mani mentre la leccavo con un ardore disperato, determinato a farla venire nel minor tempo possibile.
I nostri propositi di una serata romantica naufragarono completamente. Non avrei mai potuto essere il suo partner, ma solo il suo schiavo. Schiavo della propria madre.
Congratulations on your marriage!
(Maria and her son Giovanni from Naples, Italy)
In 2009, Daniel Cordoba, 19 years old, and his mother Claudia, 43, from Venezuela, got unlawfully married at Jocasta Resorts in Miami, Florida. 13 years later, Daniel and Claudia changed their identities and became David and Christine, so they could legally get married in Jacksonville, Florida, as new american citizens
Era un nuvoloso pomeriggio del giugno 1990. Io e mia nonna eravamo soli sul motoscafo di famiglia, sul lago di Como. Malgrado fosse mia nonna, e oltretutto una donna di 69 anni, non potevo fare a meno di fissarle il seno generoso e di toccarmi mentre lo facevo. Alla mia giovane età ero ancora abbastanza ingenuo da pensare che lei non se ne accorgesse. Cercai di pensare ad altro, e forse un bagno nel lago mi avrebbe schiarito le idee e raffreddato il desiderio che provavo. Così mi tuffai nell acqua molto fredda del lago, e dopo qualche bracciata, dovetti desistere, avevo la pelle d'oca sulle mie braccia. Quindi tornai sul motoscafo, infreddolito e tremante, avvolto in un asciugamano insufficiente per riscaldarmi. Nel tentativo di aiutarmi, la nonna mi strinse tra le sue braccia con forza cercando di trasmettermi calore. A quel punto, girandomi verso di lei, mi trovai i suoi seni davanti agli occhi. Non ero più in grado di pensare e lasciai a briglia sciolta i miei istinti, immergendo il viso tra i suoi seni. Avvenne tutto abbastanza velocemente e miei lontani ricordi al riguardo sono confusi sui minuti successivi. Ho ancora in mente l'ondeggiare del motoscafo, l'odore del lago, il rumore dell'acqua, il mio orgasmo, il mio urlo di piacere soffocato nel suo seno.
Così le donai la mia verginità
Le mie giornate nelle vecchia casa di campagna iniziavano sempre allo stesso modo. Mi svegliavo con i piedi di mia madre in faccia, respiravo profondamente l'odore pungente di sudore che emanavano dopo aver fatto il suo duro lavoro di contadina. Dovevo sentire concretamente la fatica che ogni giorno faceva mia madre per mandare avanti la fattoria da sola. L'odore e il contatto dei suoi piedi lavoravano in profondità nel mio cervello provocandomi una poderosa erezione. Era l'effetto desiderato a cui mia madre puntava. Infatti, una volta raggiunto lo scopo, si spogliava e mi violentava fino a farmi venire almeno un paio di volte.
Era la routine quotidiana prima della colazione.