24 Maggio 1961
Buon Compleanno Ilaria ❤
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@donaruz
24 Maggio 1961
Buon Compleanno Ilaria ❤
La madre di Peppino.
Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.
Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l’amore
che voleva nascere
che voleva crescere.
Questo era mio figlio
quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.
Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L’aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.
Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.
Qui dentro ci sono
tutti i figli
non nati
di un’altra Sicilia.
9 Maggio 1978 💔
DEMETRIO STRATOS
Il 22 Aprile 1945 nasceva, ad Alessandria d'Egitto, Efstràtios Dimitrìu, il "maestro della voce".
Quella canzone era ed è per lui.
Non credete al senno di poi: delle ricerche vocali di Stratos non interessava molto alla gente.
Se non fosse morto, sarebbe finito dimenticato.
"Uno come me
Scarpe bianche come me
Abitava le ringhiere a nord della città
Cantava come un matto
Di notte e di giorno
Viveva la sua estate anche d'inverno
Di giorno e di notte io
Per campare
Parlo di stelle, di donne ed ho canzoni da imparare
In giro per Milano
Sotto un cielo sempre nero
Occhi chiari e un’espressione da guerriero
Con le nostre facce stanche
Un mattino
Ci trova insieme a camminare
Parli con me
Ore ed ore
Non nascondi le paure
Maestro della voce… solo una canzone
Maestro della voce… per cantare dammi una canzone"
King Crimson Moonchild
🎼
Cerco, sempre cerco
sfinita.
Cerco l'abbraccio degli alberi, la bellezza
di un gatto o di un merlo alla finestra.
Tento di perdermi nel riflesso di una pozzanghera, nelle gocce
sulle foglie.
Aspetto che mi guardi una volpe
nella sua corsa.
Che la poesia venga a salvarmi e
riconoscendomi, mi perdoni.
Cerco la vita nel sangue dei rami che
non mi accarezzano mai.
Cerco sempre.
Affamata di spazio per l'anima mia
persa.
Gilda Jocle
“In quest’aria ferma che scopre il malessere di essere male”.
Francesco di Giacomo, 21 febbraio 2014.
“Vedi che progettano, compongono, scompongono, decidono così è com’è. Senti che teorizzano, tramutano, soppesano, deformano così è com’è. Si accordano, intonano, dispongono, distonano, dirigono così è com’è. Guarda che bella neve, che bella neve c’è. Eccoli giurabili, onorabili, così inverificabili così è com’è. Toccali che curano, guariscono, regalano miracoli sì, così è com’è. Noi rimaniamo immobili, scambiabili, così sissignoribili noi, così è com’è. Guarda che bella neve e sotto questa neve che neve nera c’è”.
Non mi svegliate ve ne prego
Ma lasciate che io dorma questo sonno,
Sia tranquillo da bambino
Sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perch? volete disturbarmi
Se io forse sto sognando un viaggio alato
Sopra un carro senza ruote
Trascinato dai cavalli del maestrale,
Nel maestrale... in volo.
Non mi svegliate ve ne prego
Ma lasciate che io dorma questo sonno,
C'è ancora tempo per il giorno
Quando gli occhi si imbevono di pianto,
I miei occhi... di pianto.
18 Febbraio 1940🖤
"Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti."
(Fabrizio De André - "Canzone del maggio")
Il 17 Febbraio 1600 Giordano Bruno veniva bruciato vivo nella piazza di Campo de’ Fiori a Roma.
Ancora oggi il filosofo è un simbolo della libertà di pensiero e della persecuzione religiosa.
“Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo”.
4 Febbraio 1975
15 Aprile 2011
I bambini di Gaza chiamano Vittorio Arrigoni "Habibi" che in arabo significa Amore ♡
Buon Compleanno Vik ❤
#freepalestina##restiamoumani
3 febbraio 2016
Veniva trovato al Cairo il corpo martoriato e senza vita di Giulio Regeni e ancora per lui non c'è giustizia.
#veritàegiustiziapergiulioregeni
Riccardo, 11 anni, ha camminato 6 chilometri nella neve perché non poteva permettersi il biglietto del bus.
No, non è una metafora. È successo martedì.
Per le Olimpiadi Milano-Cortina il biglietto della linea 30 è passato da 2,50€ a 10€. Quadruplicato. Da un giorno all'altro. Per tutti: turisti, atleti, e pure i bambini che vanno a scuola.
Riccardo aveva il suo carnet di biglietti. Quelli che sua madre aveva comprato a settembre. "Valgono tutto l'anno", le avevano detto.
Non valgono più niente.
L'autista l'ha fatto scendere. Un bambino di 11 anni. Con due zaini. Alle 16 di pomeriggio. Con la neve che cadeva.
"Non hai i 10 euro? Torni a casa a piedi."
E Riccardo è tornato a casa a piedi.
6 chilometri lungo la statale. Gambe bagnate fino alle cosce. Temperatura sotto zero. Senza telefono, perché a scuola non si può portare.
È arrivato alle 18:10. Piangeva. Tremava. Ipotermia.
Ora l'autista è stato sospeso. Caso chiuso, giustizia fatta, avanti il prossimo.
Ma io non riesco a smettere di pensare a una cosa.
Tra pochi giorni il mondo guarderà Cortina. Telecamere, bandiere, inni nazionali. Atleti che parlano di sacrificio, dedizione, eccellenza.
E nessuno racconterà di Riccardo.
Nessuno dirà che per preparare quella festa hanno quadruplicato il prezzo del bus ai residenti. Che i bambini del posto ora pagano 10€ per andare a scuola. Che la Provincia ha dovuto creare un "fondo di rimborso" da 10.000€ perché si è accorta che era assurdo.
Lo schema è sempre lo stesso.
Mondiali, Expo, Olimpiadi. Le grandi feste del mondo. E ogni volta qualcuno cammina nella neve perché a casa sua non è più il benvenuto.
Riccardo non è un incidente.
È il prezzo.
Il prezzo che i locali pagano per le feste degli altri. Il prezzo invisibile, quello che non entra mai nelle cerimonie di apertura. Quello che non vince medaglie.
Tra qualche giorno accenderanno il braciere olimpico e parleranno di fratellanza universale.
E da qualche parte, un bambino di 11 anni si ricorderà di quei 6 chilometri.
Perché l'eccellenza ha sempre un costo.
E lo paga sempre qualcun altro.
Compie oggi 89 anni.
Vanessa Redgrave 🥀(Londra, 30/1/1937), densi di talento, classe, forza interiore è bella di quella bellezza piena di rabbia e grazia.
Intensità intelligente e combattiva.
“Le belle persone restano sempre belle,
anche se passano gli anni.
Anche se sono senza trucco.
Se sono stanche, se hanno le rughe.
Perché la bellezza che è dentro di noi
non invecchia mai.
Diventa con gli anni più fragile e preziosa.
Le belle persone non smettono mai di brillare.”
( Agostino Degas)
#Atlantide
"NELLA NEBBIA"
Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.
Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.
Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.
(Hermann Hesse da Poesie, 1953 )
"Quando muore un poeta, al mondo c'è meno luce
per vedere le cose."
(Alda Merini)
11 gennaio 1999.
27 anni fa ci lasciava Fabrizio De Andre .
Cantore dei poveri e degli emarginati, De André ha rivoluzionato la canzone d'autore con brani scomodi e taglianti. Ma accarezzati sempre da una profonda dolcezza e umanità.
Non mi piace essere definito poeta. Non approvo una vita relegata nei confini fittizi di qualsiasi definizione. Non mi piacciono le recinzioni, le prigioni e le esclusioni. Voglio conoscere il mondo, tutto, voglio entrarci per liberare e per liberarmi. Accosto le parole alla musica per raccontarlo, questo mondo. L'unico possibile, l'unico cantabile e l'unico narrabile.
Sono un cantastorie con le corde della chitarra a farmi da dita e le ali dell'immaginazione per volare sull'altalena del mondo. Con Nina. Con tutte le donne che hanno occhi per vedere e sguardi da catturare.
Canto quello che vivo, vivo quello che vedo e quello che leggo. Canto un mondo che esiste quasi nascosto, popolato da persone pragmatiche, rappresentative delle categorie escluse dai benpensanti moralisti e dai borghesi. Racconto gli altri e racconto me. Anime salve, prestatemi le vostre vite in bilico alla periferia della cosiddetta società civile. Regalatemi il vostro sguardo sghembo che trafigge la vita di striscio. Sono il cantastorie che vi sposterà dalle quinte al centro di questo palcoscenico. La vostra verità non è meno reale della mia. La vostra verità è il mondo. Questo mondo.
#Atlantide
Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
"I Cento Passi" , regia di Marco Tullio Giordana
Peppino Impastato
Indimenticabile
Giorgio Gaber 1939- 1°gennaio 2003
Non c'è neanche una faccia, neanche una che abbia dentro il segno di qualsiasi ideale. Una faccia che ricordi il coraggio, il rigore, l'esilio, la galera. No, c'è solo l'egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il potere, il denaro, l'avidità più schifosa, dentro a queste facce impotenti e assetate di potere.
Facce che ogni giorno assaltano la mia faccia in balia di tutti questi nessuno.
E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...
La cosa che mi fa più male è vedere le nostre facce con dentro le ferite di tutte le battaglie che non abbiamo fatto.
E mi fa ancora più male vedere le facce dei nostri figli con la stanchezza anticipata di ciò che non troveranno.
Sì, abbiamo lasciato in eredità forse un normale benessere, ma non abbiamo potuto lasciare quello che abbiamo dimenticato di combattere e quello che abbiamo dimenticato di sognare.
Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenza comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo.
..............
Mi fa bene comunque credere
che la fiducia non sia mai scomparsa
e che d'un tratto ci svegli un bel sogno
e rinasca il bisogno di una vita diversa
Mi fa male il mondo (IIª parte)
di Gaber - Luporini