Ti guardavo come guardavo i tramonti estivi. Con malinconia. Perché sapevo che saresti andato via e avresti lasciato il posto al freddo dell'inverno.
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@elaisa99
Ti guardavo come guardavo i tramonti estivi. Con malinconia. Perché sapevo che saresti andato via e avresti lasciato il posto al freddo dell'inverno.
Gli dissi di farmi godere con la lingua. Mi lesse delle poesie.
Va bene, però una leccata te la poteva pure dare
Le tue labbra sulle mie sono meglio di qualsiasi psicofarmaco contro la depressione.
Sai che l'orgoglio è il mio grande difetto Di cui mi vergogno e che parte il rigetto Poi quando dormo non sai cosa sogno Se non dimostro bisogno d'affetto So che dovevo portarti rispetto Darti ragione e parlarti di petto Eppure trancio i contatti di netto Vorrei regalarti il mio tempo E penso a quanto sono stato debole E dentro me sento un demone Ma non mi renderà meno colpevole
Nitro - San Junipero I
Ma con te è diverso, sai che intendo.
Nitro.
“Bere non è la risposta, ma bevendo ti dimentichi la domanda.”
“Mi manchi ma non te lo posso dire, mi manchi ma mi hai fatto male da morire..” ― dipingersi / ig: vicolorolepagine
Oggi sono nervosa più del solito. No, non è successo niente. Solamente che certi giorni senza alcun motivo sento maggiormente il peso della situazione, proprio come una cicatrice che ogni tanto riprende a bruciare quando meno te lo aspetti.
Laragazzadelpuzzledivetro (via comeunpuzzledivetro)
Perché certi giorni si fanno sentire più di altri..
(via bambolaassassina)
Mi chiedevo se vanno via tutti, resti con me?
Coez; Le luci della città (via senzafinesenzafiltro)
non so più nemmeno come dirti che sto male.
A chi mi ha chiesto dove fossi fino adesso gli ho risposto con un sorriso.
Rkomi, 180
Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate, la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi.
Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora!
Nessun'alba
riesce a distrarmi
da te.
You’d say you’d stay but then you’d run.
I tramonti dalla finestra, chi se ne và e chi resta.
Gemitaiz ft. Coez e Hube (via questavitamodernamistressa)
Mi resta mezza sigaretta dividiamo, tu dici ti amo, dico andiamo che poi finisce che ci dividiamo.
Coez, La strada é mia