“Two seasons“ by | Yoghi Juliansa

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“Two seasons“ by | Yoghi Juliansa
Tre Cime di Lavaredo & On The Right Path (by Matthew Savage)
Dolomites, Italy
In quest’ora della sera da questo punto del mondo Ringraziare desidero il divino labirinto delle cause e degli effetti per la diversità delle creature che compongono questo universo singolare ringraziare desidero per l’amore, che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità per il pane e per il sale per il mistero della rosa che prodiga colore e non lo vede per l’arte dell’amicizia per l’ultima giornata di Socrate per il linguaggio, che può simulare la sapienza io ringraziare desidero per il coraggio e la felicità degli altri per la patria sentita nei gelsomini e per lo splendore del fuoco che nessun umano può guardare senza uno stupore antico e per il mare che è il più vicino e il più dolce fra tutti gli Dèi ringraziare desidero perché sono tornate le lucciole e per noi per quando siamo ardenti e leggeri per quando siamo allegri e grati per la bellezza delle parole natura astratta di Dio per la scrittura e la lettura che ci fanno esplorare noi stessi e il mondo per la quiete della casa per i bambini che sono nostre divinità domestiche per l’anima, perché se scende dal suo gradino la terra muore per il fatto di avere una sorella ringraziare desidero per tutti quelli che sono piccoli, limpidi e liberi per l’antica arte del teatro, quando ancora raduna i vivi e li nutre per l’intelligenza d’amore per il vino e il suo colore per l’ozio con la sua attesa di niente per la bellezza tanto antica e tanto nuova io ringraziare desidero per le facce del mondo che sono varie e molte sono adorabili per quando la notte si dorme abbracciati per quando siamo attenti e innamorati per l’attenzione che è la preghiera spontanea dell’anima per tutte le biblioteche del mondo per quello stare bene fra gli altri che leggono per i nostri maestri immensi per chi nei secoli ha ragionato in noi per il bene dell’amicizia quando si dicono cose stupide e care per tutti i baci d’amore per l’amore che rende impavidi per la contentezza, l’entusiasmo, l’ebrezza per i morti nostri che fanno della morte un luogo abitato. Ringraziare desidero perché su questa terra esiste la musica per la mano destra e la mano sinistra e il loro intimo accordo per chi è indifferente alla notorietà per i cani, per i gatti esseri fraterni carichi di mistero per i fiori e la segreta vittoria che celebrano per il silenzio e i suoi molti doni per il silenzio che forse è la lezione più grande per il sole, nostro antenato. Io ringraziare desidero per Borges per Whitman e Francesco d’Assisi per Hopkins, per Herbert perché scrissero già questa poesia, per il fatto che questa poesia è inesauribile e non arriverà mai all’ultimo verso e cambia secondo gli uomini. Ringraziare desidero per i minuti che precedono il sonno, per gli intimi doni che non enumero per il sonno e la morte quei due tesori occulti. E infine ringraziare desidero per la gran potenza d’antico amor per l’amor che move il sole e l’altre stelle. E muove tutto in noi.
Mariangela Gualtieri, Ringraziare desidero
(non toglierei neppure una minima virgola, grazie Mariangela Gualtieri)
Bambina mia,
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno.
Ira nelle periferie della specie.
E al centro,
ira.
Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.
Noi siamo solo confusi,credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te,ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di piu’.
C’è splendore. Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia piu’ grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro.
Mariangela Gualtieri
“I sogni muoiono se muoiono i sognatori.”
—
Beautiful Norway by :
© J. Obenhoff
“Northern Lights Over Sariskoy“ by | Saadia Mahmud
Who’s ready for the winter?
I wish I was the verb to trust and never let you down
La musica ti salva , è l’unica che rimane quando tutti vanno via
Andrà meglio
avevo paura di tutto, le cose che normalmente hanno un valore, per me non lo avevano, avevo paura di vivere, di quello che sarebbe successo se avessi riprovato emozioni, pensavo di non meritarle. Poi senza neanche accorgermene sono cambiata, non mi preoccupava più quello che sarebbe successo se fossi tornata a vivere, mi preoccupava di più il pensiero di non farlo, di cosa mi sarei persa, mi spaventava il non ricordare più, non ricordare più tutti i momenti, tutti i posti. Ed è stato merito di Finch, mi ha insegnato a meravigliarmi, mi ha insegnato che non serve sacalare una montagna per sentirsi in cima al mondo, che anche i luoghi più brutti possono essere bellissimi se ti concedi il tempo di guardarli. Mi ha insegnato che va bene perdersi se si ritrova la strada per tornare. Ma nell’imparare tutto questo mi sono persa una cosa fondamentale, non ho visto Finch, non ho visto che soffriva, non ho visto che in realtà mi stava dando lezioni su come andare avanti. Finch era un sognatore, sognava ad occhi aperti; sognava la bellezza del mondo e la trasformava in realtà, mi ha dimostrato che ci può essere della magia anche nei luoghi più inaspettati, che ci sono posti luminosi anche nei giorni più bui e che se non ne trovi uno, tu puoi essere quel posto luminoso con le tue inifinite capacità.
-Raccontami di un giorno perfetto
Seceda
Classic scene in the Dolomites, but still impressive!
Day 3
No matter how happy I am or how good my mood is I always have this empty feeling deep in my heart that doesn’t go away.
Vermont | Photographer: Dino Sokocevic