“La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo. Lo stesso vale per le storie che racconta. Siamo noi stessi a tenerci in trappola.”
— Chuck Palahniuk (via whiteheaven93)

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“La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo. Lo stesso vale per le storie che racconta. Siamo noi stessi a tenerci in trappola.”
— Chuck Palahniuk (via whiteheaven93)
“Amore mio, quando leggerai questa lettera sarà troppo tardi e io non ci sarò più già da molto tempo. Ho voluto che fosse mia moglie a consegnarti questa lettera e spero tu abbia capito il perché. So che ti è costato fatica, ma spero che tu abbia capito che l’ho fatto perché tu capissi. Volevo che tu capissi perché ho amato te. L’avrai vista con i suoi capelli ordinati e le sue mani in grembo, con i vestiti senza mai una piega e le labbra che tremano. Scommetto che l’hai trovata adorabile, e l’ho fatto anche io, credimi. L’ho sposata proprio per questo: perché non è mai sbagliata. Ma adesso voglio anche dirti la verità, e la verità è che ho sempre amato te. Non te l’ho mai detto, ma è giusto che tu lo sappia. Eri la donna per la quale avrei mollato tutto. L’unico problema era che tu non volevi che io mollassi tutto, perché tu non mi hai mai amato. E lo capisco. Il fatto che tu sia stata la donna della mia vita non significava che io fossi l’uomo della tua. L’uomo della tua vita l’ho conosciuto ed era tutto quello che non avrei mai voluto per te. Eri la donna per la quale avrei mollato tutto, davvero. Solo che non l’ho fatto. Adesso che per noi non c’è più nessuna strada da percorrere, voglio dirti che sei stata in tutti i miei sogni. Voglio dirti che ho amato lei ma che sono impazzito per i tuoi capelli sempre fuori posto, le tue battute taglienti, la tua incapacità di stare zitta, i tuoi vestiti abbinati un po’ a caso, ma che chissà come mai a te stavano comunque benissimo. Voglio dirti che ho amato lei perché era bella, ma che sono impazzito per te perché eri meravigliosa. E lo sei ancora e lo sarai, perché le donne come te non smettono mai di togliere il fiato. Adesso che ti sto dicendo addio, voglio chiederti scusa per averti costretta a subire il mio amore. Ti chiedo scusa perché tu mi offrivi la tua gentilezza e io pretendevo la tua anima, e ne ero terribilmente geloso anche se non mi apparteneva. Adesso che me ne sto andando dalla tua vita, voglio ringraziarti per avermi permesso di essere parte della tua. Avrei voluto essere il protagonista e invece mi hai assegnato il ruolo della comparsa, ma va bene perché adesso ho capito che la protagonista eri tu. È forse questo che mi ha fatto innamorare di te: vivevi per te stessa, e lasciavi che gli altri vivessero per te. Sappi che è stato doloroso amarti, ma mai faticoso. Sappi che queste braccia avrebbero voluto stringerti ogni giorno, e che si sono arrese a stringere il cuore di una donna che non mi ha mai fatto venire la pelle d’oca. Sappi che, comunque, non porto rancore perché non mi hai mai amato – ti ringrazio perché se mi avessi permesso di amarti non sarei riuscito a renderti felice. Ti auguro tutti i viaggi del cuore, è di questo che hai bisogno, no? Di qualcuno che viaggi nel cuore insieme a te, non di uno come me, che nel tuo cuore non sa viaggiare. Uno come me, che nel tuo cuore non era capace di viaggiare, e voleva solo starsene seduto dentro. E perdonami, se puoi, per averti amata come non meritavi. Con amore infinito.”
la verità è che ti fa paura l'idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
la verità è che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose a cui non credi neanche
«Ma sai, mi sono trovata tante sere a cercare cosa fosse che mi mancava, e poi una delle tante l’ho capito: mi mancava un complice. Non ho mai desiderato amori passionali, quelli che vengono raccontati ai nipoti quando ormai non ci si è più, desideravo qualcuno che mi stesse accanto. Qualcuno che mi scegliesse ogni giorno senza sentirsi obbligato da niente e nessuno, qualcuno con cui fare l’amore senza avere paura di essere spogliata, mi capisci? Ho avuto uomini che mi hanno amata più di quanto io stessa (che amo l’amore) sarei riuscita a fare. Uomini che ho visto piangere senza volersi nascondere, senza vergognarsene. Uomini che dopo anni incontro per strada e che mi vengono incontro, come se non fosse cambiato nulla, come se, al vedermi, perdonassero tutto il male che (involontariamente) gli ho fatto. Questo per dire che non ho mai sentito la mancanza di qualcuno che volesse amarmi, ma al contrario di qualcuno che riuscisse a farsi amare da me. Sono un tipo strano, io. Non mi accontento di nulla, e forse questa è la mia condanna. Forse perché in fondo detesto chi si accontenta di qualcuno solo per non restare solo, o chi rifiuta l’amore per paura di soffrire poi. Sentivo in me il bisogno di qualcuno che non perdonasse ogni mio sbaglio, qualcuno che, invece, me lo rinfacciasse ogni giorno. Qualcuno con cui litigare alle tre del mattino e che mi dicesse che sono una stronza, cattiva, e perché no, anche un po’ egoista. Qualcuno con cui litigare alle tre del mattino sapendo che la mattina dopo si farà la pace. Questo volevo. E questo non ho mai avuto.»
sedilireclinabili
To the Bone ( Fino all’osso )
- @ilragazzoluna
I feel so loved when you remember little things about me, even the smallest details I forgot I told you.
Non ti ho amato per noia o per i capelli sempre in ordine o per gli occhi diversi da quelli degli altri. Non ti ho amato perché mi raccontavi le tue giornate o le tue nottate fuori. Non ti ho amato per fare un dispetto a qualcuno, per dimostrare qualcosa, per intrappolarti. Non ti ho amato per la tua voce o il tuo modo di prendere i miei umori. Ti ho amato perché eri tu e tu non hai mai avuto paura di me, al contrario degli altri, oltre a far compagnia a me, hai fatto compagnia anche ai miei demoni, rendendoli più buoni. Ti ho amato perché ogni volta che mi distruggevi, tornavi indietro a ricompormi e ad abbracciarmi.
— Orange is the new black, 1x08
Tutte le cose che mi piacciono, dopo un po’, smettono di piacermi. Solo tu, con il tempo, mi piaci di più.
Susanna Casciani
E quando parti? Poi dove vai e quando torni, quanto manchi? Quand'è che torni di preciso? Quanti giorni che hai deciso? Dove dormi, quanto manchi? Quanto manchi!
dimmi dov’eri, ora che quasi mi piacevi
“Da te posso venire senza indossare maschere o recitare, senza dover svendere neanche la più piccola parte del mio mondo interiore. Con te non devo giustificarmi, non devo difendermi, non devo dimostrazioni. Ti sono grato perché mi accetti così come sono.”
— Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry (via lecitazionidilibri)
“Mi prese una brusca tristezza. Mi sentii spaesato, e geloso”
—
Cesare Pavese, pag. 141 di “Il diavolo sulle colline” da La Bella Estate
(via poesieecitazionidautore)
Non so descrivere esattamente come mi sento, ma so che non è giusto.
E mi lascia freddo.
— Francis Scott Fitzgerald
– Ma tu mi ami? chiese Alice.
– No, non ti amo. rispose il Bianconiglio.
– Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
– Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo”
Alice nel paese delle Meraviglie
“Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.”
— Ippocrate (via ap4tiaa)
“Non capivo perché tutto questo mi faceva male. Avevo talmente tanta di quell'ansia, che mi veniva un buco allo stomaco e giramento di testa. Non sapevo neanch'io con che forza riuscivo a scrivere per raccontarti tutto ciò. Cercavo di non essere una psicopatica depressa quando stavo da sola, ma non ci riuscivo. Nel momento stesso che qualcuno mi lasciava da sola, in quello stesso momento io impazzivo pensando. Forse era questo il mio male. Pensavo troppo e ricordavo tutto quello che mi aveva ferito nel profondo. C'erano alcune frasi nella mia testa che non erano facili da cancellare. Avevo delle immagini di comportamenti che a mio parere, non erano stati molto corretti nei miei confronti. Avevo troppe cose in testa che mi facevano impazzire e avevo paura che con il tempo,tutto questo, mi avrebbe uccisa. E stava funzionando.”
—