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Le cinématographe
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L’acqua di primavera che riempie un incavo di una roccia, sfiorata, trema dolcemente.
La vibrazione della terra ha fatto nascere delle onde possenti che scontrandosi hanno formato sulla superficie onde regolari, senza increspature.
Se esiste un verbo che significa “agitare armoniosamente” dovrebbe essere usato in questo caso.
I ciliegi, immersi nell’ombra, si schiudono e si raccolgono. Si toccano e fluttuano al ritmo dell’acqua.
Ma l’aspetto saliente è che, qualunque cosa avvenga, il loro aspetto di ciliegi resterà inalterato
“L’amore non è un miracolo, Carlo, è un’arte, un mestiere, un esercizio della mente e dei sensi come un altro. Come suonare uno strumento, ballare, costruire un tavolo”. - Goliarda Sapienza -
"Vivere non è difficile potendo poi rinascere cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità..."
- L'animale - Franco Battiato
caparbia
@caparbia
importante è finire
“Quando Dio creò la prima immagine d’argilla di un essere umano, vi dipinse sopra gli occhi, le labbra, e il sesso. Quindi vi dipinse su il nome di ogni persona, affinché il suo possessore non potesse mai dimenticarlo. Se Dio era soddisfatto della sua creazione, dava vita all’immagine d’argilla dipinta, firmandola con il Suo proprio nome”
"ho la certezza che due sono le cose nella vita su cui puoi fare affidamento: i piaceri della carne e quelli della letteratura. Io ho avuto la fortuna di godere egualmente di entrambi"
L’acqua di primavera che riempie un incavo di una roccia, sfiorata, trema dolcemente.
La vibrazione della terra ha fatto nascere delle onde possenti che scontrandosi hanno formato sulla superficie onde regolari, senza increspature.
Se esiste un verbo che significa “agitare armoniosamente” dovrebbe essere usato in questo caso.
I ciliegi, immersi nell’ombra, si schiudono e si raccolgono. Si toccano e fluttuano al ritmo dell’acqua.
Ma l’aspetto saliente è che, qualunque cosa avvenga, il loro aspetto di ciliegi resterà inalterato
“L’amore non è un miracolo, Carlo, è un’arte, un mestiere, un esercizio della mente e dei sensi come un altro. Come suonare uno strumento, ballare, costruire un tavolo”. - Goliarda Sapienza -
Ma dove vai bellezza in bicicletta
- LA LUPA -
Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna - e pure non era più giovane; era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter d'occhio, con le sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina. Perché la Lupa non veniva mai in chiesa, né a Pasqua, né a Natale, né per ascoltar messa, né per confessarsi. Padre Angiolino di Santa Maria di Gesù, un vero servo di Dio, aveva persa l'anima per lei.
- Giovanni Verga -
tocchi
posizionando, atteggiamento delle membra
scomoda, provocante…
E stava per raccominzari la gran camurria delle feste! Che lui propio non sopportava cchiù, non per le feste in sé, ma per lo scassamento di cabasisi dei rituali di auguri, rigali, pranzi, cene, inviti e ricambi d’inviti. E po’ i biglietti d’augurio con la spiranza che l’anno novo potiva essiri migliore di quello appena passato, spiranza vana pirchì ogni anno novo alla fine arrisultava sempre tanticchia peggio di quello che l’aviva preceduto.
da "Il campo del vasaio" ed. Sellerio
di Andrea Camilleri