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Sperare che domani arrivi in fretta e che svanisca ogni pensiero.
E chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza.
"La punteggiatura è molto strana, per come la vedo io. I puntini di sospensione mi mettono ansia, eppure li uso molto, mi danno quella sensazione di indefinito, di qualcosa da lasciare in sospeso. I due punti servono a definire a spiegare con precisione, ma io rimango dell’idea che non si può spiegare sempre tutto e, si sa, definire è limitare. I punti esclamativi sono prepotenti, come un grido, un fuoco d’artificio, quando esplodono fanno un sacco di casino. I punti interrogativi? Nota dolente, sono pericolossissimi. Ti lasciano solo dubbi e incertezze. C’è il punto. Decisamente troppo definitivo, è sempre difficile mettere un punto, senza contare che a volte bisogna andare a capo o addirittura voltare pagina. E poi ci sono le virgole, amo le virgole. Dopo una virgola può cambiare tutto, o non cambiare nulla. Ogni virgola è un respiro, un silenzio breve tra una parola e l’altra, una piccola pausa. Scandiscono le sfumature, e dove c’è una virgola non c’è fine, non c’è dubbio, solo la voglia di continuare.”
- gin - (via ildiariodigin)
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Il Sole e la Luna passavano il loro tempo insieme durante il giorno finchè questo non diveniva notte. “Buonanotte Sole.” diceva la Luna mente iniziava a scendere al disotto della Terra; “Custodisci la nostra gente Luna.” diceva il Sole mentre lasciava il cielo per andare a dormire. La Luna ammirava i raggi del Sole e il Sole adorava la flebile luce della Luna. E’ in questo modo che i due si innamorarono. La Luna pensò a questa situazione per tutta la notte mentre guardava le persone dal cielo notturno. Quando il giorno seguente incontrò il Sole per scambiarsi di ruolo, gli disse: “Oh, Sole, splendi in un modo bellissimo ed io ti amo molto.” Il Sole rispose: “Ti amo, Luna. Ti ho sempre amata. Dove possiamo stare insieme?”. La Luna ci pensò per un lungo istante e poi disse gentilmente “Alle persone non piace l’oscurità della notte; spaventa i bambini e impedisce loro di vedere ciò che li circonda. Potremmo stare insieme e non far mai calare la notte sulla nostra gente.” Il Sole fu d’accordo con lei e disse “Vieni a brillare con me, Luna!”. Il Sole e la Luna splendevano tutto il giorno, guardando le persone per tutto il tempo. Quando arrivò l’ora della notte, il Sole non calò. Le cose non andarono come avevano previsto. Diversi bambini iniziarono a piangere perché non volevano dormire fin tanto che il Sole era ancora alto e nemmeno gli adulti riuscivano a prender sonno perché la luce del Sole e della Luna rendeva la Terra troppo luminosa. “Luna,” disse il Sole molto tardi in quella che doveva essere la notte, “le persone sono stanche e non possono dormire a causa della mia luce.” “Sì.” concordò la Luna “Andiamocene tutti e due così che loro possano dormire e noi possiamo stare insieme.” Il Sole e la Luna andarono via di nuovo, lontano, molto lontano al di sotto della Terra. Ad ogni modo, questo lasciò la Terra molto, molto scura con solo delle minuscole stelle ad illuminare le persone. Per la gente questo fu causa di molta confusione. Non sapevano più che ora fosse e qualcuno dormì durante quello che doveva essere il giorno. Andò avanti così per diversi mesi, ingannando le persone. Sentivano la mancanza del Sole e di come accendeva le loro giornate, aiutando le piante a crescere e dando vita a loro e agli animali. Sentivano la mancanza della Luna e di come dava quel giusto bagliore che li faceva sentire protetti la notte e come vegliava sempre il cielo notturno. La sua comparsa era ciò che li aiutava a mitigare l’arrivo della notte. Ben presto qualcuno iniziò a scrivere delle lettere e a chiedere al Vento di portarle al Sole e alla Luna. La maggior parte delle lettere diceva che sentivano la mancanza degli innamorati e che avevano bisogno del giorno e della notte per rimanere forti e in salute. Dopo aver ricevuto più di qualche lettera, il Sole e la Luna sapevano che le affermazioni erano vere. Il Sole guardò tristemente la Luna: “Io amo stare con te Luna, amo avere il tuo soffice bagliore tutto per me e ti amo così tanto da far male dirti che dobbiamo lasciare questo posto e tornare dalla nostra gente. Mi manca dare alle persone la mia luce. Hanno bisogno di me.” La luna sospirò infelice: “Sì Sole, le persone hanno bisogno della luce del giorno e con essa hanno bisogno anche della notte. Mi manca fornirli di luce durante l’oscurità e proteggerli mentre dormono. Ti amo, ma dobbiamo tornare per dare alla nostra gente il giorno e la notte.” Tristemente, i due concordarono che l’unico momento in cui avrebbero potuto stare insieme erano i pochi momenti in cui si vedevano tra la notte e il giorno ed il giorno e la notte. Questi momenti comunque, erano i più dolorosi. Conoscevano entrambi la gioia dello stare insieme e questo rendeva anche pochi accorgimenti da parte dell’altro difficili da sopportare. Il Sole piangeva, il che causò forti acquazzoni. La Luna non si sentiva intera senza il Sole, quindi mostrava solo una faccia nel cielo. Dopo qualche mese in queste condizioni, la Terra parlò loro e spiegò che le cose dovevano cambiare per il bene delle persone che entrambi amavano così tanto. “Io roterò e la gente non avrà idea di star girando e Luna, tu starai ad un mio lato mentre Sole, tu starai dall’altro. Quando le persone da un lato staranno avendo le ore di giorno, le altre avranno la notte. Voi due non dovrete mai più incontrarvi. Non vi sarà più ricordato ciò che non potete avere.” Il Sole e la Luna concordarono che così sarebbe stato meglio, quindi seguirono le istruzioni della Terra e restarono ognuno sul proprio lato. Secondo la gente quando il Sole si mostrava più luminoso stava pensando alla Luna e quando la Luna era piena, stava pensando al Sole. E’ la verità. Quindi, ancora innamorati, il Sole e la Luna conducevano vite separate rimanendo sposati l’un l’altra, devoti alla loro gente e ricoprendo un lato della Terra di luce e l’altro di oscurità.
“tell me the story about how the sun loved the moon so much he died every night to let her breathe.” l’ho tradotto da un video, ho fatto il meglio che potevo. (via nonsonomailpostodinessuno)
E lasci in giro il tuo profumo come a dirmi “io ci sono” come a dirmi “sarò sempre qua
Ligabue, “Tu Sei Lei” (via possoesserelatuatorcia)
“Ogni mattina quando ti svegli ti danno 86.400 dollari“ “E’ molto semplice, è solo un gioco: ogni mattina quando ti svegli ti danno 86.400 dollari, con il solo vincolo di spenderli durante la giornata, il denaro non speso verrà ripreso quando vai a dormire; ma questo gioco, o questo dono del cielo, può smettere da un momento all’altro, capisci? la domanda è: che cosa faresti se ti facessero un dono così?” Lui rispose sinceramente che avrebbe speso fino all’ultimo dollaro per viziare se stesso, o per fare regali alle persone che amava. Avrebbe fatto in modo di utilizzare ogni quarto di dollaro che la “banca magica” gli offriva, per portare felicità nella sua vita e in quella di coloro che lo circondavano, “anche di quelli che non conosco, perchè credo che non riuscirei a spendere 86.400 dollari al giorno solo per me e per i miei amici. Ma dove vuoi arrivare?” “Questa banca magica”, rispose lei, “l’abbiamo tutti; è il tempo! E’ la cornucopia dei secondi che si sgranano! Ogni mattina al risveglio, ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita per la giornata e quando la sera ci addormentiamo non c’è riporto su un conto nuovo, il tempo che durante la giornata non è stato vissuto si perde, ieri è passato. Ogni mattina questa magia ricomincia, ancora una volta ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita. Pero’ giochiamo con una regola inevitabile: la banca puo’ bloccare il conto in ogni momento, senza preavviso. La vita può fermarsi in qualsiasi momento. Perciò che cosa ne facciamo dei nostri 86.400 secondi quotidiani?Non sono più importanti dei dollari?
- Marc Levy, ‘Se solo fosse vero’ (via unpostodovetumiamavi)
Se devi fare una cosa sbagliata, falla con la persona giusta
Lil wayne (via profumoimpresso)
Poi ti rendi conto che hai le mani fredde. Le labbra secche, quelle che mordi in continuazione. Gli occhi bagnati. E guardi spesso il cielo. Non è per colpa dell’inverno che alle tue mani manca il calore. Non è per colpa dell’aria gelida che ti rovini le labbra. Non è per colpa del vento che ti soffia negli occhi se ti si bagnano. Ed il cielo non lo guardi per capire se sta per piovere. Manchi tu.
Wannabehereeternally
(via wannabehereeternally)
Manchi tu.
(via mancanzeinfinite)
manchi solo tu.
(via annstaystrong)
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(via -persempresola)
“Per loro sei i voti che prendi a scuola, sei i chili su una bilancia, l’età a cui hai perso la verginità, i soldi che guadagni in un mese, sei il numero di amici che hai su facebook, quante volte sei stato bocciato e con quante persone sei stato fidanzato, quante volte esci la sera e a che ora torni, sei quanti anni hai, quanti vestiti hai nell’armadio e quanti libri nella libreria. Io penso che la gente dovrebbe smettere di contare e cominciare ad ascoltare.”