Alcune volte comunicare è impossibile.

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Alcune volte comunicare è impossibile.
Hold me like you never lost your patience Tell me that you love me more than hate me All the time
Lost on You - LP [x] (via miauneko)
lost on you
e non credo sia così sbagliato, ripensare a me, poi a te, e poi a quel “noi” che, un po’ per te, un po’ per me, non siamo riusciti mai a creare. ma me, te, che importa, ricordati di come mi guardavi, e poi di come ti guardavo. e ricordati di quando mi volevi e poi non mi volevi piú, e di quanto io continuavo a volerti. vedi quanto siamo stati complicati, come poteva esserci un “noi”. e perció non credo sia così sbagliato, il fatto che ancora credo non sia sbagliato pensare a quel “noi” che esiste ormai solo scritto, e mai realizzato, un po’ per te, un po’ per me. quel “noi” a cui ancora a volte penso, (per sbaglio, o non tanto). e penso, e cominci a mancarmi fino a dentro, il posto in cui rimarrai custodito. io ti porto sempre lì, insieme a quel “noi” rimasto così incastrato
I’m so sorry that I wasted your time because you really do mean a lot to me and I hope you have a very nice life because I really think you deserve it. I really do. I hope you do, too. Okay, then. Goodbye.
Stephen Chbosky (via goodreadss)
Things don’t go wrong and break your heart so you can become bitter and give up. They happen to break you down and build you up so you can be all that you were intended to be.
Charlie Jones (via naturaekos)
To be beautiful means to be yourself.You don’t need to be accepted by others. You need to accept yourself. When you are born a lotus flower, be a beautiful lotus flower, don’t try to be a magnolia flower. If you crave acceptance and recognition and try to change yourself to fit what other people want you to be, you will suffer all your life. True happiness and true power lie in understanding yourself, accepting yourself, having confidence in yourself.
Thích Nhất Hạnh (via naturaekos)
Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince.
Harper Lee, Il buio oltre la siepe (via luomocheleggevalibri)
Che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualsiasi cosa facciate. Che nonostante pensiate di essere furbi, non lo siete molto. Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. Che se il numero sufficiente di persone beve caffè in una stanza silenziosa, è possibile sentire il rumore del vapore che si leva dalle tazze. Che a volte agli esseri umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati. Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole grande coraggio per mostrarsi deboli. Che gli altri, anche se sono stupidi, riescono spesso a vedere cose di voi che voi non riuscite a vedere. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri.
David Foster Wallace
(niente, è che, ogni tanto, questa ho bisogno di rileggermela)
Adesso vi dico un’altra cosa di cui non vi interessa nulla e di cui non avete bisogno, ovvero: perché vi arrabbiate tantissimo quando i vostri amici non si fanno sentire? Voglio dire, razionalmente, perché? C’è stato un periodo in cui anche io la prendevo sul personale e dicevo “è entrato su facebook, perché non mi scrive?” e tutta quella serie di cose lì (amici, amanti, fidanzati, non faceva differenza) poi però ho capito che insomma forse non aveva senso. Ecco, ieri ho visto un amico che non vedevo da tanto ed è stato carino, mi ha fatto molti complimenti e mi ha fatto piacere vederlo e mentre tornavo a casa pensavo ah, ma da quanto non ci vedevamo? Boh, evidentemente non avevamo tempo, bisogno né voglia di farlo. Fine. Semplicissimo. E questo non presuppone che io non gli voglia più bene come sette anni fa, quel bene lì, anzi, è solidificato nella mia libreria di persone a cui voglio bene. E invece tutti gli altri miei amici stanno creando questa guerra contro di lui, gli tengono il muso, fanno quelli arrabbiati, perché non scrive, risponde tardi, non riescono a vedersi da mesi. E ora quello che penso io è che non possediamo le persone, amici, amanti, fidanzati che siano, non prendiamo decisioni per altri né dovremmo obbligarli a farlo, esistono tutte quelle cose tipo essere onesti, tipo essere gentili, tipo che se ti scrivo tu forse puoi rispondermi e se siamo amici beh, dovresti esserci, però forse anche no, sta a te la consapevolezza di quello che fai. Insomma, se voglio scriverti ti scrivo, se vuoi rispondermi mi rispondi, se tra queste due azioni qualcosa va storto beh ok, ciao, insomma. Fra qualche mese mi scriverai e io ti dirò ciao, quanto tempo, e poi decideremo che fare, nel frattempo sei lì, fine. Avete questo grande problema di dare troppi significati ai silenzi. Che i silenzi a volte non vogliono dire niente, solo che pure il silenzio, ogni tanto, è bello.
Che venga scolpito sulle Tavole della Legge.
Perle!
"Che i silenzi a volte non vogliono dire niente,solo che pure il silenzio,ogni tanto, è bello."
Amo. Adoro. Venero.
Ho continue variazioni di umore, cioè posso passare da un ottimismo sfrenato a un pessimismo abissale nell'arco di quattro battiti cardiaci.
Daniel Pennac || oceano-di-rimpianti (via oceano-di-rimpianti)