Su cosa farai la tua tesina?
Ho fatto la maturità l'anno scorso, quest'anno passo :)

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@fermalamore
Su cosa farai la tua tesina?
Ho fatto la maturità l'anno scorso, quest'anno passo :)
Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessun’altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara.
A. Baricco (via evrythingilovethemostgetakenaway)
… Penso che leggendo questo articolo le riflessioni vengano da sè. Ognuno pensi alla propria coscienza, per il momento sono senza parole.
"Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza. L’odio è spesso una variante impazzita dell’amore. L’indifferenza invece riduce a nulla l’altro, non lo vedi neppure, non esiste più.”
E. Ronchi (via imieipensieripiusegreti)
Così sogno i tuoi baci. Il tuo amore. Il tuo sorriso.
Penso che quello che tu faccia con le poesie, io lo faccia con i sogni. Sognare momenti con te la notte, è l’unica cosa che in questo momento mi fa stare in piedi. Sognare come sarà, quando saremo. Sognare le tue carezze, i tuoi baci, i tuoi scherzi. Tutto ciò che tu rendi poesia, il mio cervello cerca di renderle azioni. Così sogno i tuoi baci. Il tuo amore. Il tuo sorriso.
Lo ricordo quel giorno, quasi fosse ieri. Mi venisti a svegliare che il sole ancora non era sorto, mi dicesti di fare veloce, che il tempo non sarebbe stato ad aspettarci. Comprammo i cornetti caldi del bar sotto casa e per mano, a passo svelto, raggiungemmo il pontile. Avevo capito che avevi in testa una follia. La bocca ancora impastata e il cervello ancora appannato per il sonno. Salimmo sulla barca di tuo padre, faceva freddo, cavolo come tremavo. Appena accendesti il motore, il mio cuore iniziò a battere all’impazzata, mi sentivo pronta, stava per succedere, stavo per diventare tua. Il vento mi accarezzava il volto e soffiava indietro i capelli, sentivo il tuo sguardo su di me mentre andavamo sempre più a largo. Finalmente ci fermammo, mi abbracciasti forte, forte come non mai. Io tremavo, per il freddo, per la paura, per l’amozione. Mi ordinasti di tirare fuori i cornetti, nel frattempo il sole stava sorgendo. Il cielo era rosa, di riflesso lo era anche il mare. Sembrava una scena di quei film per ragazzini, ma io non mi sentivo patetica. Non lo eravamo. D’un tratto iniziasti a baciarmi, la nutella mi stava sporcando la bocca. Quella era la scusa. Piano piano scendesti fino al collo. Brividi. Quella volta facemmo l’amore. Non fu la prima volta che i nostri corpi si unirono. Non fu il primo orgasmo che provai con te. Ma quella volta, sentii tutto l’amore che avevi da darmi, sentii che eravamo unici, e che nessuno mi avrebbe mai potuto rovinare quegli istanti. Quella volta, ti ho amato come non sarei riuscita mai ad amare nessun altro.
Prima in treno pensavo a quanto fossi stata bene in questi giorni, che ogni volta che ci vediamo mi sembra sempre meglio di quella prima. Pensavo che sono già due anni e due mesi (e qualche giorno), che in realtà è tanto tempo, ma che potrebbe essere anche poco. Pensavo che sono piena di ricordi di noi, di nostri momenti, nonostante non siamo sempre insieme. Pensavo che in questi giorni non abbiamo fatto niente di particolare o particolarmente entusiasmante, eppure sono felice come se fossi appena tornata da disneyland. Pensavo che, da sempre, quando sto con te io mi sento piena, completa. E questa cosa non me la può dare nessun altro. Che non importa se siamo a casa sul divano a guardare programmi stupidi alla tv o se ti stia a fissare mentre tu guardi la partita, se siamo fuori a mangiare una pizza, soli a camminare per i vicoli o al cinema circondati da persone: non c’è un momento in cui io, insieme a te, mi senta fuori posto. E dopo più di due anni mi fai sentire ancora così piena, che oggi in treno pensavo che ti amo. E non ti amo perché mi porti al cinema, perché mi porteresti a ballare o perché mi faresti divertire. Io ti amo perché che sia sdraiata sulla luna o seduta sul pavimento freddo di una stanza, io mi sentirei sempre la regina. Sempre ricca, sempre piena. Io ti amo perché sei come sei. E sei la mia casa, il mio migliore amico, il mio ragazzo, il mio rifugio, il mio posto. A questo pensavo oggi sul treno.
Pensieri dolci che ogni tanto capitano anche a me, ebbene sì. (via maeravamoqualcosa)
Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, nè si sconvolgessero i cuori non l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, nè impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mano, all’oro del suo ridere. Non aveva perso un solo suo gesto, nè un suo solo indizio del suo carattere, ma non osava avvicinarsi a lei per il timore di infrangere la malia.
Marquèz, l’amore ai tempi del colera. (via maeravamoqualcosa)
C’è che quando parti non ci pensi, non ci pensi a quello che lasci. Non pensi agli amici, che ti mancheranno. Non pensi alle situazioni nuove che dovrai affrontare. C’è che quando parti non ci pensi, non ci pensi che stai lasciando un pezzo della tua storia. Non pensi che stai lasciando la vecchia vita. E non è vero il detto “se lasci la vecchia per la nuova sai quel che lasci ma non sai quel che trovi. Quando parti non ci pensi, non ci pensi a quello che lasci. Non lo immagini nemmeno per sbaglio quanto sia grande tutto ciò che ti lasci alle spalle.
Pensavo al fatto che… (via maeravamoqualcosa)
Svegliarsi con un occhio lacrimante alle 5 del mattino e con un torcicollo mostruoso, alzarsi alle 7:20 ridotta ancora peggio e sostenere un'ora di interrogazione di greco a prima ora. Sospettare di avere la febbre e vedere che la prof se ne sbatte altamente del fatto che stai male. Lei vuole il voto, puoi anche morirle davanti che a lei non interessa. Questa è la mia scuola.
Ps. Buona giornata di merda.
Menomale che da quella merda ci sono uscita.
Non esagero se dico che ho i brividi. Regina grammatica, dalla un pasto ai lupi. Non è degna di perdono.
-a meno di un giorno dal mio ritorno su fb, trovo già queste porcate.
Non hai altri limiti di quelli che ti sei posto da solo.
Massimo Gramellini, l’ultima riga delle favole. (via maeravamoqualcosa)
Ok, lei un pochino la migliora la giornata.
C’è una differenza sostanziale tra il brutto tempo brutto e il brutto tempo bello. Il secondo é quando ci sono tuoni, acqua a volontà, lampi, vento. Quel brutto tempo è bellissimo, altro che. Il primo invece è quando il cielo è bianco, c’è vento, pioviggina ma non piove, e tutto, TUTTO, nella giornata con il brutto tempo brutto, diventa noioso. Ecco, questa è una giornata con il brutto tempo brutto. E la noia mi sta divorando.
Lezioni di vita. (via maeravamoqualcosa)
Volevo solo dire che per essere considerata donna, non basta avere un pertugio, una fenditura tra le gambe e due supplementi di forma sferica sul petto, o le unghie finte e le mani curate, o portare una minigonna, o avere i capelli lunghi, o avere gli occhi truccati e lo chanel nº5. Per essere una donna ci vuole molto di più, ma a questo ci arriveremo più in là.
Lezioni di vita (via maeravamoqualcosa)
*invisibile*
Poi però un giorno dura un inverno come se non ci fosse aria intorno e vivere doventa una bugia. Il cuore si difende, ma poi non resta niente.
Poi, però. (via maeravamoqualcosa)