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@focaccinooo
EU AMO BUCETA yummi yummi yummi
Mi sono reso conto di non aver mai pubblicato le mie promesse di matrimonio per @vaerjs
V. mi sono sempre detto che con le parole sono bravo.
Eppure oggi faccio fatica a trovare quelle giuste per dirti una cosa semplice:
che ti amo. Ti amo quando mi guardi e i tuoi occhi brillano come se davanti a te ci fosse la persona più bella del mondo...e per un attimo mi convinci che sia davvero cosi.
Ti amo per la tua delicatezza, per il modo in cui ti circondi di persone che ti vogliono bene, per come trovi il buono anche dove il buono non c'è
Ti amo quando non ti senti abbastanza, perché la verità è che tu sei sempre molto di più.
Dal primo giorno, la tua sensibilità ha rotto quella bolla in cui mi ero chiuso. Forse per paura, forse per difesa. Hai guardato oltre, mi hai capito...e mi hai scelto lo stesso.
Nonostante i miei momenti no, le mie crisi, le mie sparizioni.
E pensare che all'inizio non volevi nemmeno sentir parlare di una relazione....
mentre io, con una sicurezza inspiegabile, ti dicevo che saresti diventata mia moglie Ridevi
E onestamente... avevi anche ragione.
Non so ancora se ti hanno convinta i mici pettorali possenti,
i miei bicipiti
o la mia innata simpatia
Però una cosa la so:
da quel primo abbraccio non ci siamo più lasciati
Abbiamo superato distanze,
videochiamate infinite, mesi senza poterci vedere, senza il tuo profumo senza il tuo abbraccio.
Eppure eccoci qui. Tu sei la mia guida quando perdo il sentiero, la luce quando tutto si fa buio,
la musica quando intorno c'è silenzio.
Sei la forza che mi ricorda che posso farcela anche quando io non ci credo. Ti ricordi noi? La prima volta che ci siamo visti, quando non capivo nemmeno se ti piacessi.
La nostra prima "casa", quella mansarda a San Salvario
La prima volta che ci siamo stretti la mano nel reparto pasta dell'INS.
Romanticismo puro, tra le penne rigate in offerta.
Ti ricordi Parigi? A girare ai champs eliser che non so nemmeno pronunciarlo o scriverlo.
La prima volta a Torino, la nebbia che io pensavo fosse un incendio.
E ti ricordi quel giorno, ai piedi della Gran Madre, quando ti ho chiesto di sposarmi?
Non ci credevi. Pensavi stessi scherzando. D'altronde... non è facile prendermi sal serio quando passo le giornate a dire cavolate. Ma questa volta no. Questa volta ero serio.
E lo sono ancora oggi.
Oggi non sto solo ricordando quello che siamo stati,
ma scegliendo quello che saremo,
La famiglia che costruiremo,
la vita che condivideremo,
tutto quello che ancora non sappiamo
ma che affronteremo insieme.
E ti prometto una cosa
che continuerò a guardarti
con lo stesso sguardo di quel giorno
in cui ti dicevo, senza dubbi,
che saresti diventata mia moglie.
Ieri quasi labirintite e dire che proprio l'anno scorso in questo periodo sono stato male e penso che proprio da allora il mio rapporto con il luogo di lavoro si sia rotto completamente perché mentre ero in ospedale e non sapevamo ancora cosa fosse e V chiamava il lavoro per dire della mutua, dall'altra parte la risposta è stata scocciata "ah ma quindi anche domani non viene?"
Oggi Kia, iraniano, dopo un turno difficile e in palese difficoltà mi dice scusa se oggi non ha lavorato bene e che per lui è stato il peggiore da quando è qui. Gli dico che non deve chiedere scusa e che è evidente che per lui in questo momento il lavoro è l'ultimo dei pensieri. Dopo un attimo di pausa mi dice sì, è vero. Mi guarda e mi dice che ho un cuore grande, che osservo tutti e guardo chi sta male e cerco di fare stare meglio tutti.
È proprio vero Kia, peccato che sto facendo di tutto per non caricarmi più del peso del mondo
Vorrei ritrovarmi ora su quella stradina, sul promontorio di Howth, a guardare l’oceano e lasciarmi trasportare da quel senso di impotenza, ma anche da quel desiderio di bellezza che caratterizza quel luogo. È così facile capire cosa sia veramente importante nella vita, eppure ci si crogiola nei minimi dettagli, come se una parola di troppo, o una parola mancata, detta o non detta da qualcuno vicino a noi, potesse in qualche modo scalfire quello splendore.
Fa quasi ridere, ma anche riflettere, quanto professiamo la vita bucolica e poi, per mero caso, se rimaniamo senza smartphone anche solo per un’ora, andiamo quasi in astinenza. Ecco, in questo momento sono in astinenza. Ma di bellezza, di paesaggi e natura, di vita e libertà.
Sono pieno d’amore, ma di quello puro. Quello che ti fa apprezzare ogni minimo dettaglio, che ti fa vivere con la consapevolezza che essere felici è molto più facile di quanto sembri. Basterebbe dare, senza chiedere nulla in cambio, e qualcosa, prima o poi, tornerà.
Avuto conversazione con colleghi ventenni su relazioni e co.
Ne è uscito fuori che:
-il loro partner non deve avere amici dell'altro sesso
-il loro partner non deve andare in discoteca senza l'altro
- il loro partner se mette cuori a un altro nei social è infedele e manca di rispetto
- non bisogna guardare gli altri in modo "sessuale"
- se l'altro esce deve dire con chi, dove e deve avere sempre il telefono a portata di mano per rispondere altrimenti è mancanza di rispetto.
Ringrazio non so chi di non avere una relazione del genere e auguro loro qualcosa di simile alla mia perché di vivere in un monastero proprio non mi andrebbe.
Mi fa paura il concetto di rispetto, come se un cuore a un culo possa determinare quanto ami e rispetti l'altra persona.
Devo dire che è complicato a volte non farsi carico di tutto quando hai vissuto per tutta la vita in un contesto familiare in cui eri e sei ancora il portatore sano del peso degli altri
Inizia il weekend e la gente attorno inizia a vivere, dopo una settimana di lavoro e stress, magari riesce a godersi due giorni di serenità e relax. Un museo, un pranzo fuori e invece a te tocca andare a lavoro perché lavori nella ristorazione e non esiste nessun week end, non esiste nessun relax, perché quando riposi tu, tutti gli altri lavorano.
Non so da quanto tempo ormai non disfo la valigia Non ho ancora visto fuori ma la vedo grigia Forse è il mio umore che influenza il clima, siga-caffè-siga Che alzarsi già costa fatica Non so se questa vita sia più una maratona o i cento metri Ma è uguale se fatichi a stare in piedi Nascondi le emozioni come fossero segreti In un mondo che confonde i diritti coi privilegi e c'è chi ne esalta i pregi Oltre i nostri vecchi quartieri È un sistema che gentrifica anche i sogni e i tuoi pensieri E non fa prigionieri e non fa sconti ma stando a quei racconti M'han detto il nostro è il migliore dei mondi E questo è uno di quei giorni senza favole Di quando si potevano mangiare anche le fragole È un giorno senza te come altri cento Un giorno in cui cerco un senso a ciò che sta succedendo
Ma probabilmente hai anche interiorizzato un messaggio implicito:
“il proprio valore si dimostra attraverso ciò che si fa per gli altri”. “se non me ne occupo io, nessuno lo farà davvero”.
“valgo perché reggo tutto”
a:
“valgo anche quando mi proteggo”.
Tornerei molto volentieri in Irlanda, 10 giorni, lontano da tutto sto casino
Ieri c'è stata l'ispezione dell'anno a punteggio che determina il livello del locale per l'anno successivo e l'ispettore mi ha fatto i complimenti davanti al mio titolare (che come sapete, da quando sono diventato delegato sindacale non corre buon sangue tra noi), stringendomi la mano e dicendomi che sono stato impeccabile. POSSO DIRE? CHE SODDISFAZIONE
C'è questa persona nella mia vita che mi piacerebbe considerare amica, ma che per vari motivi non lo è, magari perché non lo vuole o perché non c'è abbastanza fiducia per la posizione e il ruolo che ricopriamo. Sta di fatto che guardandola negli occhi vedo quel dolore che provo anche io, quella gabbia in cui a volte mi sento, quel pianto bloccato dentro e che non deve uscire fuori, quell'incessante bisogno di fare sempre qualcosa per non fermarsi, perché nel momento in cui ti fermerai crollerai, crollerà tutto quel castello di carte che ti sei costruito per sopravvivere. Oggi l'ho presa per le mani e le ho detto fermati. Fermati, basta. Rallenta, respira. Concediti di respirare. Sei stanca, non trattenere tutto. Aveva gli occhi lucidi, anche se ha negato. Le avrei voluto dire che anche lei merita di piangere, di sentirsi fragile, di fermarsi, di avere la possibilità di respirare senza che per forza debba crollare il mondo da un momento all'altro Ma chi sono io per dirti cosa penso, cosa provo, cosa penso di sapere di te
Synergie mi comunica che dopo 10 anni il mio profilo verrà cancellato definitivamente. Offerte di lavoro proposte: 0
Ancora una volta sono andato a fare "shopping" che in realtà è vestiti per sopravvivere alla prossima stagione e ovviamente non ho comprato nulla perché mi faceva tutto schifo al cazzo (facevo schifo al cazzo)