Mi ci sono trovata mille volte in questa situazione, quella di aprire un quaderno nuovo e iniziare a scriverci su.
Mi sono trovata mille volte, seduta dietro una scrivania , con la voglia di dire, di scrivere, di ricominciare. Aprire un quaderno nuovo è aprire un'altra piccola porticina nel cuore, è cambiare vita. L'ho comprato un po’ di tempo fa il quaderno su cui scrivo. Rigorosamente nero, mi sono detta. In fondo speravo fossero le pagine, le parole scritte dentro a colorarlo.
Quando l'ho comprato sicuramente sentivo di dover ripartire, non so bene da dove, ma dovevo ripartire.
È restato chiuso, fermo, immobile su questa scrivania, tanto quanto basta per impolverarlo.
Stavo aspettando il momento giusto.
Non ero sicura fosse arrivato, tanto da scrivere a matita le prime pagine. Ho avuto seriamente paura di ricominciare dal punto sbagliato, dal momento sbagliato, di parlare al cuore sbagliato.
Ho sentito l'esigenza di prendere la penna in mano e spiegarlo, oggi!
Il ché, è gia un grande traguardo.
Credo che il tuo cuore, giusto o sbagliato che sia, meriti un quaderno dei miei, quelli pieni di belle parole e di sentimento.
D'altronde me l'hai detto tu di lasciarmi ispirare da te.
L 'hai detto e neanche sai quanto ci riesci bene ad ispirarmi.
A questo punto, non puoi neanche immaginarlo quanto mi verrebbe da scrivere, se solo penso a quante cose ci potrei fare con quelle tue spalle, larghe al punto giusto, larghe quanto basta da poterci dormire comoda tutta la notte.
E tu non lo sai, quanto vorrei correre da te e prenderti le mani baciandole mille volte; sono grandi abbastanza da potermi coprire e farmi sentire al caldo con dieci gradi sotto zero.
Pensa che, a volte, mi capita di pensare di poterci passare la vita al tuo fianco, e poi te lo vorrei urlare, che anche io, come te, vorrei sei figli.
Penso che potrebbero essere tanto belli e speciali. Un po’ come te. Un po’ come me.
‘Che se poi ci guardiamo a fondo non siamo poi così tanto diversi.
L’ altro giorno è stato davvero difficile trattenermi dal dirti che anche io odio il pancarrè.
Sì, il pancarrè.
E mi sento banale, insulsa e insignificante.
E mi sento una cretina.
L 'unica scema che decide di comprare un quaderno nuovo per colorarlo di tante belle parole, di sogni, di speranze,da dedicare ad un cuore puro e si ritrova qui, a parlare di pancarrè.
Perché ne vale la pena.
Ne vale la pena parlare di cibo, di occhi, di animali, del mondo.
Ecco cosa mi ispiri.
Mi ispiri il mondo.
È questo quello che cercavo ne cuore puro e gentile di cui avrei parlato in queste pagine.
Ti sento così dentro, così simile, da riuscire a scorgere l'infinità che cerchi di nascondere dietro la tua strafottenza.
E giuro che, più ti nascondi, più ho voglia di venirti a cercare, più ho voglia di sbatterti al muro e poggiare le mie labbra sulle tue.
Vorrei che mi facessi viaggiare così, dentro di te.
Ogni bacio, un nuovo viaggio.
Credo che non mi stancherei mai, di esplorati da vicino, ogni giorno una nuova preziosità da scoprire.
È così che funzionano le cose belle; si nascondono tra quelle più insignificanti, tra le cose in cui non cercheresti mai, cosicché da concedersi solo a chi se lo merita.
Le cose belle si concedono a chi è così bravo da non arrendersi mai, nonostante i temporali, nonostante gli uragani, nonostante i terremoti.
Ecco io credo di essere stata abbastanza brava, ho tenuto i piedi saldi per terra, ho atteso, ho sentito.
Ho sentito che tu ne vali la pena, anche se fai male, anche se ogni tanto ti rivolti contro.
Mi aggrappo a quello che ho, a quello che mi concedi.
Sento nel naso il profumo che lasci in giro, tengo bene in mente il tuo sguardo fisso su di me.
E mi basta, e mi basterà ancora, per farmi sentire che, ne vali la pena.