Non adattarti.
Sii abbastanza consapevole e confidente da saper scegliere ciò che piÚ si adatta a te.
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Non adattarti.
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Sometimes you really gotta decide for yourself it's the last time the universe gonna teach you that same lesson
đ
Ehi ciao, scusa il disturbo, volevo chiederti, quando ti arriva una crisi di pianto improvvisamente, cosÏ dal nulla, e fai fatica a trattenerti, cosa può essere? Grazie <3
Il pianto è lo strumento piÚ potente di liberazione. Io lo vedo anche come un modo per avere compassione di sÊ. Magari quella che chiami "crisi" può essere il segnale che hai trattenuto qualcosa che voleva solo emergere: le emozioni hanno l'esigenza di essere sentite!
Ciò che ti sta pesando, però, puoi saperlo solo tu... â¤ď¸
Ps. Nessun disturbođŤ
you've met me at a very "yeah i'm trying to work on that" time in my life
Un giorno questo dolore ti sarĂ utile
La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza.
-into the wild
La nausea - Sartre
Marion Harris - The Man I Love 1927 George Gershwin "Strike Up The Band"
When the mellow moon begins to beam
Every night I dream a little dream
And of course Prince Charming is the theme
The he, for me.
Although I realize as well as you
It is seldom that a dream comes true,
To me it's clear
That he'll appear.
Some day he'll come along, the man I love
And he'll be big and strong, the man I love
And when he comes my way,
I'll do my best to make him stay.
He'll look at me and smile, I'll understand
And in a little while, he'll take my hand
And though it seems absurd
I know we both won't say a word.
Maybe I shall meet him Sunday,
Maybe Monday, maybe not
Still I'm sure to meet him one day
Maybe Tuesday will be my good news day.
He'll build a little home just meant for two
From which I'll never roam, who would? would you?
And so, all else above,
I'm waiting for the man I love.
I trascendentalisti distinguono tra lâintelletto logico, che analizza i fenomeni materiali, e la Ragione in senso trascendentale, intesa come facoltĂ intuitiva superiore capace di cogliere lâassoluto.
Giacomo Leopardi opera una distinzione che può apparire analoga, soprattutto nello Zibaldone. Per lui, la ragione meccanica (o âragione strettaâ) è la facoltĂ logico-analitica che seziona la realtĂ , distrugge le âamene illusioniâ e conduce allââarido veroâ, ossia alla consapevolezza del nulla e dellâinfelicitĂ umana.
Leopardi sostiene che le grandi scoperte e la vera conoscenza non derivino da questo calcolo freddo, ma da unâaltra facoltĂ : lâimmaginazione, unita al sentire. Solo chi possiede una forte capacitĂ immaginativa e una profonda sensibilitĂ può infatti giungere a quelle intuizioni originarie che precedono e rendono possibile la successiva dimostrazione logica.
Secondo Leopardi, il vero genio - come Newton o Galileo - non è un mero calcolatore, ma un individuo dotato di entusiasmo e di una forza creativa che gli consente di scorgere connessioni lĂ dove la ragione meccanica vede soltanto dati isolati. Sebbene la ragione sia necessaria per confermare la veritĂ , senza lâimpulso vitale del sentimento e dellâimmaginazione lâuomo resterebbe in uno stato di paralisi intellettuale e spirituale.
Per Leopardi, dunque, la ragione, se isolata, è distruttiva; solo lâunione tra la profonditĂ del sentire e il rigore dellâanalisi permette di accostarsi alla complessitĂ dellâesistenza.
Lâindagine razionale cosĂŹ come è concepita da Leopardi non tocca mai il trascendente, ma resta sempre circoscritta ai meccanismi della natura, intesa come ente impersonale e privo di finalitĂ . Da qui nasce la necessitĂ di affiancare allâintelletto logico-razionale unâaltra facoltĂ , il sentire, capace di restituire profonditĂ e vitalitĂ allâesperienza umana.
La Ragione dei trascendentalisti, invece, non richiede unâintegrazione tra logica e sentimento, poichĂŠ si configura come unâunitĂ originaria: essa è espressione della persona divina e rappresenta una facoltĂ alla quale lâintelletto umano può in qualche misura attingere. In questo senso, la Ragione trascendentalista è giĂ sintesi, mentre in Leopardi la sintesi resta sempre incompiuta.
A mio parere, Leopardi ha vissuto entro un limen storico e culturale che non gli ha consentito di trovare uno sbocco compiuto, oltre lo scetticismo espresso attraverso il dubbio, per la propria filosofia. Se la sua breve esistenza si fosse prolungata, è plausibile che sarebbe entrato in contatto con nuovi stimoli filosofici capaci di sviluppare ulteriormente il suo concetto di sentire, rafforzandone il primato - da lui stesso riconosciuto - sulla fredda ragione analitica.
â¤ď¸
adela dirzu