Quando ti dicono “quando stai male dimmelo” ma tu non riesci a dirgli niente perché ti sembra di essere di troppo
Sweet Seals For You, Always
NASA
No title available
RMH
hello vonnie
we're not kids anymore.
macklin celebrini has autism
Cosimo Galluzzi
I'd rather be in outer space 🛸

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Kiana Khansmith
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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
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@gaiagigia
Quando ti dicono “quando stai male dimmelo” ma tu non riesci a dirgli niente perché ti sembra di essere di troppo
“Sono giorni come questo in cui vorrei mollare tutto e andarmene”
—
“E certe sere crollo, può essere perché mi intristisco più del solito.”
- Gemitaiz
“E chi se ne frega se il ponte non regge, mi faccio un bel volo.”
— Gemitaiz feat Victor Kwality; Coma
“Non fatemi lezioni di vita,ripassatevi prima la vostra.”
—
“E’ impossibile aiutare chi vive da morto.”
— - Cranio Randagio
mi piace quando
ti dico che mi piaci
e tu non ci credi
e mi chiedi perché.
e allora ti spiego
che mi piaci perché
hai gli occhi più incasinati
dei miei.
mi piaci perché
tu non sorridi quasi mai
ma quando lo fai
cazzo che bello.
mi piaci perché
le tue labbra sanno
di fuochi d'artificio
in una notte estiva
coca cola
e concerti in prima fila.
mi piaci perché
nel tuo disordine
mi sento nel posto giusto.
mi piaci perché
quando andiamo al McDonald’s
mangi
come se nessuno
ti stesse guardando
e te ne freghi
di ciò che gli altri pensano di te.
mi piaci perché
sei confusa
e da quando ti conosco
la confusione
non è mai stata così bella.
mi piaci perché
ti mordi le labbra
quando sei in imbarazzo.
mi piaci perché
il tuo nome
mi è rimasto incastrato in testa
come quando una canzone
diventa la tua preferita
e non pui fare a meno di cantarla
tutto il giorno.
mi piaci perché
sei fatta di tornadi
tuoni
e temporali
ma in te vedo un arcobaleno.
mi piaci perché
hai fatto battere il mio cuore
quando volevo
che non battesse più.
mi piaci perché
hai visto musei pieni d'arte
in me
dove io vedevo soltanto
gallerie vuote.
mi piaci perché
mi sentivo perso
poi ho incontrato te
e ho capito
che la mia destinazione eri tu.
la mia detinazione sei sempre stata tu.
mi piaci perché
ogni volta che sei in ritardo
e vorrei maledirti
poi ti vedo arrivare
e mi domando
ma cosa c'è di più bello di questo?
mi piaci perché
posso andare ovunque
ma il tuo abbraccio
è il posto in cui torno sempre,
il tuo abbraccio
è la città in cui voglio vivere.
mi piaci perché
non mi serve una motivazione
mi basti tu.
“Clark, quando leggerai questa lettera saranno passate alcune settimane (anche considerando le tue inaspettate capacità organizzative, dubito che tu sia riuscita a raggiungere Parigi prima dell’inizio di settembre). Spero che il caffè sia buono e i croissant freschi, e che ci sia ancora un po’ di sole per stare seduta fuori su una di quelle sedie di metallo sempre traballanti sul marciapiede. Non è male, il Marquis. Anche la bistecca è buona, se ti va di tornare per pranzo. E se guardi più avanti lungo la strada, alla tua sinistra, dovresti vedere L’Artisan Parfumeur dove, dopo aver letto questa lettera, ti consiglio di andare a provare un profumo che mi pare si chiami Papillons Extreme (non ricordo bene). Ho sempre pensato che sarebbe stato delizioso su di te. Okay istruzioni terminate. Ci sono alcune cose che ti volevo dire e che ti avrei detto di persona, ma a) ti saresti messa a piangere e b) non mi avresti lasciato finire. Hai sempre chiacchierato troppo. Dunque: l’assegno che hai trovato nella prima busta che ti ha consegnato Michael Lawler non era l’intera somma, ma solo un regalino per aiutarti ad affrontare le prime settimane da disoccupata e farti arrivare a Parigi. Quando tornerai in Inghilterra dovrai portare questa lettera a Michael nel suo ufficio a Londra, e lui ti darà i documenti necessari per avere accesso a un conto che ha intestato a te su mia richiesta. Sul conto c’è quanto basta per sceglierti un bel posticino dove vivere e per pagare l’università e le spese correnti per mantenerti durante il periodo di studi a tempo pieno. I miei genitori saranno messi al corrente di tutto. Spero che questo, insieme all’apporto legale di Michael Lawler, faccia sì che ci sia meno trambusto possibile. Clark, già ti vedo andare in iperventilazione. Non cominciare a farti prendere dal panico e non tentare di svincolare. Tutto questo non sarà sufficiente per farti restare seduta in panciolle per il resto della tua vita, ma dovrebbe almeno regalarti la libertà, sia da quella claustrofobica cittadina che entrambi chiamiamo casa, sia dal tipo di scelte che finora ti sei sentita in obbligo di fare. Non ti sto dando questo denaro perché voglio che tu pensi a me con nostalgia o mi sia riconoscente o lo veda come un ingombrante ricordo. Te lo dono perché non ho più molti motivi per essere felice, ma tu sei uno di questi. Sono consapevole che conoscermi ti ha causato sofferenza e dolore, e mi auguro che un giorno, quando sarai meno arrabbiata con me e meno sconvolta, capirai non solo che non avrei potuto fare altrimenti, ma anche che questo ti aiuterà a vivere una vita davvero bella, una vita migliore di quella che avresti vissuto se non mi avessi incontrato. Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia, l’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente. Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me. Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà cambiare la tua. Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime.Vivi bene. Semplicemente, vivi. Con amore, Will.”
— Io prima di te (via loveisjustawaytodieblog)
-Ti sei fatta crescere i capelli. -Così pare. -Ce li avevi corti quando stavi con me. -Lo so. -Stai bene, comunque. -Grazie. -Sei proprio bella. -Non dovresti dirmelo. Sono la tua ex. -Posso dirtelo. Ti ho amato. Sul suo viso comparve una smorfia:-Mi hai amato solo perché sono bella? -No, affatto. Ti ho amato perché… in realtà non lo so perché. -Come sarebbe a dire che non sai perché? -Che tu eri… non lo so. Ci fu un attimo di silenzio, poi lei finalmente sorrise:-Io ti amavo. Tu non l’hai mai capito ma io ti amavo. -Tu non me l’hai mai detto. -Hai ragione. Ti ho detto molte altre cose ma non quella. -Mi hai detto che ero un coglione, che ti trattavo male, che ero immaturo… Sbuffò:-Dio mio, lo sai che non lo pensavo davvero. -E che pensavi davvero? -Che eri fantastico. Avevi quel modo tutto tuo di vedere le cose e io amavo quel tuo modo di vedere le cose. Eri adorabile quando mi sorridevi dall’altra parte della strada e quando mi accarezzavi la guancia appena mi vedevi giù di morale. Eri dolcissimo quando mi permettevi di stare tra le tue braccia e sai io odiavo sentirmi piccola ma quando mi stringevi mi sentivo minuscola e stavo comunque benissimo nei tuoi abbracci ed eri straordinario quando stavi ad ascoltare le mie paturnie sconnesse come stai facendo ora… Si fermò per un istante con le lacrime agli occhi, poi lo guardò e la voce le tremava mentre pronunciava quelle parole:-E come ora mi sorridevi. Solo che poi mi baciavi e mi dicevi che andava tutto bene. Fu un attimo. Un attimo in cui lui si sporse dall’altra parte del tavolo e la baciò. E le disse:-Va tutto bene. Lei fece un respiro profondo. -Non avresti dovuto farlo. Sono la tua ex. -Sai perché ti ho amato? -No. -Perché era impossibile non farlo. Eri qualcosa che non riuscivo a capire e quando ci provavo mi perdevo. E quando mi perdevo trovavo i tuoi occhi e loro mi guardavano sempre con un amore sconfinato, non importava quanto io fossi stronzo o quanto ti facessi incazzare o piangere, i tuoi occhi continuavano sempre ad amarmi. Io ti amavo perché eri forte, piccola. Tu pensavi sempre che fossi io a proteggere te e invece eri tu a proteggere me. Io non ti ho mai protetto. E tu non hai idea… non hai idea di quante volte mi sono odiato. Mi sono odiato tutte le volte in cui non ti difendevo e non ti dicevo di amarti. Tu non mi dicevi di amarmi ma io sapevo che mi amavi. Io non ti dicevo di amarti ma ti amavo. Tu lo sapevi? Il sorriso della ragazza era triste:-No. -Ma ti amavo. Davvero. -Se l’avessi saputo non mi sarei arresa con te. -Quindi adesso saremmo ancora insieme? -Io sono ancora con te. -Ma stai con lui. -E tu stai con lei. -Ma sono con te. Lei sospirò:-Non fa niente. Siamo andati oltre il nostro amore. -Non lo so. Siamo ancora qui. -Non siamo più quelli che eravamo. -Hai ragione. Hai i capelli più lunghi. Finalmente lei rise. E lui non riuscì a non dirglielo:-Il tuo sorriso è sempre lo stesso, però. Il suo sguardo si fece serio in quello di lui:-Anche la tua capacità di farmi sorridere è sempre la stessa. -Vuoi sapere la verità? -Sì. -Anche il mio amore per te è rimasto lo stesso. -Vuoi sapere la verità? -Sì. -Li vedi i miei occhi? Si guardarono. -Li vedo. -Non lo capisci? -Che cosa? -Hai detto che ti guardavano con un amore sconfinato. -Sì. -Neanche loro sono cambiati. Ti stanno guardando ancora così.
Per fortuna nessuno può sentire ciò che penso.
Isabel Celima
RELIGION.
“Ci guarderemo
negli occhi
con quella immensa voglia
di baciarci,
ma ci passeremo di fianco
senza nemmeno salutarci.”