Cosa ci rende «umani»?
È la domanda sottile che sta a margine di tutte le pagine di questo libro. Han Kang miscela sapientemente crudeltà e poesia, e per quanto forti siano le immagini che descrive non riusciamo a voltarci dall’altra parte, perché la parola vince sullo strazio, la parola è verità e ci fa sentire meno soli, così ci aggrappiamo a quelle lettere nere d’inchiostro sperando che ci portino fuori…














