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L’aratro degli psichiatri
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Fenicotteri rosa.
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Femminicidio
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Aforismi d'amore: fede e psicoanalisi
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Incontro traumatico con la perdita
ROMA
Mercoledì, 15 Maggio, 2013 – 18:00
PATERNITÀ E MATERNITÀ NEL XXI SECOLO
IL CINEMA INTERROGA LA PSICOANALISI
Proiezione del film “La stanza del figlio” di Nanni Moretti
Il cinema di Nanni Moretti e gli effetti del lutto sul nucleo familiare saranno i temi trattati nel secondo appuntamento del ciclo “Paternità e Maternità nel XXI secolo”.
Vito Zagarrio, professore ordinario presso l’Università degli Studi “Roma Tre” curatore del volume Nanni Moretti. Lo sguardo morale (edizioni Marsilio) terrà un’introduzione al cinema di Nanni Moretti.
Rosamaria Salvatore, docente presso l’Università di Padova, membro della Scuola lacaniana di psicoanalisi e docente dell’Istituto freudiano è autrice del volume edito dalla Quodlibet La distanza amorosa. Il cinema interroga la psicoanalisi. A lei il compito di indagare gli effetti del trauma all’interno di una famiglia di fronte a un lutto improvviso.
Biblioteca europea
Via Savoia 13/15 Roma
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Per non dimenticare
Presentazione
Pisa
Sabato, 25 Maggio, 2013 – 14:30
L’Antenna del Campo freudiano di Pisa dell’Istituto freudiano per la clinica, la terapia e la scienza presenta
il libro di Emma Danini “Per non dimenticare” con la partecipazione dell’Autrice, Franca Nicoletta Bolzani.
Introduce
Virginio Baio Responsabile Antenna di Pisa, Docente Istituto freudiano, Psicoanalista SLP
Coordina
Donata Roma Docente incaricato Istituto freudiano, Psicoanalista SLP
Intervengono
I partecipanti dell’Antenna di Pisa
Pisa – Hotel La Pace, viale Gramsci 14
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Una RETE per la Sindrome di Asperger
Questo incontro rappresenta la prima tappa per la creazione di una rete di supporto a favore delle persone con Sindrome di Asperger e delle loro famiglie. L’obiettivo è di iniziare con la presentazione di una squadra multidisciplinare, volendo rappresentare, in una sala e per una giornata, la professionalità e il rispetto che dovrebbero diventare la realtà quotidiana per le persone con Sindrome di Asperger. Dopo questo primo incontro, ASA intende proseguire con riunioni e proposte che saranno diversificate in funzione degli interessi e delle attività professionali dei partecipanti, con lo scopo di trasmettere competenze sempre più approfondite nelle differenti aree di intervento. Questo sarà il modello per la costituzione della RETE sul territorio. Dunque l’incontro sarà aperto a tutti: ragazzi con SA e genitori, neuropsichiatri, psichiatri, psicologi, pediatri, educatori, insegnanti, associazioni di solidarietà … e anche a chi non appartiene a nessuna di queste categorie, ma ne verrà a conoscenza per caso e parteciperà per curiosità. La probabilità di incontrare nella nostra vita più di una persona con Sindrome di Asperger è molto alta; esserne informati significa contribuire a rendere queste persone più serene ed autonome, con vantaggio per il singolo e per la società. Grazie a tutti per essere con noi quando le vele di ASA inizieranno il loro viaggio.
I Sessione
9.00 Registrazione dei partecipanti e apertura dei lavori 9.30 – 10.00 Presentazione di ASA e dei suoi obiettivi (Presidente ASA Milena Polidoro Vicepresidente ASA Piero Amos Nannini) Interventi delle autorità Moderatore: M. Molteni 10.00 – 10.30 Perché parlare di Sindrome di Asperger? Il punto di vista del pediatra (Cristina Panisi) 10.30 – 11.30 Sindrome di Asperger: dalla diagnosi all’ impostazione delle strategie (Cristina Motta, Maria Lo Pinto) 11.30 – 12.00 Dalla neuropsichiatria infantile alla psichiatria dell’adulto: situazione attuale e prospettive auspicabili (Pierluigi Politi, Umberto Provenzani) 12.00 – 12.30 Dalla diagnosi di autismo ad alto funzionamento alla costituzione di strategie per sviluppare le abilità sociali del (Enza Crivelli) 12.30 – 13.00 Esempi di strategie educative sul territorio (Marya Procchio)
Pausa pranzo
II Sessione
Moderatori: C. Motta, C. Panisi 14.30 – 14.45 Il bambino con S. di Asperger arriva a scuola: difficoltà e possibili soluzioni (Emanuela Moroni) 14.45 – 15.00 Il punto di vista delle famiglie; sentimenti, aspettative e proposte (Livia Vece) 15.00 – 15.15 Progetto “passo il week-end con un gli amici a Casa Riccardo”: un esempio di “training” all’autonomia (Angelo Chiodi) 15.15 – 15.45 – Strategie concrete di intervento per le famiglie e per le scuole (Bert Pichal – Coop. Domus Laetitiae) 15.45 – 16.15 – Lavorare per abilitare: esperienza di inserimento lavorativo per persone con S. di Asperger (Simona Ravera – Coop. Cascina Bianca) Moderatore: A. Steffanoni 16.15 – 16.30 Esperienza e contributo del Gruppo Asperger contributo di Spazio Nautilus e Cooperativa LEM (Fabrizia Bugini) 16.30 – 16.45 L’autismo dal punto di vista delle associazioni di solidarietà: esperienza de “L’Ortica” (Fabrizia Rondelli) 17.00 – 17.15 Chi è lo Gnomo Aspirino? (Ugo Parenti) 17.15 – 17.30 Il progetto SARA di Hakuna Matata: un bell’esempio di ciò che si può fare (Eusebio Busè) 17.30 – 17.45 Dopotutto, c’è sicuramente qualcosa da dire al bambino con autismo (Giuseppe Pozzi)
Chiusura dei lavori
Ospiti Dott.ssa Bruna Baggio (Ufficio Regionale Scolastico della Lombardia) Dott. Luca Bernardo (Direttore del dipartimento materno-infantile e della U.O. di pediatria del Fatebenefratelli di Milano) Prof.ssa Paola Di Blasio (CRIdee – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) On. Mario Mantovani (Assessore alla Sanità della Regione Lombardia) Prof. Piergiorgio Pardo (Centro territoriale di Supporto di Milano – Liceo Scientifico G. Marconi) Dott. Gianfranco Schiraldi (Associazione Salute e Vita)
L’iscrizione è gratuita, da effettuarsi mediante invio mail dei propri dati a [email protected] (cognome, nome, categoria professionale di appartenenza)
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Thin(kin)g.
Little woman.
I furbetti del Senato, fuga dall’ufficio dopo aver “timbrato il cartellino”
LaStampa.it: I furbetti del Senato, fuga dall’ufficio dopo aver “timbrato il cartellino” http://goo.gl/mag/HyEgkwy
Il mio fido destriero,
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Noi ci vediamo vivere
Noi percepiamo gli eventi non mentre essi stanno accadendo, mentre si stanno compiendo ma come se l’evento fosse già compiuto. Se io dovessi raccontare a qualcuno cosa ho fatto ieri in tarda serata prima di andare a letto direi: mi sono diretto in bagno (1), poi in cucina per bere un bicchiere di acqua (2), alla scrivania per leggere una pagina di un libro (3) e mi sono affacciato al balcone per guardare la pioggia cadere (4). La nostra attività psichica si sdoppia nello spazio. Uno sdoppiamento che si svolge nello spazio omogeneo. Uno sdoppiamento puramente simbolico e che pertanto potrà realizzarsi solo e soltanto se si stabilisce come punto di partenza una decisione presa, un atto già compiuto, terminato, come se fosse già accaduto. Noi non viviamo. Ma ci “vediamo vivere”. Sostituiamo la linea 1234 che si sta tracciando mentre spiego a qualcuno cosa ho fatto ieri sera prima di mettermi a letto con la linea “1234” già vissuta, esperita mentre realmente facevo quel percorso, concretamente, carnalmente, fisicamente, materialmente, lì e in quel momento: in bagno, poi alla cucina, poi alla scrivania ed infine al balcone. Noi confondiamo il tempo vissuto con lo spazio. Il tempo in cui sto realmente tracciando la linea su questo foglio e la linea finitamente tracciata dal punto 1 al punto 4, già compiuta. Io confondo il tempo con lo spazio. Il dentro con il fuori.
“Ci si rappresenta la relazione causale come una specie di preformazione del fenomeno futuro nelle sue condizioni presenti. Ora questa preformazione può essere intesa in due sensi molto diversi, ed è proprio qui che si genera l’equivoco. Non rimarrà quasi più altro da fare che ritagliare delle figure nello spazio e farle muovere secondo leggi formulate in modo matematico e spiegare le qualità apparenti della materia attraverso la forma, la posizione il movimento di queste figure geometriche.”[1]
[1] H. Bergson, Saggio sui dati immediati della coscienza, Raffaele Cortina Editori, Milano, 2002, pp. 130-131
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Il secondo io
Il primo passo che ci orienta verso la vita sociale è lo schema fondamentale che struttura il nostro modo di percepire: lo spazio omogeneo. Dall’interno all’esterno, a poco a poco, gli stati di coscienza si trasformano in oggetti o in cose. Si staccano gli uni dagli altri. Si staccano da noi. Li percepiamo solo all’interno dello spazio omogeneo in cui ne abbiamo fissato l’immagine e attraverso le parole con le quali le abbiamo resi famigliari. Ecco la nascita del secondo io che ricopre il primo io, ecco la nascita di un io che percepisce stati distinti e che rappresenta una ingegnosa disposizione di stati in un certo senso impersonale: una vita fatta di momenti distinti risponderà meglio alle esigenze della vita sociale. Il secondo io “ fissando meglio la sua attenzione vedrà [i stati di coscienza] fondersi fra loro come fiocchi di neve al contatto prolungato con la mano. Ma a dire il vero, per comodità di linguaggio, egli avrà tutto l’interesse a non ristabilire la confusione là dove regna l’ordine e a non turbare affatto questa ingegnosa disposizione di stati in un certo senso impersonali, grazie a cui ha smesso di formare “un impero in un impero”. Una vita interiore dai momenti ben distinti dagli stati nettamente caratterizzati risponderà meglio alle esigenze della vita sociale”[1]
[1]H. Bergson, Saggio sui dati immediati della coscienza, Raffaele Cortina Editori, Milano, 2002, p. 89