Mi tormentava, allora, anche un’altra circostanza: il fatto che nessuno mi somigliava e io non somigliavo a nessuno. «Io sono solo, e loro sono tutti», pensavo, e mi mettevo a riflettere.
Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo (via doppisensi)
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(via esserecomplesso)

















