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Cosimo Galluzzi

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@idontknowwhybutistillhope
Lei alzò il bicchiere. “Facciamo un brindisi.” “A che cosa?” Sembrava perplesso. “A noi due.” Ci fu un attimo di silenzio. “Ma non stiamo insieme da mesi, lo sai, vero?” Lei rise: “Pensi che non sappia che ci siamo lasciati? Intendo, facciamo un brindisi a noi che non esistiamo più.” “Sei fuori di testa.” “Pensavo lo sapessi già.” Si scambiarono uno sguardo. Un piccolo e timido sorriso. “D'accordo, brindiamo.” “Benissimo. A noi due. Ai nostri insulti e alle nostre risate. Per tutte le volte che ci siamo urlati contro e per tutte le volte che avrei voluto strozzarti, per tutte le volte che mi hai sbattuto la porta in faccia lasciandomi sola. Alla nostra intensa e disperata storia d'amore impossibile.” Ci fu un attimo di silenzio. “Altro?” “Sì. Ci sto pensando. Non mettermi fretta.” “Figurati, fai con calma.” “Ecco, ci sono. Un brindisi a noi, per tutte le volte che sei tornato indietro, per tutte le volte che ti ho raggiunto. Per tutti i sorrisi e i baci, per tutti i momenti felici che sembrano di un'altra vita e sembrano appartenere ad altre persone, talmente diverse da ciò che siamo adesso che non riesco più a vedere me stessa nella donna che ero con te. E tu riconosci nell'uomo che sei adesso quello che eri con me?” Le sorrise: “No.” Sorrise anche lei: “Siamo pari.” “È un bel brindisi.” “Sono contenta che ti piaccia.” Ci fu del silenzio, entrambi impegnati a bere e a pensare. “Lui passerà a prendermi tra poco.” “Sa di me?” “Lei sa di me?” “No.” “E allora.” “Hai ragione.” “Come sempre.” “Dove sei stata dopo noi?” Si passò una mano tra i capelli: “Un po’ di qua e un po’ di là. Poi ho incontrato lui e siamo andati in giro insieme.” “Non ti interessa sapere dove sono stato io?” “No. Non mi interessa proprio niente dei tuoi percorsi.” “Sei sempre carina, tu.” “Devo andare.” “È arrivato?” “Ho sentito la macchina.” “Come fai a sapere che è la sua?” Gli occhi della ragazza si illuminarono: “Lo riconosci subito un rumore di casa.” “E io” le chiese timidamente: “io che rumore sono per te?” Lo sguardo di lei si addolcì e gli fece una carezza: “Sei solo il rumore di un sogno infranto, lo sai. Di un passato talmente lontano da apparire irraggiungibile persino nei ricordi.” “Mi dispiace.” “Non farlo. Stammi bene. Abbi cura di te.” “Lo farò.” “Bene. Buonanotte, vai piano in macchina.” “Non ti smentisci mai.” “Non c'è più un noi ma io sono sempre io, in fondo.” Un sorriso mentre la guardava scendere le scale. “Buonanotte.” “Addio.”
Adoro leggerlo. Leggo e rileggo questo magnifico post.
Senza parole ..
Meraviglia
Grazie.♥️
Uno dei più belli che abbia mai letto.🌸
Grazie mille!
Ho pianto.
Sarà la 110383746 volta che lo leggo e mi fa sempre piangere mamma mia.
Io voglio sentirmi speciale. Al primo posto. Voglio sentirmi amata e apprezzata fino all'ultimo granello. Voglio , perché io amo, io rendo speciale la persona accanto a me, voglio, non tanto perché ne ho bisogno, ma perché io me lo merito, io ne valgo la pena.
Avrei voluto avere questo, soprattutto in questo momento. Invece porca troia solo nervosismo.
Da lontano sembro Barbie, da vicino sono Ken.
io. (via idontknowwhybutistillhope)
Ahahahahahahhaah
Da lontano sembro Barbie, da vicino sono Ken.
io.
Già stavo piangendo abbastanza.
Capivo che era il momento di lasciar perdere, di andare oltre, ma all'improvviso mi tornavano in mente i suoi modi impacciati di abbracciarmi e i suoi baci grandi, ma anche quelli piccoli, l'impeto che aveva tra le mani quando mi toccava come se fossi bella per davvero, e allora mi sembrava impossibile che non mi sentisse più. Che non avesse più bisogno delle mie incoerenze, della mia voce da bambina, dei miei capelli liscissimi. Mi è sempre sembrato impossibile. E invece.
Susanna Casciani (via ilgrigiodegliocchi)
..
Non mi sento ancora in grado di affrontare quel momento tremendo in cui devi ammettere a te stesso e agli altri di aver fallito, quel momento in cui tutti si aspettano almeno una spiegazione da te e tu non. Non.
Susanna Casciani, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore. (via booksoflovee)
L’amore non giustifica tutto. Prima o poi ci si stanca di dare senza mai avere, di subire senza mai sentirsi chiedere scusa. Di non essere amati come si deve. Magari non si smette d’amare, ma si va via. Per non impazzire, per vedere se potrebbe andare meglio. Si va via, prima o poi.
Susanna Casciani
(via allafinedelgiorno)
Voglio provare a essere felice senza pensare che poi mi toccherà pagare ogni sorriso con le lacrime.
Susanna Casciani. (via thereasonformeisyou)
Non dimenticherò la prima volta in cui mi hai fatto cambiare idea, la prima volta in cui ti ho guardato e ho deciso che potevi restare nei miei giorni, tra i miei casini, tra le mie speranze.
Susanna Casciani (via iononsonnessuno)
Quando succederà? Succederà?
“Metti caso che per anni io riesca a non pensare a te, metti caso che io stia davvero davvero davvero alla grande, metti caso che mi innamori di nuovo, che smetta di odiare il sole e la neve, che smetta di odiare le immagini o le melodie troppo belle, e gli odori troppo buoni. Metti caso che io stia bene e all’improvviso, tra dieci anni, mi ritorni in mente tu e metti caso che non mi ritorni solo in mente come un vecchio amore: metti caso che mi ritorni in mente e mi manchi. Metti caso che mi ritorni in mente e mi dilaghi sulla pelle la sensazione di non esser più stata toccata come si deve e mi si diffonda dentro il terrore di non aver più sentito niente dall’ultima volta in cui. Io e te. Mi viene voglia, a volte, di uscire dal gioco e ballare da sola. Potresti sempre venire a suonare al campanello di casa mia, ma almeno non sarebbe per caso, almeno uno dei due non sarebbe sorpreso; almeno avresti dovuto fare i conti con il tempo perso, almeno niente, volevo soltanto dirti che spero che tu non torni mai, che noi non torniamo mai, ma no, non è vero, torna pure quando vuoi.”
-Susanna Casciani