Misplaced Lens Cap
I'd rather be in outer space 🛸
EXPECTATIONS
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
macklin celebrini has autism
Three Goblin Art

titsay
cherry valley forever
𓃗
Lint Roller? I Barely Know Her
almost home
NASA
🩵 avery cochrane 🩵
untitled
d e v o n
hello vonnie
TVSTRANGERTHINGS

oozey mess

No title available

PR's Tumblrdome

seen from Malaysia
seen from Oman

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
@ildoppiosensodelgusto
Lettera aperta ai clienti dei ristoranti
Ora io mi chiedo e rifletto, poiché lavoro saltuariamente in un ristorante:
voi persone che andate a cena fuori, che siate una coppia, una famiglia o una comitiva di amici, perché non vi rilassate almeno in un momento come questo?
Perché non pensate a dedicarvi alle persone che sono con voi durante la cena, a essere felici di passare un momento di svago in compagnia, durante il quale potete solo mangiare, bere e chiacchierare senza muovere un dito perché c'è chi cucina, serve, sparecchia e lava per voi?
Rilassatevi!
Mangiate una buona grigliata di carne senza il pensiero di dover ripulire tutto dopo, godetevi una birra fresca senza neanche il fastidio di stappare la bottiglia!
E sopratutto, senza far venire i crampi allo stomaco a voi e al cameriere perché non potete sopportare l'affronto di un tavolo arrivato DOPO che viene servito PRIMA (magari ha ordinato qualcosa di diverso da voi, CON TEMPI DI COTTURA DIVERSI) o di una birra alla spina che non arriva appena vedete il cameriere passare vicino al vostro tavolo (CI SONO CAMERIERI DIVERSI CON MANSIONI DIVERSE).
Io amo questo lavoro, così come amo godermi una cena al ristorante.
Quindi vi do solo un consiglio come cameriera e un consiglio come cliente:
abbiate rispetto per delle persone che si fanno in quattro affinché il vostro calice di vino non sia mai vuoto, anche se non ve ne accorgete.
E rilassatevi mentre mangiate, eviterete bruciori di stomaco e serate spiacevoli.
Covers (378): Françoise Sagan - Un certain sourire
LIBERTINAGE
[noun]
libertine practices or habits of life; disregard of authority or convention in sexual or religious matters; licentiousness.
Etymology: from the French libertinage, from Classical Latin lībertīnus, ” of or belonging to the condition of a freedman” (from libertus, “a freedman”, from liber, “free”) + -age, suffix for forming nouns with the sense of a result from a particular action.
[Handiedan]
Federico Beltrán Masses, La Noche de Eva (The Night of Eve), 1929
Scusate, lo so... non ho mantenuto le mie promesse.
Ma sono instabile, che volete? Vi ho promesso rubriche sul vino, sul sesso e su tutti e due insieme. E poi me ne sono allegramente dimenticata. Capita. A me capita spesso.
Ho avuto altro da fare ok? Per quei pochi di voi che se ne saranno accorti voglio rimediare con una poesia. Perché oggi qui è una giornata che sta diventando sempre più grigia, e gli unici colori che vedo sono intorno a me, nel raggio equivalente alla mia scrivania (che non è proprio rotonda, ma vabbè).
Mi sdebito con una poesia allora, che almeno qualcuno di voi leggerà... non c'entra molto col tema di questo blog, ma è pur sempre una giornata di quelle sempre più grigie...
Il mio adorato panterino aspetta halloween per fare lo stregatto
I love chocolate! #chocolate #ten #committments #chocoholic #yummy #delicious #unique #taste #happiness
"A quella cena si mangiò, si bevve e si rise molto. Dopo pochi minuti, l'allegria toccò gli estremi limiti, e quelle parole, che una certa società trova divertenti, e che sporcano sempre la bocca di chi le pronuncia, saltavano fuori di tanto in tanto, festeggiate entusiasticamente da Nanine, da Prudence e da Marguerite.
Gaston si divertiva molto: era un ragazzo pieno di cuore, ma il suo spirito era stato troppo presto guastato dalle cattive abitudini.
In un primo momento avevo cercato di stordirmi, di rendere il cuore e la mente indifferenti allo spettacolo che avevo davanti agli occhi, e di unirmi a quell'allegria che sembrava far parte integrante della cena; ma, a poco a poco,mi ero isolato dal chiasso che mi circondava, il mio bicchiere restava pieno, e mi sentivo sempre più triste vedendo quella bella creatura di vent'anni bere, parlare come un facchino, e ridere di gran cuore quando venivano dette cose scandalose.
Tuttavia, quell'eccessiva allegria, quel modo di parlare e di bere, che negli altri commensali mi sembravano il risultato di una vita sregolata, dell'abitudine, o di una giovanile sovrabbondanza di vita, in Marguerite mi facevano pensare a un bisogno di dimenticare, a un'irrequietezza, a un'irritabilità nervosa. A ogni coppa di champagne le sue guance si coprivano di un rossore di febbre, e la tosse, leggera all'inizio della cena,era diventata così insistente da costringerla, a ogni accesso, a gettare indietro la testa sullo schienale della sedia e a comprimersi il petto con ambedue le mani."
A. Dumas - La Signora delle Camelie
In Vino Estasi...
Allora... eccoci qui. Siamo ad ottobre, il mese del vino (in preparazione), nonché mese da me privilegiato dato che ci sono nata.
- ci sarà un qualche nesso con la bevanda?... mah. - E, non dimentichiamo, io sono anche pugliese, perciò...
Dicevo, siamo ad ottobre, ormai inoltrato, e ho deciso di far partire una nuova rubrica proprio sul vino, in particolare il vino italiano. Del resto, chi tra gli amanti della buona cucina e del piacere dei sensi non ama il vino? Chi non ha mai sentito il sangue riscaldarsi e la voluttà (che termine Baudeleriano!!) impadronirsi di corpo e spirito? Nessuno, ovvio.
Quindi incomincerei un po' con la sua storia per passare poi a una catalogazione regionale, senza far mancare, come l'anima di questo blog impone, tutti gli aneddoti più erotici che riuscirò a trovare, veri o presunti che siano.
-
"Il vino! Chi fu dunque il primo uomo che lo inventò? In quale epoca preistorica si iniziò a coltivare la vite, e da quando si apprese e si diffuse l'arte della vinificazione?
Risposte non semplici che da sempre hanno appassionato gli estimatori di questa bevanda e che si sono rincorse e accavallate in un groviglio di leggende spesso avvalorate da fatti e documentazioni storiche non sempre attendibili.
Si sostiene - lo proverebbero reperti fossili e antichissimi documenti rituali - che la vinificazione dell'uva non coltivata risalirebbe al neolitico, l'ultimo periodo dell'età della pietra che ebbe fra il centro e il medio Oriente il fulcro di espansione della civiltà umana, fra il IX e l'VIII millennio a.C. Si parla quindi dei Semiti, o forse è più giusto dire dei Sumeri, che popolarono la Mesopotamia. Ma la leggenda narra anche di Noè, che piantò (o meglio, 'ripiantò') la vite dopo che, finito il diluvio universale, l'arca si posò sul monte Ararat. E siamo sempre nell'Asia Minore, una vasta regione che spaziava dalle rive del Mediterraneo (la cui posizione geografica e climatica fu la più idonea alla coltivazione dell'uva) a quelle del Golfo Persico, ma che forse comprendeva l'India, la terra in cui ebbe veramente origine la vite.
Piantata o ripiantata da Noè, e quindi da lui coltivata dopo il diluvio, la vite e con essa l'arte di ricavarne il vino si diffusero rapidamente dall'Asia al bacino del Mediterraneo, così che anche la storia del vino procedette di pari passo con quella della civiltà umana.
La vite e il vino toccarono forse per primi l'Egitto e i popoli ebrei, i fenici, gli arabi, per passare in Grecia, in quell'intreccio di leggende e verità, legate ai riti e ai culti di diverse religioni e alla mitologia, dove il dio Bacco, in Grecia, ossia Dioniso presso i romani, fu il principale protagonista e ispiratore nell'arte di fare il vino e di... inebriarsi!
Strana lacuna in questa ridda di popoli eurasiatici, l'assenza della Cina, la cui antichissima civiltà aveva dato vita a numerose invenzioni e creazioni, mentre mancava la coltivazione della vite tanto da meravigliare Marco Polo che, nel suo Milione, parla di un vitigno da vino coltivato solamente nel parco dell'imperatore.
In Italia, la vite approdò prima in Calabria, chiamata Enotria, poi si diffuse, sembra, presso sabini ed etruschi, quindi in Campania e nel Lazio dove, da principio "snobbata" come si direbbe oggi, la produzione del vino ebbe più tardi grande importanza ed espansione e, pian piano, interessò tutte le regioni italiche.
Oggi l'Italia è la maggior produttrice mondiale di vino, in competizione con la Francia, con una infinità di prodotti che variano per qualità e pregio, da regione a regione ed il settore vinicolo è ai primissimi posti nell'agricoltura e nell'economia nazionale, anche per la notevole corrente esportativa.
Moltissimi dei nostri vini hanno ora valorizzato la loro immagine, anche se da tempo ne erano indiscussi i meriti, grazie alle nuove tecnologie e a una migliorata e giusta promozione, come pure i consumi, per sintonia, sono andati aumentando, e non solo in Italia.
Cresce in particolare fra i giovani, il numero di coloro che si accostano al vino, andandone alla ricerca nei luoghi più famosi o in quelli meno noti di vocazione vinicola, per trovare prodotti genuini da portare a casa per gustarli con più fiducia, invecchiandoli e imbottigliandoli nelle loro cantine."
Fonte: Maristella e Renzo Portalupi, Carlo Romano - I vini tipici d'Italia regione per regione
MOMENTO MUSICALE
Ecco a voi il soudtrack ideale per preparare la miglior colazione/pranzo/cena/spuntino di sempre.
Proprio come nelle pubblicità in cui spadellano, fanno roteare i coltelli, flambizzano e a un certo punto chiudono un cassetto della cucina con una chiappa a tempo di musica.
SOUL FOOD TO GO - The Manhattan Transfer
My, my
Oh the feelin’
Of the sound
Precious and real and
Ooo that’s nice
Whip up some steamin’ jazz
The pot is on the stove
It’s cookin’
Want some more
We always save some
Art nouveau
For special patrons
You look nice
Do you believe in jazz
Kansas City to Brazil
It even gets you hot in your home
Kansas City to Brazil
I say blow your top
Blow your own
Ooo ooo ah
This be-bop’s too much
I know you know
Hip hop
Never stop
I’ll pour you tasty funk
We got
Cool and hot
Just for you
The pleasures of the soul
Come on
Come in
And check it out
Ooo c’est si bon
Ooo ooo ah
This be-bop’s too much
I know you know
Hip hop
Never stop
I’ll pour you tasty funk
We got
Cool and hot
Just for you
The pleasures of the soul
Come on
Come in
And check it out
Soul food to go
TRIONFO DI BACCO E ARIANNA
-
Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Quest'è Bacco e Arianna,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perchè 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or, da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio, è ebbro e lieto,
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che gioia aver tesoro,
s'altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Lorenzo de' Medici
Blogger che non scrivono.
Slo su Tumblr...
A proposito di Dioniso/Bacco, vino e festeggiamenti… l’ormai periodico (nel senso di “quando me ne ricordo”) mini-post sull’arte:
"Il celebre Bacco (1595 ca. - Galleria degli Uffizi, Firenze) appartiene alla prima produzione di Caravaggio, in cui il giovane artista, a bottega presso il Cavalier d’Arpino, andava traducendo nella sua maniera naturalistica soggetti e modelli della grande tradizione pittorica. Il braccio scoperto del dio richiama forme michelangiolesche, mentre gli oggetti di vetro sono resi con una precisione di chiara derivazione fiamminga. Nella composizione realistica e naturale, nell’atteggiamento morbido e ammiccante del ragazzo ritratto, illuminato da una luce viva e sensuale, ben poco rimane dell’aura mitica del soggetto, trasformato in una terrena figura di gaiezza.”
Fonte: www.summagallicana.it