Ogni notte estraniarsi dal mondo è diventata prassi
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@imnotchiara
Ogni notte estraniarsi dal mondo è diventata prassi
Che schifo le persone🤮
Voglio essere libera. In questo momento è come se fossi incatenata a terra, voglio poter volare e sentirmi leggera. Non pensare troppo ai dodici passi anche dopo i sei mesi. Voglio poter essere libera di prendermi un'MD senza che tutti i miei "amici" mi guardino male. Vorrei poter decidere di voler bere una birra e farlo senza chiedere a qualcuno di stare con me mentre lo faccio. Secondo me è questa la libertà. Avere il potere in mano e comandare su te stessa, questa è libertà. Secondo me se ne è usciti quando hai la capacità di controllarti e, se vuoi berti un pò di prometh, puoi farlo senza esagerare e, se decidi che non vuoi finire il bicchiere, non lo fai perchè potrebbe farti male. Per me è questo essere liberi poter fare tutto quello che si vuole, ovviamente nei limiti. Poter ballare tutta la notte anche se non ho mai ballato. Poter svenire sul letto con un pò di black tar nelle vie respiratorie, poter sentire e vedere luci soffuse con dell'LSD. Però, se si decide di smettere, lo si fa tranquillamente. La mia vita in questo momento è tentare di reprimere i miei impulsi e di tentare ogni giorno di andare avanti, va avanti così nove mesi. I primi due mesi furono orribili. Avevo la febbre alta e un freddo fortissimo fuori dal letto, avevo i crampi e non riuscivo a seguire un discorso. In camera mia avevo un secchio perché mi veniva spesso da vomitare. Mi alzavo solo per andare in bagno. Non mi facevano uscire di casa, avevano paura che potessi andare a farmi da qualche parte per la città, e avevano ragione. Lo avrei fatto, avrei mandato a puttane tutti gli sforzi fatti prima pur di poter stare bene, di essere me stessa, di nuovo. Non mi hanno neanche dato il metadone, mi disintossicarono in casa, nel giro di due mesi. Per questo so cosa vuol dire star male per quella roba e non mi metterei mai più in una situazione del genere, però vorrei poter essere libera di fare esperienze simili senza essere completamente in quel viaggio. Se sai regolarti e usare comunque quelle cose senza ricadere in una dipendenza o morire, secondo me hai vinto.
Come fanno le persone a stare bene con se stesse?
Quelli come noi sono fatti per stare da soli
Non è il mio genere
il genere umano
Questa è una di quelle sere in cui hai la nostalgia. La nostalgia di quando provavi qualcosa, di un periodo magnifico e del giorno più bello della tua vita. Sdraiata sul letto, il cuscino bagnato dalle lacrime, la testa piena di ricordi, la consapevolezza che facciano parte del passato e la certezza che non ritorneranno mai. Non si dorme, ti giri e rigiri nel letto, sei sovrappensiero, inizia a farti male la testa e stringi forte il cuscino. Ti ripeti di smettere di stressarti, dovrei andare avanti, fare pace col cervello. Hai bisogno di riprenderti, mi vesto e scendo a fare un giro con le cuffie. Tutto intorno a te è morto, in giro non c'è nessuno e fa freddo. È deprimente. Continui a camminare e a guardarti intorno, ti senti così stretta. Metto della musica in riproduzione casuale, tutto mi riporta così indietro, ogni canzone mi riproietta all'ultima volta che mi sentivo viva. Sto lacrimando in mezzo alla città. Mi siedo su una panchina e mi capita di osservare il cielo, quanto siamo ridicoli in confronto all'immenzità di tutto. Chissà se è rimasto qualcosa nell'universo, di quelle sere passate col sorriso. Ho voglia di bere, mi tirerò su. Cerco un bar aperto fino a tardi. Ho bevutò un pò, non mi sento meglio, ho lo stomaco in subbuglio, avrei dovuto pensarci. Sto tornando a casa, ormai è tardi e i miei se ne accorgeranno se manco domani mattina. Poggio la testa sul cuscino, ancora... Finalmente riesco a prendere sonno, sento la testa leggera e che viaggia, di solito è così che si inizia a sognare. All'inizio non è mai tutto chiaro, ma dopo tutto prende forma nella tua mente. Sto ancora cercando il passato dentro gli scaffali del cervello. Mi sono svegliata con le lacrime agli occhi. Sono seduta al centro del letto al buio della mia camera. Dovevo aspettarmi un sogno del genere, del resto è da tutta la sera che mi ci dispero su. Ad un certo punto suona la sveglia, sono le sette, è ora di alzarsi e di tornare alla solita routine, ad omologarsi per non trovarsi a dover affrontare un'altra sera di queste. Mi alzo dal letto e vado in bagno, incrocio mia mamma nel corridoio. "Hai un'espressione stanca, hai dormito bene?". Rispondi che ho fatto solo un sogno strano, che sto bene. Vado in bagno e mi guardo allo specchio. Mi lavo e mi vesto. Mi sento ancora così allucinata dalla stanchezza. Tutto va liscio fino alla sera dove ci si ritrova al silenzio, alla solitudine e al sprofondare nell'oblio del passato.
Non avrei mai pensato che il silezio fosse così rumoroso
Ogni notte una fatica staccarmi dalla terra.
Fulminacci