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@impossibilearmonia
quando stavamo insieme ti ho dato tutta me stessa
ero così spaventata, ma mi sono fidata di te. Ti ho dato tutto di me, anima e corpo. Tutto l’amore che non ero riuscita a dare a nessuno prima di te, sentirmi completa, con te. Tutte le mie imperfezioni, il mio caratteraccio, non esistevano. Tu mi miglioravi. Ti ho dato tutta me stessa. Più passano i giorni e più me lo ripeto, certe volte penso di aver sbagliato, e altre credo di aver fatto la cosa migliore perché se non mi fossi mai aperta con te non avrei mai vissuto determinate emozioni. Mi chiedo sempre ‘e se avessi alzato un muro anche con te?’. E ci ho provato. Non ti ho più nitido nella mia mente, ma ogni tanto capita nella mia testa qualche flash di noi, ed è tutto messo a fuoco, in quei flash riesco ancora a sentire il tuo odore, sentire ancora i tuoi capelli tra le mie mani, e la tua voce. La tua voce mi manca un sacco. Proprio oggi mi è passato per la testa quella sera in cui ci siamo incontrati in giro con gli altri, parlavamo da una settimana, 10 giorni massimo, e poco prima ci eravamo accordati per messaggi per la mattina dopo, ero sola a casa e dovevamo scopare. Quando ti ho visto dopo quei messaggi tu mi hai chiesto se mi potevi portare i cornetti per fare colazione quando venivi da me. Io ancora non lo volevo ammettere a me stessa che mi avevi fottuto il cervello. Ti ho detto ‘No macché, non c’è bisogno!’, però la mattina dopo quando ti ho aperto la porta, ci speravo. Non è per il gesto di mangiare, era il pensiero che avevi avuto, condividere un altro tipo di intimità con me. Sembra una scemenza, lo so, la testa mi sta giocando brutti scherzi ultimamente. Però con questa scemenza hai iniziato a smussarmi, il resto è venuto da sé, tutti i nostri discorsi dopo il sesso, e tutte le nostre conversazioni. Sei stato l’unica persona con cui ho voluto parlare, con cui non mi seccavo a farlo, con cui volevo sempre condividere cosa mi accadeva durante la giornata, Camillo. Si finalmente riesco a dire il tuo nome qua, perché sono mesi che lo tengo sempre dentro la mia testa, quando ho solamente voglia di urlarlo. Mi sono buttata completamente, ti ho dato tutto, ho capito il significato di amare una persona, e sono riuscita ad amarti, purtroppo però adesso non riesco a non farlo più. Ti amo ancora, e non so nemmeno più il motivo, perché mi hai distrutta, mi hai logorata, mi hai fatto toccare il fondo, non ci sono stata più con la testa per mesi. E mi hai fatto sentire come se non ne valevo la pena, mi hai fatto capire di non essere abbastanza per te. Tutto quello che ti ho dato non è bastato.
Te l’avrò detto già tremila volte se servirà te lo dirò di più ti penso pure quando sto alle poste spedisco lettere ai tuoi occhi blu e non lo so se mi farai rientrare c’ho i fiori in mano e sono in imbarazzo tu ridi e resti lì ferma a guardare ...
song of the day
non mi è mai mancato niente, ma non sono felice
stavo riflettendo proprio su questo.. sono stata una ragazza sempre agiata ed i miei non mi hanno mai fatto mancare nulla, ma stavo guardando delle vecchie foto, di anni fa, cercando di rivivere bei momenti. I bei momenti ci sono stati, solo che non ero felice, non ho mai avuto un bel gruppo di amici, si sono rivelati tutti falsi, le persone vere che ho avuto si possono contare sul palmo della mano. Ho smesso di scrivere qui per un po’, perché ero convinta di non averne più bisogno, di star iniziando a stare meglio. Non è così. Non sto bene da un po’. Però se penso alla felicità, la ricollego sempre a quest’estate, la ricollego sempre a te. La prima cosa sana della mia vita, un po’ un paradosso, considerato il motivo per cui mi hai lasciato. Mi hai riempito di gioia e felicità, cose mai avute nella mia vita, ho avuto vestiti firmati, gioielli, mio padre mi ha persino comprato la macchina nuova per il compleanno, nonostante sappiamo entrambi che non me la meritavo, sono così fuori di testa nell’ultimo periodo che ho avuto un incidente solo perché camminavo veloce per venire da te e parlarti, per sentirmi dire che adesso, ti sono indifferente, che non provi niente. Credo che tu abbia conosciuto un’altra adesso. Non mi fa piacere, non ha senso dire il contrario. Ho avuto una ricaduta adesso, non riuscirò a stare meglio
Tengo sempre 20 euro nella cover del telefono per le emergenze. L’altra sera ero un po’ ubriaca, e ho aspettato di riprendermi per tornare alla guida. Non appena sono salita in macchina, ho visto che era in riserva, ed ho pensatto ‘Cazzo! Adesso mi fermo’, avevo solo delle monete, quindi ho deciso di usare quei 20 euro. Appena tolgo la cover, vedo la tua foto. Avevo dimenticato fosse lì, pensavo di averla tolta, e invece l’ho tenuta come se volevo che tu mi proteggessi. Insieme alla foto c’era anche la foglia di alloro della tua laurea. Sono rimasta in macchina per un po’, una valanga di ricordi mi hanno assalito la mente, e senza rendermene conto sono scoppiata a piangere. Vorrei dare la colpa all’alcol, ma sono rimasta ferma in quel rifornimento per almeno 15 minuti, solo quando è arrivata una macchina ho deciso di andarmene, ma credo che sarei rimasta ancora per un bel po’. Vorrei solo che tu fossi qui
Mi manca la Romania. Mi manca la vita che avevo là, e non parlo solo di andare a ballare tutte le sere. Mi manca quella routine. Mi manca svegliarmi presto la mattina, andare a lezione, fare almeno 5 km a piedi per cambiare le varie sedi, fermarmi un secondo al volo per pranzare alle 3 del pomeriggio con un covridog, preso in un fornetto in piazza, e scappare di nuovo a lezione. Tornare a casa alle 8 morente, dopo più di 12 ore fuori, lavarmi e mettermi a letto per poi ricevere un messaggio ‘Stiamo andando da Umberto a vederci un film, sistemati veloce che fra 10 minuti chiamo uber!’ Tornare verso l’1 a casa, dormire e poi ricominciare tutto daccapo il giorno dopo. Ogni giorno era così, ma il fine settimana resta sempre il mio preferito. Precisamente la domenica, la domenica si pranzava sempre in famiglia. E per famiglia intendo i miei colleghi, perché eravamo come una grande famiglia, non importava quanto eravamo in hangover dalla sera prima, o si organizzava a casa di qualcuno o andavamo a pranzo fuori, i caffè in piazza, gli spritz, le discoteche, le risate, tante risate, le urla, e lo studio matto e disperato la settimana prima dell’esame. Vorrei tanto tornare là, e se devo essere sincera mi sento in colpa. Mi sento in colpa per voler tornare alla vita che avevo prima di conoscerti, come se tu non ne avessi mai fatto parte, ma non sai quanto ti avrei voluto lì con me, quanto avrei voluto che tu venissi a trovarmi, farti vedere la città, i posti che frequentavo e portarti a fare brunch, perchè mi ricordo che mi avevi detto che non lo avevi mai fatto. Volevo che tu ne facessi parte. Poi mi hai lasciato, ed io sono rimasta qua. Non ti nego che dopo 4-5 giorni che mi hai lasciata volevo tornare lì, avevo visto i voli, stavo per prenotare insieme a dei miei colleghi. E mi sono resa conto che stavo facendo una cazzata perché se tu avevi bisogno di me io non ci sarei stata, perché ero scappata. Passano i mesi, e tu non hai bisogno di me. Passano i mesi ed io sono ancora qua, mi manca quella vita, ma non riesco a partire di mia spontanea volontà, perché è come se non riuscissi a lasciarti andare, quando invece so che tu lo hai già fatto, subito.
mi sono resa conto che non è la tua assenza a farmi stare così. Ormai mi sono abituata alla tua assenza, anzi, se devo essere sincera l’ho fatto praticamente subito. Solo il primo periodo è stato difficile, non mandarti il buongiorno, non dirti quando arrivavo a casa, non mandarti ogni meme che mi faceva pensare a te. Questo è passato quasi subito, dopo un po’ ti abitui all’assenza, ma non alla mancanza, perché di mancarmi, mi manchi, anche a distanza di mesi e so che continuerà ad essere così. E sono stanca di sentirmi dire che è inutile, che non ne vale la pena per quanto siamo stati insieme, ma io so chi siamo stati noi. Viene sottovalutato tutto, e so che è stato sottovalutato anche da te.. e se invece fossi proprio io ad averlo sopravvalutato? Per tutto il dolore che sto passando è impossibile averlo sopravvalutato, perché sei stato capace di farmi toccare il cielo con un dito, non è stato mai solo sesso, e mi pento di aver pensato quello all’inizio, forse, se mi fossi comportata diversamente all’inizio non sarebbe andata così, o forse non sarebbe mai iniziata. Ci siamo fatti travolgere subito dalla passione, due fuochi, io sapevo veramente poco di te, e tu non sapevi niente di me. Ed è stato bellissimo, nonostante tutto. Lo rifarei mille volte, ma con te e solo con te. Ma se tu adesso mi cercassi, mi chiedessi di vederci, e poi di andare a letto insieme, per l’ultima volta, io, paradossalmente, ti direi di no. Mi farebbe ancora più male, perché non sarebbe solo sesso, non lo sarebbe mai. Preferirei mille volte starmene coricata nel letto con te, con la testa poggiata sul tuo petto, parlare del più e del meno, di quello che ti passa per la testa e sentirti cantare... dio quanto mi manca sentirti cantare, soprattutto quelle volte che eravamo in macchina e sbattevi la mano a tempo sulla mia coscia mentre cantavi a squarciagola, non te l’ho mai detto, ma era una delle cose che preferivo di più.. piccoli attimi di felicità che non torneranno più.
Ogni volta che ti incontro per strada, salutarsi come due conoscenti, ‘ciao, come stai? Tutto bene?’, e tu lo sai che sono solo dei convenevoli, perché ci sono tante cose che vorrei dirti, ma che non posso farlo. E lo sai, credo che tu abbia imparato a leggere i miei occhi, lo vedi da come fumo, da come sono nervosa, da come tremi. Lo sai che non sono a mio agio, ma ci resterei in quella situazione, perché almeno riesco a starti un po’ vicina. Non torneranno più i momenti delle canzoni cantate a squarciagola, di me che ti dico che sono tornata a casa, della mia testa sul tuo petto, di te che nascondi il tuo sorriso sotto la barba arricciando il naso quando dico qualcosa di carino nei tuoi confronti, i nostri ‘che c’è?’ tra un bacio e l’altro e la risposta ‘niente’, addormentarmi sulla tua spalla e sentirmi imbarazzata per averti sbavocchiato addosso, tutti i tuoi occhiolini non appena i nostri sguardi si incrociavano quando eravamo in mezzo alla gente, “riposiamoci” e poi finivamo a fare l’amore, guardare il finale di himym insieme, tutte le volte che mi accompagnavi alla macchina, e tutte le volte che mi chiedevi come avevi capelli.. potrei continuare all’infinito, sono tante piccolezze, ma sono tutte le cose che mi hanno fatta innamorare di te, giorno dopo giorno, sempre di più, ed ora me le sento rubate, portate via da sotto i miei occhi
devi sparire dalla mia vita
quando ero tornata da Gallipoli quest’estate tutti mi chiedevano cosa avessi combinato nonostante la pandemia. Con quanti ragazzi ero stata. La comitiva con cui ero partita aveva persino deciso di fare una gara, e quando stavano facendo la lista io ho semplicemente detto ‘non mi va di partecipare raga, andiamo a bere’. Ed è finita lì. Ci sentivamo da poco noi due, eri entrato nella mia vita 3 settimane prima e ci eravamo visti pure poche volte, dato che ti eri laureato qualche giorno prima della mia partenza. Semplicemente non mi andava, c’erano dei ragazzi che si avvicinavano, bellissimi, veramente bellissimi, ma li scacciavo via con un’occhiataccia, oppure la classica frase ‘sono fidanzata’, quando noi due non stavamo nemmeno insieme, non ero neppure certa che ci stessimo frequentando. Ma ero completamente assorbita da te. Pensavo solo a te, perennemente. E’ stata la vacanza più bella della mia vita, ero con i miei colleghi, in una casa enorme, andavamo a ballare ogni sera ed eravamo perennemente sbronzi. Ma mi mancavi. Mi mancavi tanto. Un ragazzo, quando gli ho detto di essere fidanzata mi ha risposto ‘E allora, perché sei a Gallipoli?’, e le classiche frasi fatte ‘ciò che succede a Gallipoli, rimane a Gallipoli, sta senz’ pensieri’. Ed era vero. Sarebbe rimasto lì, e tu non lo saresti mai venuto a sapere. Non conoscevi nessuno dei miei colleghi, ed ero lontana da casa. E noi non stavamo nemmeno insieme. Ma lì ho capito, avevo l’anima e il cuore in pace con te, perché avrei dovuto? Non mi sono vietata niente di ciò che volevo fare. Volevo andare a ballare? Andavo a ballare. Mi volevo sbronzare? Mi sbronzavo anche a orario di pranzo. Semplicemente avevo appena capito di essermi innamorata di te. Mi sono sentita dire appena sono tornata a casa ‘Hai venduto l’anima al demonio per un flirt estivo ’ mi ha fatto ridere quando me lo hanno detto. Ma adesso se ci penso, continuo a pensare che noi non siamo stati altro che questo. Un flirt estivo, finito male per giunta, se solo potessi tornare indietro, capire che le tue intenzioni erano incerte, non mi sarei buttata così. Mi sono fatta travolgere da un vortice di emozioni, e adesso mi si stanno ritorcendo tutte contro.
mi hai fatta sentire amata, come se ne valessi veramente la pena, o almeno inizialmente era così. Non mi sono fatta nemmeno corteggiare da te, non ho fatto la preziosa, mi sono abbandonata al nostro amore subito. Perché mi bastava solo guardarti e capivo che era esattamente questo quello di cui avevo bisogno, attraverso il tuo sguardo ho capito che tu mi avresti salvata, e per un momento ho pensato che tu lo avessi fatto, tutti i miei traumi, le situazioni a casa, sei riuscito a farmeli accantonare, non occupavano più nemmeno 5 minuti della mia giornata. Ma tu non mi hai salvata davvero. Tu hai semplicemente destabilizzato l’equilibrio che mi teneva insieme, e ci sono voluti anni per crearlo. Ho vissuto due vite parallele per un po’, fino a quando sono riuscita a farne predominare una. Che poi alla fine, non era proprio la vita che volevo, ma bensì il male minore. Prima di te ho sempre scelto il male minore. Non ero mai felice, ma cercavo solo di stare il meno male possibile. Sto pagando adesso le conseguenze di sbagli fatti anni fa, e non faccio altro che rimuginare. Penso costantemente a come sarebbe stata la mia vita se mi fossi comportata diversamente anni fa, ma ero solo una ragazzina che passava un periodo difficile della sua vita, e tutto ciò che non sono riuscita a metabolizzare 4 anni fa, lo sto subendo tutto adesso. Speravo che tu fossi la mia salvezza, e invece mi hai mandata ancora più a fondo. Mi hai fatto provare l’amore. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non lo avevo mai vissuto. Non era infatuazione cami, non lo è mai stata. E adesso sto cercando di riprendere i miei cocci, tutte le mie debolezze, i frammenti del mio cuore. Non voglio rimetterli insieme, perché anche in questo caso sarebbe il male minore. Ed io non ho più bisogno del male minore. Ho bisogno di ricominciare, ti auguro il meglio, ti auguro di stare bene, ma ti prego, non farlo più davanti ai miei occhi. Vederti stare bene senza di me, mi fa tornare al punto di partenza. I progressi che avevo fatto in questi mesi sono stati spazzati via in un paio d’ore, quando ti ho visto ridere, ma non con me, quando ti ho visto parlare e scherzare con altre persone, ma non con me. Quando hai inseguito quella ragazza fino alla macchina perché stava male, ma non ero io. Non sono più io. Ti auguro di stare bene, ti auguro di essere felice, ti auguro il meglio. Ma ti prego, non davanti ai miei occhi.
oggi ho comprato l’iqos nuova, avevo trovato un’occasione del modello 3 e ho deciso di prenderla, nonostante quella che avessi prima era praticamente nuova, l’avevo comprata un mese e mezzo fa, perché durante una crisi isterica ho tirato quella che avevo da anni contro un muro. Ti ho pensato appena sono uscita dal negozio, ho pensato che tu volessi quella che avevo prima, relativamente nuova, perché mi ricordo che volevi iniziare a fumare l’iqos, ma se non avessi trovato qualcuno che la rivendeva a poco avresti lasciato perdere. Ti stavo per scrivere, te l’avrei regalata volentieri, ma ho deciso di aspettare fino a domani per cercarti, stavo uscendo e volevo godermi la serata senza stare nell’attesa/speranza di un tuo messaggio. Stavo andando a bere, e poi sei arrivato tu. Ero felice di vederti, davvero. Tu, evidentemente no, sei stato tutta la sera a consolare la nostra ‘amica’ in comune, l’abbracciavi, e nonostante vedessi che io ero da sola, hai deciso di non avvicinarti minimamente. Fino a quando i nostri sguardi si sono incrociati, ed ecco che mi è tornata quella forte fitta al cuore, la stessa che ho provato il giorno della tua laurea, e tu lo sai bene, perché è stato in quell’esatto momento che ho capito di essermi innamorata di te. Speravo che venissi a salutarmi, chiedermi come sto, scambiare due chiacchiere. Hai alzato la mano, ed hai fatto un mezzo cenno di saluto. Come se fossi una conoscente.
So di non avere avuto il valore per te che hanno avuto le tue ex ragazze, lo so bene questo. Ma, credo che di quello che abbiamo passato insieme non debba rimanere solo un saluto da lontano. Credo che devo accettare la realtà: per te sono stata solo di passaggio, un flirt estivo finito male. Tu non avevi mai avuto storielle, non eri mai stato con una persona solo per scopare, sei sempre stato una persona che si innamora, e ti sei innamorato di tutte, ma non di me.
Che strano il caso, vero? Io prima di te cercavo solamente del sesso dalle persone senza rivederle più, mentre tu invece stavi con una persona e poi ci andavi a letto. Tu cercavi stabilità, costruivi delle cose con delle persone, io nel frattempo facevo sesso con le persone, senza volerle rivedere più. Non cercavo concretezza da nessuno, poi sei arrivato tu. Stiamo stati a letti insieme, mi hai coccolato, ed abbiamo iniziato a conoscerci. E poi di nuovo. Ed ho capito che con te era diverso perché non mi importava l’atto del sesso in sé, ma quello che veniva dopo. Mettere la testa nel tuo petto, e le tue braccia che mi stringevano. Non desideravo nient’altro, tutto questo valeva più di 3 orgasmi consecutivi. Ti ho conosciuto, e mi sono innamorata di te, e soprattutto mi sono fidata. C’è un motivo se prima di te avevo questo rapporto strano col sesso, c’è un motivo se non mi ero mai fidata prima di te, e c’è un motivo se non conoscevo qualcuno dopo esserci stata a letto. Non penso che te lo dirò mai, non voglio darti delle responsabilità. Ma adesso ho il cuore in fiamme, gli occhi gonfi, e 7 kg in meno. Oggi mio padre si è reso conto di quanto sono dimagrita, mi ha guardata, mi ha detto che sono bellissima e che tu hai fatto una grandissima minchiata. Non si era mai azzardato a dire qualcosa su di te, perché sapeva quanto stavo male e che non ti volevo ‘toccato’, perché non ti conosceva. Io pensavo di conoscerti, ma mi sbagliavo. Non ti conosco per niente, e mi sono innamorata di una persona che non esiste.
Vorrei solo accadesse qualcosa di vero forse non eri mia nemmeno quando ti stringevo
Ho aspettato per un po', però Ora conto fino a cento È scaduto il nostro tempo
song of the day
Tu ci scegli. Ci crei e ci rendi dipendenti dalla luce del tuo amore, solo per poi portarcelo via. Ti nutri di cuori infranti. Sapendo che siamo da qualche parte a soffrire per te.
American Horror Story, Hotel.
American Horror Story, Hotel.
Sento un rumore nello stomaco, mi bussa l'ansia le chiedo scusa per l'attesa, la faccio aspettare attende con aspettative forse troppo alte non vedo l'ora di dormire e di dimenticare mi spavento ad occhi aperti perché è verità e chiudo gli occhi, in dormiveglia ho i muscoli spasmodici come a proteggermi da un niente che potrebbe nuocermi
song of the day