La mia voce è diversa quando ti parlo, come quando parlo con i bambini e uso un tono diverso. Con te sento tremare le parole, quasi si accentua quel difetto di pronuncia che mi ricorda quella lingua che ho tanto studiato e amato e in fine dimenticato.
Mi fai stare così bene che sento dentro di me di poterti parlare di qualunque cosa e allora ci provo, mettendomi comoda sulle tue gambe, prendendo sicurezza ad ogni tua carezza. Ma non ci riesco mai fino in fondo. Vorrei dire dire e dire tanto che poi mi perdo. Io ti guardo e mi perdo, nei miei pensieri, nei tuoi, nelle cose dette, non dette, e anche in quelle che si capiscono senza dirle.
Ho la pelle ruvida come se avessi pianto, come se le lacrime avessero lasciato solchi visibili sul mio viso ma non è così. E ho le labbra secche, come mi fai notare, come se nessuno le avesse baciate mai, e invece tu lo hai fatto e lo fai, tanto e bene.
Non so perché la mia pelle si squarci così a volte, ma io so che con te può tornare tutto a posto, dentro e fuori. Non so perché ci siano cose che non si dicono anche se si provano. Non so neanche se un giorno ti stancherai di questa pelle che cade a pezzi, e io rimarrò con il volto tra le mani.
I nostri discorsi seri sono al limite dell'assurdo, e mi togli le paure di dosso come fossero vestiti e viceversa. Non sai quanta fatica mi costi trattenermi, a volte, dal ridirti quelle parole fatte di alcol e baci sugli angoli di bocca. Lo urlerei fino a graffiarmi la gola e poi ancora. Ma no. Non ci sono obblighi e non ci sono regole. C'è solo il tempo, spero ne avremo tanto, e spero di averti nel mio tempo. Ci consumiamo in fretta, lo sai, su un futuro troppo grande per essere contenuto solo nelle nostre teste.
E i figli che che avremo, i nomi che daremo. E mi vorrai ancora? Ti stancherai mai? Troverò un giorno il coraggio di essere?
Ti dico che tu sei la mia vita ed è davvero così. Non perché ne fai parte ma perché ci sei dentro e riempi ogni cosa di te, lasciandomi addosso odori, segni, abitudini e sogni. Ti ho lasciata alla fermata e mi veniva da piangere, ho camminato per le strade di questa città e mi veniva da piangere. Ho aperto la porta di casa e ho capito. Solo mettendo piede tra quelle mura che non sento “casa” da un po’, ho capito che sei tu.
Ogni cosa sei tu
e solo tu potevi esserlo.