vorrei che la mia pace fosse una mia libera scelta.
Lint Roller? I Barely Know Her
wallacepolsom
occasionally subtle
Not today Justin

Janaina Medeiros
Misplaced Lens Cap

if i look back, i am lost
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
noise dept.

No title available
sheepfilms

JBB: An Artblog!
art blog(derogatory)

Kiana Khansmith
Cosimo Galluzzi
Three Goblin Art

izzy's playlists!
Jules of Nature

No title available
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

seen from T1

seen from United States
seen from United States
seen from France

seen from United States

seen from T1

seen from Türkiye

seen from T1
seen from Germany

seen from United States

seen from Denmark
seen from United Kingdom
seen from Germany
seen from United States

seen from Spain
seen from Chile

seen from United States

seen from Japan

seen from Türkiye
seen from Canada
@inborderline22
vorrei che la mia pace fosse una mia libera scelta.
adesso goditi il silenzio.
oggi ti amo, domani ti svaluto un bordello.
però ricorda una cosa: non scatto mai senza un motivo. sono la persona più dolce, amorevole e affettuosa che potresti mai avere accanto, ma prova a deludermi. provaci pure, e guarda cosa succede.
ci credo che mi scrivi io non conosco questa, io ne ho conosciuta un’altra. tu hai conosciuto la versione comoda, quella che si teneva tutto e stava zitta. appena ho iniziato a capirti davvero, ti ho messo davanti a quello che sei e ovviamente non ti è piaciuto.
adesso è più facile prendermi di mira, dire che sono una poco di buono, che le mie amiche sono tutte facili, che nessuno mi amerà mai. lo dici perché detesti quando scopro i tuoi pattern tossici e detesti che le persone accanto possano aiutarmi ad aprire gli occhi. la ragazza gestibile e manipolabile che hai conosciuto tu aveva già il dubbio che tu fossi una merda, ma lo ha capito più tardi.
meglio tardi che mai.
sono tornata in sicilia, la mia terra, per la laurea di mio fratello. sono a pochi chilometri da lui, dal mostro, e sto cercando di raccogliere ogni briciola di forza per non crollare del tutto. ho provato a resistere, a stare zitta, ma alla fine l'accumulo ha vinto e mi sono lasciata divorare.
gli ho scritto tutto. l'ho attaccato, gli ho dato del bugiardo, del falso, del traditore, del porco. lo so benissimo che non serve a niente, che avrei dovuto fermarmi prima, ma l'indifferenza e il silenzio dopo l'ennesima illusione mi hanno fatta scoppiare. l’ho attaccato anche perché lui sa che sono in sicilia e non mi ha cercata. mi ha ignorata. avrà la sua distrazione.
passo per la solita sottona, quella che con la rabbia lo rimette al centro del mondo. ed è vero, la mia è un'ossessione. dovrei lasciarlo andare e invece sono ancora qui a controllare chi gli mette like, a guardare le solite fan, ad accusarlo di farsele tutte. mi sono rotta di dargli attenzioni dopo tutto il male che mi ha fatto. il mio reagire lo legittima a sparire e tornare quando vuole, convinto che tanto gaia è sempre lì, dipendente, a fare di tutto per non sentirsi invisibile. lui lo dice sempre che non posso farne a meno, ed è la cosa che mi fa più schifo: dargli ragione.
ogni volta gli regalo il privilegio di dimostrargli che sono ancora qui, ferma a temere che scelga un'altra, che la reputi migliore di me. mi arrabbio ancora con lui al solo pensiero, quando so benissimo che lo ha già fatto, data la sua tendenza alla caccia di donne sui social. metto ancora a nudo le mie vulnerabilità di fronte a un coglione che di me merita soltanto la più grande e totale indifferenza. il ghiaccio. il gelo.
non vedo l’ora arrivi domenica per tornare in veneto. non sarà la mia terra, ma lì sono al sicuro.
predatore di momenti felici.
lui sapeva benissimo che per me il compleanno è importante, quasi quanto il natale.
giorno 11 marzo ho compiuto 30 anni e lui ha voluto rovinare anche quel momento felice.
ha aspettato le 23:59 per scrivermi ti aspetti un messaggio da parte mia?
non mi ha augurato buon compleanno come fanno le persone normali. scrivere “buon compleanno” sarebbe stato troppo semplice. ha preferito complicarlo, trasformando anche quel momento in un modo per avere controllo.
del resto, adesso sta cercando di punirmi con il silenzio. ma sai che c’è? meglio così.
alla fine è lo stesso che, poco prima del mio compleanno, mi ha dato della papera, che mi ha detto che faccio impressione, che faccio schifo. che non sarò mai felice. che merito quello che ho. che sono pazza, folle, che nella mia vita è tutto contorto.
una persona così non merita altro che il mio silenzio. e io mi sono stancata di sprecare energie per un manipolatore come lui.
tanto quello che cerca davvero sono solo conferme, validazione, gente che gli dica quanto è bravo. vive per quelle quattro persone che lo nominano in paese perché “è creativo”, perché “fa cose geniali”.
la verità è molto meno affascinante di così.
è una persona che devasta e distrugge, se vuole. mi ha dimostrato odio, ha messo in discussione la mia identità dandomi della "senza carattere" solo perché io ho scoperto i suoi pattern tossici, anche se ci ho impiegato più del dovuto.
bloccato.
l’ho bloccato. di nuovo.
non voglio pensare a quanto durerà stavolta, mi basta sapere che l’ho fatto oggi, adesso. il mio corpo non tollera più questo schifo e devo usare ogni briciolo di forza e ogni strumento della terapia per non affogare nei sensi di colpa che lui, invece, non prova mai.
mi insulta, mi etichetta, si è costruito una narrazione da martire che gli fa comodo, ma la verità è che è solo un uomo pessimo, probabilmente un narcisista.
torna con quattro messaggi dolci e due foto solo per riagganciarmi e poi allontanarmi di nuovo, incapace di amare davvero perché un uomo che ama non maltratta, non insulta, non isola e non abusa psicologicamente. mi ha devastata.
ogni volta che inizio a respirare senza di lui, lui lo sente e torna prima con un finto amore sconfinato e poi con la sua violenza e le sue frustrazioni di una vita monotona e un lavoro che odia. pretende che io capisca il suo ADHD, ma non sa nulla del mio borderline, non chiede scusa, non si pente mai di avermi accoltellata emotivamente.
un uomo che ti ama ti fa sentire speciale, non ti urla dietro "ma cu minchia sì" come un cafone volgare. mi ha esaurita, mi ha tolto l'anima.
comunque oggi ho alzato il muro e non ho intenzione di abbassarlo, anche se potrei cambiare idea stasera. e la colpa è solo mia perché lasciargli le porte aperte significa dirgli continua pure a farmi del male, ti ho lasciato la porta aperta apposta.
eccomi di nuovo qui, a 29 anni, nello stesso posto dove vomitavo i miei problemi da adolescente metallara. non è cambiato un cazzo, o forse è cambiato tutto e io sono solo rimasta incastrata.
vado in terapia, parlo di autostima, cerco di "mettermi al centro", ma la verità è che al centro ci sono sempre gli altri. l'opinione degli altri, il successo degli altri, la vita degli altri. io sono solo un'ombra sullo sfondo, un rumore bianco. mi distruggo da sola paragonandomi a colleghe che sembrano avere tutto sotto controllo, che studiano, che funzionano, mentre io mi convinco di essere quella mentalmente incasinata. è un malessere autoinflitto, una punizione che mi infliggo senza motivo. e tutto per cosa? per aver avuto a che fare con uno stronzo narcisista? per uno che aggiungeva tantissime ragazze sui social? per uno che cercava distrazioni superficiali perché ha una vita infelice e non sa come riempirla se non provando a svuotare la mia?
mi chiedo se sono davvero così debole da lasciarmi definire da uno stronzo che non sa nemmeno cosa sia la responsabilità. uno che si nasconde dietro un'immagine grandiosa perché ha il terrore di essere guardato per quello che è: un bugiardo che io ho smascherato. non posso più permettere che il mio valore venga misurato con il metro di chi non vale nulla. non posso essere la vittima di una guerra che lui ha già perso con se stesso.
eppure eccomi di nuovo qui, a scrivere dei miei mostri, dei miei demoni interiori. sono di nuovo qui ad ammettere di essere una persona che dipende da tutti tranne che da se stessa.
and suddenly, again, I feel really tired, as if the world is draining me of everything i ever had