mi voglio fare del male, ma lo scrivo così cerco di evitarlo.
sono molto incazzata
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mi voglio fare del male, ma lo scrivo così cerco di evitarlo.
sono molto incazzata
mio padre mi ha appena dato della stupida solo perché ho accettato di fare un favore a una mia amica e di tenere la sua bici in garage. lui l'ha usata, l'ha danneggiata e dà della stupida a me per aver accettato di fare questo favore. quando mi chiedo da dove derivino tutti i miei problemi... ecco qua.
mi sono proprio rotta la minchia. non vedo l'ora di potermene andare via da questa casa.
avevo appena finito di scrivere nel mio diario che oggi il mio umore sembrava quasi stabile. ecco, adesso voglio spaccare qualcosa. mi prudono le mani.
Comunque voi non avete idea delle sforzo fisico-mentale che faccio ogni giorno per cercare di prendermi cura di me stesso, quando l’unica cosa che vorrei è quella di essere risucchiato da tutto il vuoto che mi porto dentro
avere l'umore così altalenante mi devasta. mi stanca, mi sfinisce.
penso che stasera mi farò un cazzo di piantino notturno.
in questo momento vorrei essere al club latino a ballare salsa cubana e a fregarmene di tutti. quando ballo non ci penso più ed è tutto meraviglioso. quando ballo mi sento normale e ogni tanto un po' di normalità mi piacerebbe.
quando parlo di normalità, parlo di come le persone vivono le loro emozioni. io le vivo proprio di merda: vivo un minuto di felicità, mentre il minuto dopo sono devastata, in lacrime e quindi ho paura. non mi fido del mio breve momento di benessere. non mi fido di me stessa, delle mie emozioni. sono molto instabile e questa mia instabilità inizia a diventare particolarmente insopportabile.
l'idea di non poter mantenere un umore equilibrato almeno per 5 ore mi disturba.
oggi mi è capitato un video dimmerda con la canzone destri di gazzelle.
è un pezzo che parla di stanze vuote, di treni persi e di quel legame invisibile che resta anche quando le vite di due persone si dividono. quasi un anno fa il mostro me l’ha mandata ad agosto per riagganciarmi, facendo leva sul ricordo del concerto visto insieme. diceva che descriveva perfettamente noi, la nostra storia, e per molto tempo sentirla in giro mi ha attivata, accesa, fatta stare male. oggi l’ho riascoltata su apple music per sfidare quel dolore, ma non lo avessi mai fatto.
in ogni caso, la verità è molto meno romantica e struggente perché a lui faceva solo comodo recitare la parte dell'uomo tormentato dal dramma per darsi un tono di spessore. non c'era sofferenza reale nel suo tentativo di riprovarci; c'era solo il disperato bisogno di scappare dallo specchio in cui lo costringevo a guardarsi. non appena ha capito che con me non poteva bluffare, ha preferito andare a caccia di rimpiazzi facili per anestetizzare il vuoto.
del resto, lui è un cacciatore, un folle affamato di attenzioni.
tutte le volte che penso di averci perso qualcosa, devo pensare ai momenti brutti che ho vissuto con lui. qualcuno potrebbe dire: "certo, così è facile". ma no, non è facile per un cazzo. io ricordo anche i momenti belli e romantici, quelli in cui lui recitava benissimo la parte dell’uomo che io avevo idealizzato. era il mio complice perfetto: mi preparava il dolcetto, mi portava le arancine, mi preparava la tisana se stavo male e il caffè ogni mattina (quando non litigavamo). cercava sempre il contatto, mi diceva che ero sua “moglie”.
ma era tutto un ruolo che lui aveva iniziato a recitare fino a rivelarsi ciò che realmente è: un manipolatore.
e quindi torno sulla terra e ripenso a tutto il resto: le gelosie, le paure, le insicurezze, gli insulti e la cattiveria che ha sfogato su di me. la prossima ragazza non sarà affatto fortunata. troverà solo un ragazzino nel corpo di un trentottenne, un concentrato di frustrazione e bassezze. l’unico motivo per cui ha smesso di colpirmi è perché io gli ho tolto l’arma dalle mani: sono 36 giorni che ha ogni singolo canale bloccato.
se ci fosse stato un briciolo di sentimento sincero, oltre a evitare di trattarmi come un rifiuto della società, avrebbe mosso le montagne per cercarmi. lo avrebbe fatto in qualunque modo: con il numero di un amico, con un profilo falso, o prendendo un cazzo di biglietto aereo per venire fin qui. invece, che tipo di amore è quello di chi ti definisce una “donnetta poco seria” solo perché vai a scuola di ballo ed esci con le tue amiche?
quello poco serio è lui. poco serio, ridicolo e disperato, a caccia di chiunque sui social come un folle, tra sconosciute e non. tutto questo pur di elemosinare un briciolo di attenzione e due applausi.

ieri mi chiedevo "chissà cosa sta facendo, se ha trovato un'altra da frequentare, una scopamica" o cose simili.
poi mi sono data subito la risposta e mi sono detta "dove cazzo può stare se non al suo basso livello?".
mi stanno tutti sulla minchia.
sono stata l'unica Donna seria che tu abbia mai potuto avere nella tua vita. divertiti.
vorrei che la mia pace fosse una mia libera scelta.
adesso goditi il silenzio.
oggi ti amo, domani ti svaluto un bordello.
però ricorda una cosa: non scatto mai senza un motivo. sono la persona più dolce, amorevole e affettuosa che potresti mai avere accanto, ma prova a deludermi. provaci pure, e guarda cosa succede.
ci credo che mi scrivi io non conosco questa, io ne ho conosciuta un’altra. tu hai conosciuto la versione comoda, quella che si teneva tutto e stava zitta. appena ho iniziato a capirti davvero, ti ho messo davanti a quello che sei e ovviamente non ti è piaciuto.
adesso è più facile prendermi di mira, dire che sono una poco di buono, che le mie amiche sono tutte facili, che nessuno mi amerà mai. lo dici perché detesti quando scopro i tuoi pattern tossici e detesti che le persone accanto possano aiutarmi ad aprire gli occhi. la ragazza gestibile e manipolabile che hai conosciuto tu aveva già il dubbio che tu fossi una merda, ma lo ha capito più tardi.
meglio tardi che mai.
sono tornata in sicilia, la mia terra, per la laurea di mio fratello. sono a pochi chilometri da lui, dal mostro, e sto cercando di raccogliere ogni briciola di forza per non crollare del tutto. ho provato a resistere, a stare zitta, ma alla fine l'accumulo ha vinto e mi sono lasciata divorare.
gli ho scritto tutto. l'ho attaccato, gli ho dato del bugiardo, del falso, del traditore, del porco. lo so benissimo che non serve a niente, che avrei dovuto fermarmi prima, ma l'indifferenza e il silenzio dopo l'ennesima illusione mi hanno fatta scoppiare. l’ho attaccato anche perché lui sa che sono in sicilia e non mi ha cercata. mi ha ignorata. avrà la sua distrazione.
passo per la solita sottona, quella che con la rabbia lo rimette al centro del mondo. ed è vero, la mia è un'ossessione. dovrei lasciarlo andare e invece sono ancora qui a controllare chi gli mette like, a guardare le solite fan, ad accusarlo di farsele tutte. mi sono rotta di dargli attenzioni dopo tutto il male che mi ha fatto. il mio reagire lo legittima a sparire e tornare quando vuole, convinto che tanto gaia è sempre lì, dipendente, a fare di tutto per non sentirsi invisibile. lui lo dice sempre che non posso farne a meno, ed è la cosa che mi fa più schifo: dargli ragione.
ogni volta gli regalo il privilegio di dimostrargli che sono ancora qui, ferma a temere che scelga un'altra, che la reputi migliore di me. mi arrabbio ancora con lui al solo pensiero, quando so benissimo che lo ha già fatto, data la sua tendenza alla caccia di donne sui social. metto ancora a nudo le mie vulnerabilità di fronte a un coglione che di me merita soltanto la più grande e totale indifferenza. il ghiaccio. il gelo.
non vedo l’ora arrivi domenica per tornare in veneto. non sarà la mia terra, ma lì sono al sicuro.
predatore di momenti felici.
lui sapeva benissimo che per me il compleanno è importante, quasi quanto il natale.
giorno 11 marzo ho compiuto 30 anni e lui ha voluto rovinare anche quel momento felice.
ha aspettato le 23:59 per scrivermi ti aspetti un messaggio da parte mia?
non mi ha augurato buon compleanno come fanno le persone normali. scrivere “buon compleanno” sarebbe stato troppo semplice. ha preferito complicarlo, trasformando anche quel momento in un modo per avere controllo.
del resto, adesso sta cercando di punirmi con il silenzio. ma sai che c’è? meglio così.
alla fine è lo stesso che, poco prima del mio compleanno, mi ha dato della papera, che mi ha detto che faccio impressione, che faccio schifo. che non sarò mai felice. che merito quello che ho. che sono pazza, folle, che nella mia vita è tutto contorto.
una persona così non merita altro che il mio silenzio. e io mi sono stancata di sprecare energie per un manipolatore come lui.
tanto quello che cerca davvero sono solo conferme, validazione, gente che gli dica quanto è bravo. vive per quelle quattro persone che lo nominano in paese perché “è creativo”, perché “fa cose geniali”.
la verità è molto meno affascinante di così.
è una persona che devasta e distrugge, se vuole. mi ha dimostrato odio, ha messo in discussione la mia identità dandomi della "senza carattere" solo perché io ho scoperto i suoi pattern tossici, anche se ci ho impiegato più del dovuto.