E niente... Siamo ritornati con le fantasie
Nella mia piccola stanza della casa dei volontari, circondati solo dai rumori della natura, si é consumato per la prima volta il mio desiderio
Quasi tre mesi senza godere, senza venire, pensavo di non stare accusandone l'assenza
É bastato uno sguardo, un sorriso, anzi, quello sguardo, quel sorriso
Che vergogna, penso, é così giovane
É così diverso da ciò che normalmente mi attrae
Eppure il suo viso, i suoi occhi così espressivi, mi parlano
É il banale gioco dell'attrazione, chiaro, quello in cui sono caduta già decine e decine di volte, ma ogni volta che succede, é come fosse la prima
Le domande si fanno largo insieme alle fantasie e la voglia di rendere pure il più piccolo dei gesti un momento di grande importanza
Quando ci incontriamo distrattamente per caso non posso che chiedermi
Vedrà anche lui quello che vedo io quando ci salutiamo? Cosa legge nei miei sguardi, nei miei saluti? Lo vede quanto mi accende? E io, gli faccio lo stesso effetto?
E con la scusa di un riposo pomeridiano, mi ritiro fra le mie mura e mi tocco pensandoci
Con la scusa di farmi vedere qualcosa, ci avventuriamo nelle campagne
I nostri occhi parlano la stessa lingua
Siamo da soli per la prima volta
Il cuore mi batte così forte
Un calore familiare si muove fra le gambe
In un angolo delle foresta ci avviciniamo e timidamente ci tocchiamo per la prima volta
Il tuo sguardo spavaldo, sicuro, nonostante l'apparente insicurezza della tua età
Non sai cosa fare, ma la curiosità ti spinge ad alzarmi lentamente la gonna... e sfiorarmi l'intimità
Provi timidamente a baciarmi e le nostre labbra si sfiorano
Sembriamo due bambini che cercano di scoprirsi
Ridiamo piano quando ci sembra di sentire delle voci in lontananza
Non c'è fretta, non c'è impeto, non c'è voglia di consumare la scintilla
Tessiamo piano la tela di questa nuova attrazione