mi conosci perché in me ti riconosci
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@infuga
mi conosci perché in me ti riconosci
se solo avessi nuovamente voglia di intrecciarti al nero che mi si è fatto più cupo ma soffice nelle membra
questa pellicola di superficialitá che vi avvolge un po’ tutti mi manda in crisi
tua senza esserlo (mai stata)
un giorno mi dirai cosa c’era di insufficiente in quel che mi ostinavo a darti
anche se a volte può strutturarsi come una mezza condanna, seppur costellata da grandi e piccoli tormenti, la vita vissuta con la stessa intensità con la quale carico ogni sua smorfia, ha un sapore che si mischia al vero e senza mai storpiarlo
vecchi ritmi ormai obsoleti
per me l’amore è veleno, ossessione, una condanna a cui però continuo a darmi in pasto
Ma che bella l’espressione “smagliature emotive”
grazie:)
quanto è squallida e nauseabonda la mia vita senza di te
ti ho rincorso spasmodicamente, costellata di lividi, febbricitante, con le nocche in fiamme e il cuore messo anche peggio. non ho mai sentito lo stesso grado di umiliazione attorcigliarsi allo stomaco e diluirmi nell’astinenza da te che per sfiorarti anche quando mi sottolineavi la nausea che ti provocava avermi intorno ho fatto terra bruciata di tutto il vero che un tempo, ormai cenere, prima di te mi arricchiva
chiudere gli occhi non cancella il trauma
tutta la negatività che aspiro si mescola al monossido di inadeguatezza che mi si è attorcigliato dentro
non sei fatta per essere l’inizio che poi si interrompe nella confusione di un’evoluzione interrotta da nuove assenze a cui poi fingi di essere in grado di abituarti. non puoi essere quel nastro che poi il caso riavvolge, quel filo che perdi come un granello di sabbia che ti scivola dalle mani perché ogni mancanza è una decisione, si sceglie di non esserci e sei fatta per chi della tua presenza ami farne una costante
non mi spaventa tanto il futuro con le sue note fuoriprogramma, quanto l’idea che l’acquisita codardia difronte al rischio di subire un altro schiaffo emotivo cerchi di imbelletterarsi mitigandosi ad una ferrea incontentabilità di base fino a rendermi l’impassibilità l’unica via accessibile verso quella stabilità che prima perlustravo nell’istinto e nell’assenza di filtri
da lucida è tutto più deforme nella sua mediocrità
ho perso il conto delle persone con cui gioco e delle volte in cui ho pianto per una sola fino a rendermi intollerante per occhi e stomaco