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@insane-in-the-mind
La lotta interna non è sempre visibile, ma è reale e merita attenzione.
Il disegno rappresenta l'ansia. Le linee disordinate e intrecciate, specialmente attorno al busto e alle mani che sembrano stringere qualcosa vicino al cuore, trasmettono un senso di soffocamento o confusione interiore. L'assenza di un volto definito aggiunge un senso di alienazione o di perdita dell'identità, elementi spesso associati all'ansia. Il modo in cui le mani sembrano cercare di trattenere qualcosa, forse emozioni o pensieri, evoca una lotta interna intensa.
10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale.
Esistono persone che ti cercano perché vogliono qualcosa da te.
E poi, esiste chi ti cerca perché è te che vuole.
Differenze.
Bisogna curarle quando sono intere, non quando si rompono.
Le cose, le speranze, le persone.
Ascoltami bene, ragazzino. Nulla va come previsto in questo mondo, non scordalo mai. Più invecchi e più realizzi che la vita è contraddistinta da dolore, sofferenze e futilità. L'unica cosa che ci resta da fare è abbandonare ogni speranza. In questo mondo, ovunque ci sia luce ci sono anche ombre qualsiasi cosa facciamo è una realtà alla quale non ci si sottrae. Finché ci saranno dei vincitori, ci saranno anche dei vinti anche questo è inevitabile. E il desidero egoistico di ottenere la pace che fa esplodere le guerre che affliggono la nostra esistenza, l'odio stesso nasce per proteggere l'amore. Sono tutti legami tra poli opposti che si attraggono in modo naturale. È sempre stato così.
Io non so descrivere in maniera razionale quello che mi succede dentro.
So solo che è un uragano, un terremoto, uno tsunami.
C’è una parte di te di cui con gli altri non parli mai.
L’ansia,gli attacchi di panico.
La paura che ti si legge negli occhi quando stanno arrivando.
Le crisi.
Quando tutto diventa nero.
Che poi ormai li riconosci,lo sai che stanno arrivando.
La notte prima sei euforica: balli,ridi,scherzi..ma hai una strana sensazione di iperattività indice del fatto che stanno arrivando,sono lì,sono loro.
La notte fai un incubo,hai una paralisi,la mattina dopo ti svegli angosciata.
Ed eccolo che arriva.
Senza pietà.
Senza risparmiarti.
Comincia piano ad insediarsi dentro di te,ti saluta timidamente e pian piano si impossessa di te.
Ti viene da piangere e non sai perché,sei tesa.
E poi eccolo che arriva,ti tira uno schiaffo senza pietà alcuna,crolli.
Inizi a vedere offuscato,a tremare,a non percepire più la realtà.
Cominci ad avere paura di tutto,a sentirti sola.
In viso diventi bianca,pallida,fai quasi impressione.
Ti senti soffocare,respiri a malapena.
Inizi a guardarti intorno: 5 cose che puoi vedere,4 da percepire,3 da ascoltare...
Perchè ti hanno insegnato che così lo riesci a tenere sotto controllo.
Come se fosse possibile,come se potessi farlo davvero.
Passa mezz’ora se va male e va via lasciandoti per tutto il giorno,una sensazione costante di vuoto e paura.
E ti chiedi se mai tutto questo avrà una fine.
L’ansia è debilitante,cattiva.
È il mostro che vive dentro di te che ti inizia a far pensare di non essere abbastanza,di non valere niente.
Ma tu hai un mostro dentro e chi ha un mostro dentro non può sempre scappare,vorrebbe dire scappare da sè stessi.
Sapete com’è convivere con l’ansia?
Quel lato di te che preferisci tenere privato, al riparo dagli sguardi altrui.
Svegliarsi la mattina sapendo di non essere mai all’altezza delle aspettative.
Convivere con la costante sensazione di non essere mai abbastanza, i continui pensieri insistenti che ti portano a credere che non ti meriti nulla.
Sapere che dovrai impegnarti per mantenere quel precario equilibrio che con tanta fatica ti sei costruita, sentirti fragile costantemente in balia degli eventi.
La paura di crollare proprio lì davanti a tutti, le crisi che arrivano senza pietà e ti tolgono il fiato.
Quando tutto diventa nero e non riesci a trovarla la via d’uscita.
Quei pochi minuti che sembrano giorni interni in cui anneghi, inizi a vedere offuscato, le mani che iniziano a tremare.
E tu provi a cercarlo un appiglio, uno spiraglio per tornare in superficie.
Allora inizi a contare, provi a regolarizzare il respiro ti focalizzi su ciò che è vicino a te, tutto pur di ritornare.
E aspetti, aspetti che il mostro con cui convivi finalmente ti lasci in pace, se ne vada ma infondo lo sai anche tu non è possibile.
— @diary-of-the-disaster