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祝日 / Permanent Vacation

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@iochenonsoamarmisorovinarmi
Beatrice, dal latino, Beatrix. Beatus “beata, felice”. Era un nome che non le si addiceva, di beato aveva poco. Non voglio dire di felice, no, di felice aveva tanto. Era felicità unica, soprattutto nell’ultimo periodo. Ma le paranoie che la mangiavano facevano pensare al suo nome come a una presa in giro. Non era “beata”, si agitava per tutto. La gente che se ne va senza motivo, i voti, la prof di greco che la guardava come se l’unica cosa importante sulla terra fosse la declinazione dell’articolo. Aveva paura di sbagliare, di non piacere, di guardarsi e deludersi di nuovo. Aveva tante paure, “beata”. Come se il nome fosse una garanzia. Non lo è, non ci caratterizza, non ci rispecchia. Insomma, il nome ce lo assegnano persone che non ci conoscono, che non ci conoscono ancora, o che non ci conosceranno mai. Beatrice abitava tra la pietra e il respiro che la seguiva. Una pietra che si portava sempre appresso, come un macigno, come qualcosa di cui non poteva fare a meno. Ma poteva. Doveva. Ci sarebbe riuscita. Ma alla fine lo sapeva anche lei, non voleva, semplicemente. Aveva paura di scrollarselo di dosso, sarebbe stata spoglia, sarebbe stata sé stessa. E questo le faceva paura. Come tutto. Non voleva essere sé stessa. “Sé stessa” erano 14 anni che la deludeva, non voleva che deludesse anche la gente a cui teneva. Così teneva chiusa quella personicina dentro, e non la faceva mai uscire. Solo quando scriveva aveva il suo spazio, per questo Beatrice voleva scrivere, voleva farlo tutta la vita, voleva vivere di scrittura. Voleva annusare l’inchiostro e vedere le cancellature sul foglio. Beatrice voleva lanciare “sé stessa” su un foglio, così che potesse mostrarsi alla gente, finalmente. In modo delicato, diminuendo i rischi di farsi del male. Anche la scrittura di Beatrice era sintomo di paura. Ma lei no, la scrittura non aveva paura. La scrittura era la “sé stessa” di Beatrice. Ecco la sua beatitudine, c’era, lo sapevamo. Ha trovato il modo di uscire.
La paura si riproduce da sola, alimentandosi e crescendosi. Tutto un riflessivo che non fa riflettere su niente.
Beatrce Mantelli (via abreathafterthestone)
Voglio svegliarmi e non pensare più a niente, guardare le stelle e dire che sono belle
Beatrice Mantelli (via abreathafterthestone)
E sono più felice che mai, più coraggiosa che mai, più fiera che mai. Ora sono io la mia unica forza.
27febbraio2012 (via 27febbraio2012)
Dai, dove lo trovate un altro sito che vi risponde così quando una ricerca non produce risultati?
e adesso ti sto guardando e tu mi chiedi se ti amo ancora, come se io potessi smettere di amarti. - shadowhunters, città di vetro.
Voglio andarmene, andarmene lontano, lontano da tutta sta merda.
da tutto, e tutti..
☹ 淡い Dark Pale ☹ 淡い
👼 here 👼
"Salvami. Ti salveró."
un’amore di angelo
dio.
Lana banana nel cuore❤️
👽 more here 👽
Non facevamo l’amore spogliandoci, uno sopra l’altro. Noi facevamo l’amore scambiandoci uno sguardo di sfuggita quando nessuno era lì a guardare. Facevamo l’amore quando mi sfiorava le dita come per afferrarmi, per poi lasciarle. Lo facevamo accarezzandoci la schiena, baciandoci sulla fronte, sul collo.
eclissandomi (via eclissandomi)
Va bene lo ammetto, sono 365 giorni all’anno mestruata ma questo solo per colpa delle teste di cazzo come te che popolano questo schifo di mondo.
lasceltachenessunofarebbe (via lasceltachenessunofarebbe)