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@iosonodavid
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C'è un tempo in cui fare nuove amicizie è facile, un tempo in cui i baci diventano facili da ricevere e da dare, un tempo in cui il sesso è più facile da trovare.
Poi è tutto un andare all indietro, l'amicizia sembra qualcosa che non esiste, i baci non sai nemmeno a chi darli, diventi vecchio e il sesso non sai se è diventato meno importante oppure se è solo difficile da trovare.
Avverto questa mancanza dentro di me come se uno dei miei organi si fosse preso una vacanza dal mio corpo, piano piano si fa notare sempre di più, la mancanza di contatto fisico sulla mia pelle mi trasmette solitudine, un vuoto si fa spazio dentro di me, sembra addormentarsi ogni volta che prendo a calci la mia sobrietà, cerco le emozioni in ogni angolo della casa, a volte trovo il dolore su quella lama del coltello in cucina, altre trovo la nostalgia in qualche canzone dalle parole malinconiche.
Nella mia testa immagini di tanti volti si susseguono come a domandarsi se quel vuoto sia causato da uno di loro.
Mi fermo a pensare e ricordare quei momenti in cui le emozioni si sentivano, ricordo la rabbia, la sento nel presente ma poi perdendo il ricordo la sento lasciarmi la mano a cui prima era aggrappata con così tanta forza.
Cerco di ricordare per paura di dimenticare cosa significhi avere emozioni.
La mattina mi sveglia quella sensazione di essere stato preso a pugni nello stomaco, mi alzo come se dormire non mi avesse ricaricato ma come se mi stessi risvegliando dopo essere morto.
No, non sono pessimista è solo il grigio della mattina che mi infonde tristezza.
Mi guardo allo specchio e noto solo quanto la mia faccia sia stanca, come fin dentro le ossa si notino i difetti del mio volto, mi lancio in faccia dell’acqua gelida che fa sparire i sogni ad occhi aperti che ancora sto facendo.
La casa in cui mi risveglio ogni mattina sembra priva di tutto, vedo i mobili ma è come se non ci fossero, vedo ancora così tanti spazi vuoti sulle mura.
Non ci provo nemmeno a mangiare, già so che il mio corpo non accetterebbe ancora niente dentro, si rifiuta di mangiare, così mi accendo una sigaretta e ciò che sento è solo fumo cancerogeno entrare e uscire dai miei polmoni, lo trovo così poetico ma stupido, forse è giocare con le statistiche, è pensare “sarà questa la sigaretta che metterà fine alle domande esistenziali che tanto mi pongo?”.
Di questi tempi stare a casa sembra la cosa migliore da fare anche se mi assalgono quei sensi di colpa che tanto odio che poi perché mi sento in colpa?
I miei amici mi chiedono di uscire ma mi sale l’ansia e il mal di pancia appena penso che devo mettere piede fuori dalla porta, mi invento così tante scuse che non so nemmeno io quale sia la verità ormai.
Sai che ti dico ora esco a camminare, che poi quello che faccio non è camminare ma distruggermi i piedi fino a non avere più le forze, penso così tanto che i piedi faticano a stare attaccati al suolo.
Mentre cammino per strada mi piace guardare le persone, cerco il loro sguardo a volte, senza accorgermene, sarà la mia fame di attenzioni.
Mi siedo su una panchina e guardo il cielo cambiare colore e sfumature, mi chiedo perché le persone mi spaventino così tanto.
Ho bisogno di aiuto ma nessuno riesce ad aiutarmi e nemmeno io so come mi possano aiutare
Prima perdo il pubblico di Tumblr al tempo con 4 Mila lettori ora perdo 7 Mila follower su X
Tutto quello che ho passato in adolescenza si é psicosomatizzato e ho iniziato a soffrire fisicamente negli anni accorgendomi piano piano che le mie emozioni non stavano più nella testa ma nel mio stomaco nelle mie viscere
In realtà sotto un certo punto di vista sono rimasto sempre il ragazzo che sta cercando di tutto, che sta esplorando ogni mondo ogni cosa pensando di farlo prima di decidere di andarsene, sotto sotto é sempre rimasta quella domanda, cosa ci faccio ancora qui? In realtà non ci penso molte volte fino a quando poi non mi ritrovo in un momento di buio e li capisco che tutto ciò che faccio lo faccio per sentirmi vivo ma anche perché se un giorno decidessi di andarmene nonostante io conosca la bellezza nel mondo, almeno ci ho provato e ho vissuto quello che pensavo di dover vivere
Si capisce un po' come concetto?
🌹
🌡️
😈🍆
Non sono solo disperazione e distruzione🤫
🐝
Voglio
Sono alla disperata ricerca di un sentimento ormai perso
Voglio riempire la solitudine
Voglio quell’emozione di quando un amico fa una battuta stupida e ridi senza sforzi
Voglio quello che si sente quando abbracci qualcuno lo baci sulla fronte e pensi che resterà al tuo fianco per sempre
Voglio un “ti amo” inaspettato ma che aspettavo da tanto tempo
Voglio la comprensione di qualcuno che dopo un litigio pesante mi dice “scusami, tu significhi tanto”
Voglio che qualcuno si accorga del mio sguardo perso nel vuoto mi prenda da parte mi chieda come sto guardandomi dritto negli occhi e mi abbracci così da farmi piangere il mare che dentro di me non ha più spazio.
La luna mi attrae come una calamita attira il metallo, i suoi raggi non mi fanno distogliere lo sguardo, sembra maledetta ma allo stesso tempo importante e magica, vorrei raggiungerla, chissà come si sta bene lassù lontano da tutto, chissà se lei mi vede, a volte le parlo sento che se vuole può ascoltarmi.
Avverto questa mancanza dentro di me come se uno dei miei organi si fosse preso una vacanza dal mio corpo, piano piano si fa notare sempre di più, la mancanza di contatto fisico sulla mia pelle mi trasmette solitudine, un vuoto si fa spazio dentro di me, sembra addormentarsi ogni volta che prendo a calci la mia sobrietà, cerco le emozioni in ogni angolo della casa, a volte trovo il dolore su quella lama del coltello in cucina, altre trovo la nostalgia in qualche canzone dalle parole malinconiche.
Nella mia testa immagini di tanti volti si susseguono come a domandarsi se quel vuoto sia causato da uno di loro.
Mi fermo a pensare e ricordare quei momenti in cui le emozioni si sentivano, ricordo la rabbia, la sento nel presente ma poi perdendo il ricordo la sento lasciarmi la mano a cui prima era aggrappata con così tanta forza.
Cerco di ricordare per paura di dimenticare cosa significhi avere emozioni.
La mattina mi sveglia quella sensazione di essere stato preso a pugni nello stomaco, mi alzo come se dormire non mi avesse ricaricato ma come se mi stessi risvegliando dopo essere morto.
No, non sono pessimista è solo il grigio della mattina che mi infonde tristezza.
Mi guardo allo specchio e noto solo quanto la mia faccia sia stanca, come fin dentro le ossa si notino i difetti del mio volto, mi lancio in faccia dell’acqua gelida che fa sparire i sogni ad occhi aperti che ancora sto facendo.
La casa in cui mi risveglio ogni mattina sembra priva di tutto, vedo i mobili ma è come se non ci fossero, vedo ancora così tanti spazi vuoti sulle mura.
Non ci provo nemmeno a mangiare, già so che il mio corpo non accetterebbe ancora niente dentro, si rifiuta di mangiare, così mi accendo una sigaretta e ciò che sento è solo fumo cancerogeno entrare e uscire dai miei polmoni, lo trovo così poetico ma stupido, forse è giocare con le statistiche, è pensare “sarà questa la sigaretta che metterà fine alle domande esistenziali che tanto mi pongo?”.
Di questi tempi stare a casa sembra la cosa migliore da fare anche se mi assalgono quei sensi di colpa che tanto odio che poi perché mi sento in colpa?
I miei amici mi chiedono di uscire ma mi sale l’ansia e il mal di pancia appena penso che devo mettere piede fuori dalla porta, mi invento così tante scuse che non so nemmeno io quale sia la verità ormai.
Sai che ti dico ora esco a camminare, che poi quello che faccio non è camminare ma distruggermi i piedi fino a non avere più le forze, penso così tanto che i piedi faticano a stare attaccati al suolo.
Mentre cammino per strada mi piace guardare le persone, cerco il loro sguardo a volte, senza accorgermene, sarà la mia fame di attenzioni.
Mi siedo su una panchina e guardo il cielo cambiare colore e sfumature, mi chiedo perché le persone mi spaventino così tanto.