Ho scoperto l'adenomiosi in un momento della mia vita in cui correvo. Non esisteva stanchezza, non esisteva dolore che mi fermasse. E le mestruazioni erano dolorose, accidenti se erano dolorose ma non potevo fermarmi.
Perché io ho sempre avuto un brutto vizio. Sono sempre stata in ritardo con le tappe: alle elementari portavo ancora il ciuccio, alle superiori non volevo abbandonare la fanciullezza, la maturità mi terrorizzava perché era quel passaggio che mi avrebbe fatto entrare nell'età adulta. Insomma, sono sempre stata in ritardo rispetto agli altri.
Ho fatto scelte sbagliate che ancora una volta hanno ritardato il mio benvenuto al mondo del lavoro. Per questo correvo, per questo dovevo ad ogni costo trovare un buon posto di lavoro ed entrare finalmente nella tappa dell'adulto. E non c'erano limiti che tenevano, il mio corpo ha sempre retto lo stress, il dolore, la stanchezza. Ho lavorato con dedizione, ho studiato per trovare lavoro, ho voluto dimostrare a me stessa che ero capace di prendere in mano la mia vita. E io non potevo fermarmi proprio ora che ero così vicina alla mia realizzazione.
Ma a quanto pare il mio destino aveva altri piani, se io non volevo fermarmi, ci ha pensato il mio corpo con quella maledetta sorella stronza dell'endometriosi. E sono entrata nel mondo terribile e spaventoso delle malattie croniche. Incurabile, dicono. Tutta la mia energia è stata risucchiata come per una maledizione. Ho una diagnosi in ritardo dopo un anno di dolori che hanno causato la perdita del lavoro. Forse questo ha senso perché sto imparando a rispettare i miei limiti...o forse un senso non c'è...semplicemente va così.














